piccoli Trump crescono

Nella desolante compagine governativa dei think-tank renziani, spiccano fra le qualità più assordanti, l’assoluta faciloneria e la grassa ignoranza per la storia passata.

Merito di ciò anche la giovane età della squadra di comando del Rignanese. Recentemente si sono distinti per attribuire al fu PCI degli anni ’50 prese di posizioni sempre antitetiche al MSI; la cosa è stata velocemente smentita da chi la storia la conosce.

La loro faciloneria si misura anche nell’analisi politica di fatti contemporanei. Così, il Capataz di Salerno, Vincenzo De Luca (non ha neppure la giustificazione dell’inesperienza), uno dei (se non il) più accreditati uomini del rignanese, ha declinato a modo suo le ragioni della vittoria di Donald Trump. Convinto che la conquista della Casa Bianca sia dovuta alle sparate colossali al limite dell’oscenità del candidato repubblicano e ha deciso di ricalcarne le gesta per ricavarne un successo analogo.

Nel suo caso ha esternato una serie di considerazioni liquidatorie (nel senso come le intenderebbe un gangster) ai danni di Rosy Bindi, rea nel suo ruolo di Presidente della Commissione Antimafia, di averlo danneggiato.

Probabilmente il nostro è convinto di ricalcare le gesta del politico americano, e spera in cuor suo di ricavarne un successo analogo, si sà è un’epoca di populismi e alla gente più la spari grossa più piace.  Probabilmente è colpa anche della propaganda mediatica che ha dato un quadro forse volutamente riduttivo del personaggio repubblicano ; il Capataz di Salerno  non ha considerato minimamente che all’origine del successo vi sia (anche) la presa di posizione di Trump contro le scelte distruttive ai danni della classe media  lavoratrice americana, il farsi carico delle loro istanze e contro le politiche guerrafondaie (e bancarottiere) “per esportare la democrazia” delle ultime amministrazioni americane.

Ovvero, come si dice, quando indichi la luna, lo stolto si ferma… e guarda il dito.

Pubblicato in Rassegna Stanca | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

THE MAZE RUNNER

The_Maze_Runner_poster

In questo torrido pomeriggio di fine agosto scopro con svogliata curiosità  la serie che sta infiammando gli interessi degli adolescenti: MAZE RUNNER. Immagino sia un evento comune in molte famiglie con figli di 14-20 anni. La serie è fin banale per la ripetitività ossessiva di ingredienti comuni nel genere: gruppo di amici adolescenti, in cui si erge  un capo per carisma e intelligenza, ma dove gli altri trovano tutti i loro spazi per affermare le proprie personalità, una o due “fighe” del gruppo, di solito dal carattere deciso, il dibattersi in un moderno mondo preistorico costituito dalle rovine  di una passata civiltà al culmine della grandezza tecnologica. Un percorso di fuga videogioco, l’organizzazione sociale “dei grandi” costituita in forma di “feudo” , organizzata militarmente e soffocata da regole arbitrarie, proiettata unicamente a soddisfare le mire dell’immancabile despota che la dirige con scienza esatta persuasa allo sterminio, e deciso ad inquadrare quel pericoloso gruppetto di anarchici ribelli che non sottostanno alle regole. Non potevano mancare orde di zombies che si incontrano via facendo, umani infettati dalla terribile epidemia che ha cancellato la civiltà; che si aggirano inconsapevoli a cercare di mordere-infettare il gruppetto interrompendo la corsa per sempre, costringendoli a una vita non vita. Non per cattiveria ma perché non sanno fare altro. In tutto questo traspaiono fin troppo evidenti  le pulsioni oniriche di una generazione. L’aspirazione a un mondo selvaggio nel quale ricominciare se stessi e il proprio futuro, la moderna società in cui si è costretti a vivere da cui si vorrebbe fuggire, per le sue regole egoiste e le sue convenzioni. Nei volti putribondi degli zombies si assimilano le protervie parentali e improvvide figure genitoriali che li vorrebbero mettere in riga fermando quella fuga ipotetica: giacca e cravatta, taglio di capelli, fidanzata regolare, laurea e lavoro in banca …o giù di lì.

Tutti elementi che tradiscono  il desiderio di prolungare il proprio viaggio nell’adolescenza per l’eternità.  Rimane un ultimo aspetto: la distruzione del mondo. Se da una parte il viaggio dell’adolescenza, o di qualunque uomo dai tempi di Omero,  nasce con la distruzione del mondo dei padri, necessario per edificare il proprio, questo sfacelo materiale ed estremo nasconde il desiderio profondo di ricominciare con regole nuove e diverse e la percezione che il mondo nel quale si è vissuti stia per concludersi. Ai primi del ‘900 i Fratelli Lumiere, proiettando la corsa di una locomotiva sullo schermo di uno dei primi cinema suscitarono la fuga terrorizzata dei presenti. Quelle menti ancora vergini non riuscivano a distinguere la differenza fra realtà e finzione. La consuetudine a mostrare scenari di distruzione del mondo in cui viviamo che sia funzionale per abituarli al futuro ?

Pubblicato in Rassegna Stanca | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Fart

election day

Immagine | Pubblicato il di | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

politica americana oh yes…

Prossimamente negli USA ci saranno le elezioni per eleggere il nuovo presidente USA. Da più parti si avverte un gran timore nel caso vincesse le elezioni il miliardario americano Donald Trump. Guerrafondaio, nazista, edificatore di muri contro i latinos, internatore in lager di musulmani…sono solo alcune delle accuse (o dei meriti per chi lo sostiene) che si sentono sul suo conto.

Ecco io credo che la politica americana possa essere spiegata paragagonandola alla fisiologia umana per quel che riguarda le attività intestinali !! Più precisamente le flatulenze (leggasi scorregge).

Come ben sappiamo esistono due tipi di scorregge: quelle che fanno molto rumore ma sono quasi inodori

donald

poi ci sono quelle silenziose, ma dagli effetti venefici. Quelle che se mollate in  in un luogo chiuso  vengono considerate armi di distruzione di massa.

hillary

Quelle che le puoi sganciare tanto nessuno se ne accorge e potrà mai accusarti ! tutt’al più sarai sospettato fortemente.

jihadisti

Ecco questa è la ragione del contendere… secondo me…

Pubblicato in Rassegna Stanca | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Berlinguer

berlinguer

Quando sento dire che Berlinguer era una persona perbene, che condusse una battaglia personale contro la corruzione e il malcostume in politica, penso che è davvero un po’ poco. Per un comunista essere perbene non significa nulla. Un comunista per davvero non vuole moralizzare il sistema borghese, lo vuole abbattere. Quindi l’operazione di perbenismo, che fu cavallo di battaglia del PCI berlingueriano, andò a sostituire il fine di un partito comunista: abbattere il sistema borghese, per creare uno stato comunista, dove le regole sociali sarebbero state riscritte a favore dei più deboli. La battaglia per il buoncostume in politica andò a riempire un vuoto, dal momento in cui il PCI decise per la rinuncia al suo ruolo esistenziale. Aver sostituito la rivoluzione con una battaglia contro i farabutti, che si arricchivano per tramite del sistema di potere sulla schiena di tutti noi, non è stato comunque un grande affare. Se da una parte ha distolto l’attenzione della fetta più arrabbiata e determinata sull’obiettivo d’origine, dall’altra non fu neppure una battaglia vincente. Un comunista non deve moralizzare uno stato borghese, un comunista lo deve abbattere. L’equivoco sta tutto qui.

Pubblicato in Rassegna Stanca | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento