Terrorismo cristiano nel mondo

In questa pagina sono elencati, senza pretesa di completezza, i crimini perpetrati dal Terrorismo Cristiano secondo la definizione di Wikipedia: Christian terrorism comprises terrorist acts by groups or individuals who cite motivations or goals that they interpret to be Christian, or within a more basic context of sectarian violence and/or prejudices such as religious intolerance. As with other forms of religious terrorism, they have cited interpretations of the tenets of faith – in this case interpretations of the Old Testament, as their inspiration to justify violence and killing.(qui)
Per com odità di consultazione sono suddivisi in due macroclassificazioni:
Eccidi, stragi e genocidi di matrice cristiana; Atti di terrorismo di matrice cristiana; Altri fatti e documentazione.
Altra importante constatazione da fare, prima di proseguire, è la seguente:
– Secondo l’ultimo (ed unico di questo tipo) studi dell’FBI del 2005 sulla incidenza delle religioni negli atti terroristici, il 94% del terrorismo negli Stati Uniti NO N è di matrice Islam ica, anche se assommano “grazie” all’11/09 alla massima parte dei morti qui; Da un altro studio condotto dal 1980 al
2005 pare che la percentuale degli attentati islam ici sia sotto al 7% qui; Per ogni descrizione di evento si è tentato, per quanto possibile, di fornire la m aggiore quantità di link e fonti esterne e di materiale docum entale su cui basare eventuali ricerche aggiuntive da parte degli interessati. Per ogni correzione, rettifica o integrazione non esitate a lasciare un commento o a contattarmi!
800.000 morti a mano cristiana: ilGenocidio del Rwanda
Il più grande m assacro etnico della storia contemporanea è stato commesso durante i genocidi di m assa della guerra in
Ruanda, che ha portato a circa 800.000 m orti in una guerra che è stata definita dalle nazioni unite un genocidio.
Pochi sanno, però, che il genocidio è stato portato a term ine dai Hutu, prevalentemente di fede cattolica e da sempre molto vicini alla Chiesa Secolare, che sterminarono l’etnia Tutsi. Il genocidio  “m assacrò più uom ini [all’interno delle chiese cattoliche che in ogni altro luogo] (1)“ non solam ente con la conoscenza della Chiesa Cattolica, m a con la cooperazione diretta dei vescovi e preti locali com e padre Wenceslas Munyeshyaka, ritratto più volte brandendo
una pistola e colluso con le milizie Hutu.
Condannato in Rwanda “in absentia” per genocidio e stupro e con una sentenza a vita, il Tribunale Internazionale Criminale del Rwuanda ha provato ed estradarlo più volte, ma la chiesa cattolica francese si è sempre rifiutata negando l’estradizione. E non è un caso isolato: dopo i m assacri la Chiesa Cattolica trasferì i sacerdoti criminali di guerra in Europa, proteggendoli. Tra questi padre Athanase Seromba che ordinò personalm ente la demolizione tramite bulldozer della sua chiesa in cui aveva appena chiuso, sprangando le porte 2.000 raccolti per “proteggerli”. I monaci cattolici lo aiutarono a fuggire e, cambiato nome, servì per lungo tempo in Toscana come sacerdote di una comunità. Dopo che il suo coinvolgimento fu svelato, Il Magistrato incaricato per le indagini dal Tribunale Internazionale, Carla Del Ponte, accusò ripetutamente il Vaticano di fare ostruzionism o sulla sua estradizione per essere giudicato: la risposta del Vaticano fu che il prete “stava facendo un ottimo lavoro” in Italia.

I massacri Ugandesi dei Cristiani dell’Esercito di Resistenza del Signore

L’Esercito di Resistenza del Signore, un esercito di guerriglieri legati ultracattolici impegnati nella ribellione armata algoverno del 2005 si è resa responsabile direttamente di un numero imprecisato di omicidi (tra i 5.000 e i 20.000) e dell’esodo in fuga di oltre 300.000 persone. Accusati di crimini contro l’umanità, compresi massacri, rapimenti, mutilazioni, torture, stupri, messa in schiavitù a fini sessuali
(2). Il movimento religioso guidato da Joseph Kony si autodichiara fondamentalista cristiano, contro all’Islam e a favore della creazione di una teocrazia basata sui Dieci Comandamenti.

I massacri dei Cristiani antiBalaka in centro Africa Nel Febbraio 2014 Amnesty International ha denunciato con forza i massacri della forza composta da cristiani ed animisti antiBalaka che in Africa centrale sta massacrando la minoranza musulmana dello Stato di Centr’Africa. Nel solo mese di gennaio le vittime stimate sono oltre 1.000, ma alla fine dei conteggi del conflitto che dura orm ai da anni le vittime saranno presumibilmentedecine di migliaia.
Ii massacri cristianidi Karantina, Tal el Zaatar, Sabra e Shatila
La storia dei massacri da parte dei Cristiani Maroniti perpetrati ai danni dei m usulmani palestinesi e libanesi a Karantina (1.500 vittime civili) e Tel alZaatar (3.000 vittim e civili) sono storia legata alla guerra civile che afflisse il Libano tra il 1975 ed il 1990.
Nel 1982 il massacro di Sabra e Shatila fu perpetrato dalla milizia Cristiana che m assacrò e stuprò 3.500 civili rifugiati inermi palestinesi. L’episodio, classificato dalla Assemblea delle Nazioni unite come Genocidio fu documentata da fotografi inglesi che descrissero la folla armata come cristiani, che si autodefinivano tali e brandivano crocifissi durante il m assacro.

Atti di terrorismo di matrice cristiana Anders Behring
Breivik ed il Massacro di Utøya                                                  Nel Luglio 2011 Anders Behring Breivik è stato arrestato ed incrim inato per terrorism o a seguito di un attentato con autobomba a Oslo e della strage a mano armata nell’isola di Utøya, in cui uccise 77 persone. Spontaneamente autodichiarato come Cristiano Protestante, antimulticul-turalista, antimarxista, antiislamista è autore del memoriale “2083 – Una dichiarazione Europea d’indipendenza”(3), un corposo libello di 1518 pagine in cui Breivik si autodefinisce “salvatore del Cristianesim o” e “il più grande difensore della cultura conservatrice in Europa dal 1950″(3).

Eric Robert  Rudolph, l’Attentato alla Olimpiadi di Atlanta e altri attentati
Classificato come terrorista dall’FBI, Eric Robert Rudolph membro del m ovimento ultracattolico Christian Identity (che ritiene i cattolici ariani la Razza Eletta dal Signore) è autore di una serie di attacchi terroristici tra cui:
l’attentato alle Olim piadi di Atlanta presso il Centennial Olympic Park nel 1996 con 111 feriti ed un morto; la bomba ad una clinica peraborti ad Atlanta del 16 Gennaio 1997; la
bomba all’Otherside Lounge, un bar per clientela
lesbica, del 21 Febbraio 1997; la bomba alla clinica per aborti di Birmingham , Alabama del 29 Gennaio 1998; l’uccisione di Robert Sanderson, poliziotto di Birmingham e guardia parttime di una clinica abortistica. Eric Robert Rudolph ha negato le tesi dell’odio razziale degli attentati, motivandoli invece con la volontà di preservare la fede Cristiana contro coloro che ne violano i precetti, contro l’aborto e contro la “agenda omosessuale” mondiale. Le sue motivazioni e la sua ideologia sono a disposizone nel libro da lui pubblicato “Between the Lines of Drif: The Mem oirs of a Militant”<(4) pubblicato dal movimento terroristico cristiano “Army of God”.
L’assassinio del medico abortista George Tiller
Il 31 Maggio 2009 George Tiller, medico di Wichita in Kansas e persona di spicco a livello nazionale per l’esecuzione di aborti fu assassinato da Scott Roeder durante la funzione religiosa della domenica alla Reform ation Lutheran Church.
Scott Roeder, cristiano convinto ed antiabortista, confesso alla stampa l’omicidio dalla cella di detenzione, motivandolo come atto dovuto e contestando che l’uccisione di un medico abortista, responsabile per lui di decine se non centinaia di “omicidi”, non rappresentava un reato ma un atto dovuto di ogni buon cristiano, secondo le teorie di David Leach.
David Leach, editore di “Prayer & Action News”, una rivista che incita all’uccisione dei medici che effettuano l’aborto, ha confermato numerosi incontro con Roeder e la sua participazione alla rivista. Leach è anche l’editore dell’”Army of God manual” che incita l’uccisione dei medici abortisti e contiene precise indicazioni per la creazione di ordigni esplosivi, uno dei testi base del movimento terroristico cristiano “Army of God”.
L’assassinio del medico abortista John Bayard Britton Il 29 Luglio 1994 Bayard Britton, medico abortista, viene ucciso a Pensacola, Florida, dall’estremista cristiano antiabortista il Reverendo Paul Jennings Hill, legato al movimento terroristico cristiano “Army of God”. Jennings dirà che uccidere gli abortisti è un atto di fede dovuto per ogni cristiano e che attende la sua “ricompensa nell’alto dei cieli”.
Il terrorista cattolico James Charles Kopp Definito dall’FBI “Terrorista Cattolico”, James Charles Kopp è un cittadino americano pregiudicato colpevole dell’assassinio di Barnett Slepian, un noto medico abortista di New York. Catturato dopo una lunga fuga e dopo essere stato inserito della lista de 10 Top Fuggitivi dell’FBI, James Charles Kopp è un attivista del gruppo Cattolico antiabortista conosciuto con il nome di “Lambs of Christ”.
E’ attualmente indagato, come serial killer, per l’omicidio di Rochester e tra altre città canadesi durante l’autunno del 1197, tutte esecuzioni da lunga distanza di medici abortisti nelle loro case. Inoltre è indagato per l’uccisione nel 1995 di Hugh Short, un medico abortista dell’Ontario.

Lo sventato attentato dei Concerned Christians alla
moschea di AlAqsa
Nell’Ottobre 1998 viene segnalata alla polizia del Colorado la improvvisa sparizione di 6080 membri del gruppo ultracristiano dei Concerned Cristians. Il 3 Gennaio 1999 sono stati arrestati e deportati da Israele durante l’operazione di intelligence “Operation Walk on Water” volta alla protezione della moschea di AlAqsa. Secondo la polizia israeliana, i membri del gruppo dei Concerned Christians stavano pianificando un attentato alla moschea, convinti che fosse un atto necessario per la “ritorno di Gesù Cristo”.

Altri episodi e altra documentazione
Per mancanza di tempo mancano a questa guida una serie di altri episodi ed articoli da integrare o di interesse documentale che verranno a mano a mano resi parte di questa pagina. Ecco, per ora, in ordine sparso le informazioni agguntive:
Le violenze cristiane antihindu in India qui Alcune fonti di approfondimento prima della lista:
Il 94% del terrorismo NON è Islamico [qui] I 10 attacchi terroristici più famosi di ultracattolici qui (1). Timothy Longman, Vassar College, al “Conference on Genocide, Religion, and Modernity”, United States Holocaust Memorial
Museum, Maggio 1113, 1997 (2). Human Rights Watch/Africa, “The scars of death: children abducted by the Lord’s Resistance Army in Uganda”, 1997, pagina 72
(3). L’intero libello “2083 – A European Declaration of Independence” è disponibile in versionecompleta in lingua inglese a questo indirizzo (4). “Between the Lines of Drif: The Memoirs of a Militant” nella seconda edizione, è disponibie
liberamente presso il sito internet del movimento
Army Of God in versione PDF.

tratto da La Voce anno XVII n°6 febbraio 2015 – pp. 3-4

 

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Parigi

A giudicare da alcune delle identità che stanno emergendo, nel lento stillicidio di sparatorie e notizie mortifere dovuto ai blitz successivi all’attentato, si scopre che buona parte degli attentatori sono di nazionalità francese. Figli di un paese che rifiutano. Per molti di loro si tratta di immigrati di seconda generazione. Talvolta sono soggetti che non possiedono legami di sangue con la loro ipotetica patria spirituale, è il caso di Fabien Clain. Anche nel territorio italiano troviamo fanatici del califfato con cognomi italiani come Maria Sergio. Probabilmente la motivazione religiosa per questi tardo-adolescenti è solo un esercizio di fantasia, un gioco delle parti. Una generazione cresciuta allenandosi alle sparatorie della Playstation e alle fiction televisive, più che conoscendo la guerra per davvero, confonde la noiosa realtà reale dalla finestra della loro stanza  con quella virtuale del videogioco nel quale sono rimasti intrappolati. Era francese la kamikaze che si è fatta esplodere nel blitz di San Denis, surclassando, lei donna, i suoi “colleghi” maschi in determinazione e dedizione alla causa. Ecco che comincia a vacillare il ruolo della militante in contraddizione con la visione, tutta nostra,  della donna nello stato islamico sottomessa controvoglia e passiva. Come incoerenti paiono i profili di questi militanti asceti, tutti preghiera e causa, dediti tuttavia all’uso di droghe, con trascorsi da criminali comuni, spacciatori, tossicomani. Probabilmente non è fatto di solo fanatismo religioso il substrato esistenziale di questi individui. Probabilmente hanno optato per vivere un mondo parallelo nel quale trovare uno spazio identitario tutto per loro. Una realtà incoerente dove si fanno convivere insieme pratica religiosa, ascetismo, dedizione alla causa, violenza sanguinaria e uso di droghe.

Siamo in molti ad essere caduti nell’equivoco, alcuni, come Salvini e altri personaggi della destra nostrana, con piacevole compiacimento, per esclusivo tornaconto in termini di consensi oltrechè più banalmente per superficiale e grassa ignoranza.

Questi cittadini di Francia rifiutano un paese al quale non si sentono di appartenere. Una fame di nazione, quella del mondo arabo, di questi giovani “ex” arabi, che ha finito per creare un mito, e con esso un mostro.

Un cocktail di balorde esistenze periferiche che non vede per se reali prospettive esistenziali degne di essere vissute, esistenze di giovani senza identità culturale e di appartenenza, figli di immigrati che hanno finito per mitizzare la terra d’origine senza averla conosciuta.

Crediamo di combattere contro il fanatismo religioso di popolazioni arabe provenienti dal mediooriente, in realtà combattiamo contro generazioni di adolescenti balordi impiantati in Europa che si sono formati nel vuoto consumista delle banlieu, nel meltinpot mitteleuropeo, nelle avventure delle playstation, nel fragore assordante delle discoteche come quello psicopatico di Johnny Jiadh. Ma anche nella percezione della ricchezza posseduta da alcuni e difficilmente raggiungibile dalla loro posizione. Quando hanno appreso una dottrina strutturata nella quale incontrare la storia delle loro origini culturali, o magari più semplicemente qualcosa che interrompesse la monotonia di un’esistenza senza scossoni e motivazioni surrogate sul loro disagio, hanno trovato un destino esistenziale purchessia. Certo , su tutto questo grava anche la polveriera mediorientale, i conflitti nell’area. Ma quello che abbiamo visto in questi tristi giorni è un problema molto europeo.

Se pensa di risolvere il problema solo con le bombe, Hollande dovrà decidersi a bombardare le Banlieu e alcuni dei suoi residenti, magari non tutti. In parte ha già cominciato a farlo. Oppure cercherà di affrontare il problema dello spazio esistenziale, culturale ed economico di milioni di individui in maniera seria. Allora la vera domanda è: ma la Francia (l’Europa) sono in grado di offrire delle opportunità di esistenza degna a milioni di giovani ex arabi (e non solo) attualmente parcheggiati nelle periferie delle sue città ? Sono in grado di offrire un’altrettanto allettante orizzonte esistenziale e culturale ?

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Il fine giustifica i mezzi?

interessante, sia il film che la descrizione. Grazie

wwayne

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Oggi ho visto American Hustle, e ho ritenuto opportuno dedicargli un post. Cercherò di svelare meno dettagli possibili (soprattutto sul finale), ma inevitabilmente un po’ di trama devo raccontarvela.
Carmine Polito é il sindaco di Atlantic City, e vuole renderla un posto migliore. Vuole che nella sua città tutti, anche i più disagiati, abbiano un buon lavoro, un tetto sulla testa e l’ assicurazione sanitaria.
Se facesse tutto secondo le regole, per realizzare il suo sogno dovrebbe aspettare molti anni, sopportare estenuanti trafile burocratiche, fare degli investimenti molto rischiosi eccetera. Così cede alla tentazione di prendere una scorciatoia: si allea con la mafia. Lo fa con riluttanza, ma anche con la ferma convinzione che il fine giustifica i mezzi.
La polizia se ne accorge quasi subito, e forma un pool di investigatori che cerca in tutti i modi di provare la sua colpevolezza. A capo del pool c’é Richie Di…

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Nicodemo: ovvero l’arte di mistificare la storia

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Nella livorosa e intellettualmente scorretta concione di Francesco Nicodemo sul referendum greco (L’Unità 4-07-2015) , il nostro, per perorare le sue non ragioni, da degno propagandista stile Grande Fratello orwelliano, si prende la briga di modificare la storia, foggiandola a suo uso e consumo per renderla calzante alle sue esigenze narrative. Ovviamente svariona quando dice che Grillo è andato dietro al referendum, dacchè l’idea di un referendum consultivo sull’euro nasce proprio e primariamente da una proposta del movimento 5 stelle parecchio tempo addietro i recenti avvenimenti greci e non il contrario. Ma questo non sarebbe funzionale al racconto di Nicodemo. Quindi con un bel giro di walzer imbroglia tutte le carte per rendere illeggibile e funzionalmente scorretto il racconto; confondere il primo evento con l’ultimo per impedire di scorgere che sull’euro da tempo sono in molti ad avere perplessità. Dubbi sulla gestione dell’economia, sul primato decisionale delle banche e dei gruppi finanziari, sulle manovre ricattatorie e sulla modalità di elargire fondi e a chi. Se alla Grecia sono stati dati molti miliardi, nessuno si è accertato di controllare a chi sarebbero andati veramente quei soldi e con quali finalità. Di conseguenza in Grecia, come in Italia, i fondi europei sono serviti per ingrassare i soliti potentati e cupole affaristiche che taglieggiano il paese impedendone il reale sviluppo a danno dei più. Soldi scomparsi nella voragine dei fondi neri, eclissati in qualche oscuro fondo off-shore e poi prontamente scaricati come responsabilità sull’intero paese. Un dejavù, come i miliardi elargiti a due mani alle varie coperative socioassistenziali per l’emergenza profughi e zingari che non hanno migliorato di una virgola le condizioni miserabili di quei disperati ma hanno ingrassato le economie personali dei mafiosi apparentati alle conventicole enogastronomiche dei presidenti delle cooperative oltre che ministri di governo e nel partito per il cui giornale cui scrive Nicodemo. Montagne di denaro servite a finanziare nicchie di privilegio, debiti di giornali falliti per esempio, sempre a spese degli italiani ovvero anche dell’Europa, come è appena accaduto per il giornale per cui scrive Nicodemo.

Quanto a Pericle poi, nessuno, al di fuori della strumentale narrazione di Nicodemo, vuole trovare una connessione fra gli eventi ellenici di queste ore e il IV secolo a.c. Resta il fatto che se parliamo di democrazia, intendiamo il governo del popolo, ovvero che ogni cittadino venga messo nella condizione di esprimere il suo giudizio. La diffusione della cultura e dell’informazione, oltre che un certo grado di benessere hanno consentito questa forma di governo e il referendum ne è l’espressione più genuina. L’ultima risorsa, la più inequivocabile, come ci ricorda anche il nostro dettato costituzionale. E’ comprensibile che questo venga visto con terrore dal propagandista di un sistema di potere che da 4 governi a questa parte si è sempre tenuto ben alla larga dal giudizio degli elettori.

Nicodemo semplicemente non vuole saperne niente di democrazia e recita i suoi vuoti soliloqui come fa un cialtrone da far west per vendere la sua pozione miracolosa. Discorsi fatti di niente buoni per vendere una brodaglia che spesso, dopo aver bucato lo stomaco a qualche sprovveduto, esitano in pece e piume per chi li fa.
p.s. Nicodemo è ignorante perchè non conosce semplici regole di ortografia. La particella “ci” si elide solo con “i” e con “e” (c’interessa, c’entra). Pretendere di spacciarsi per giornalista con questa più che mediocre conoscenza della lingua italiana è un gesto criminale nei confronti della lingua e dei lettori.

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risultati elettorali

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Se qualcuno crede che in Liguria, con le ultime elezioni regionali, è venuto meno il tradizionale sistema di Potere, si sta sbagliando ! La sostituzione del gruppo PD al Palazzo della Borsa con la coalizione di destra è l’ennesimo giro di valzer fra i soliti noti, tutti abbastanza in buoni rapporti fra loro, con il quale si condisce la vulgata secondo cui l’alternanza dei partiti al potere è la ricetta per la democrazia.

Il PD e la storia familiare del suo candidato di punta lo dimostra, è legato mani e piedi ai gruppi di potere economico che si spartiscono la città, con il condimento dei nuovi arrivati. Gente di bocca buona e fedina penale scurrile, avidi di denaro e affari, non importa quanto leciti. I medesimi gruppi contraggono da tempo ottimi rapporti anche con gli altri. Quella destra che canonicamente viene inquadrata nei vecchi federali ex missini, fra cui molti convertiti al più attuale e becero leghismo, nei tradizionali faccendieri di Scaiola, nel mondo di mezzo, quella suburra che qua da noi alberga sotto la capiente ombra del mammasantissima Monteleone. In questa insalata mista c’è posto per tutti,anche per creare i fondi neri con i quali un quasi ottuagenario Berneschi ha polverizzato una intera esistenza di onorata carriera.

Ravvisata, alla fine di marzo, che Paita, nonostante il supporto del suddetto mammasantissima, non avrebbe potuto spuntarla di fronte ad un voto di protesta dei tanti vecchi militanti di sinistra non più rappresentati dalla ex sinistra affaristica del nuovo corso PD anche in salsa regionale. Temendo la debacle di un voto di massa verso il movimento 5 stelle, si è optato per la strategia cosiddetta – dell’autocastrazione per fare un dispetto alla moglie !

Bisogna ammettere, ad onor del vero, che l’operazione è riuscita in pieno. Raffazzonate in fretta e furia quattro liste più o meno variamente tinteggiate di rosso da sventolare in faccia agli infuriati elettori di sinistra, si è trattato di riuscire a raccontare la vulgata che questi partiti, i cui esponenti sono vergognosamente collusi col PD, volevano farsi interprete della cultura di sinistra ormai dimenticata. Poche manciate di voti, giusto qualche migliaio hanno fatto la differenza. Il movimento 5 stelle oltre ad entrare nel parlamento regionale si piazza al secondo posto, quando invece avrebbe potuto essere il primo partito nella regione. Cosa che avrebbe messo ancora più in crisi il Partito democratico.

Che il M5S rappresentasse il convitato di pietra per il PD è stato testimoniato dalla famosa chiosa in salsa calcistica del portavoce Orfini. Nulla da eccepire ha avuto invece il nostro sulla presa di potere di Toti. Perché Orfini sa già che col partito berlusconiano alla regia gli affari proseguiranno, lucrosi anche per i suoi faccendieri. Così come proseguirà inalterato il sacco della città, con nuovi centri commerciali, nuovi Cineplex, nuovi Autosilos. Una colata unica di cemento che si allargherà sempre più; mentre, nel frattempo, i lavori, meno redditizi per lorsignori, di recupero dell’esistente, il ripristino delle strade sbriciolate dall’ultima alluvione, il risanamento degli argini proseguiranno a singhiozzo, a tempi geologici.

Quanto a regalare alla città aree verdi con le quali dare tregua ad una popolazione soffocata nel cemento, immersa nello smog, nei miasmi dei depuratori che non funzionano, messa a mollo nel percolato di Scarpino, non se ne parla neppure. I cittadini dovranno battagliare non poco per difendere i pochi spazi verdi ancora presenti in città.

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