breve storia fotografica d’Italia

…mò rivotatevelo…

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Fascismo in arrivo

Da un pò di tempo non si fa che parlare del pericolo di un ritorno del fascismo. Accade un fatto di sangue a Macerata, un folle, solitario, isolato con problemi di socialità e di dichiarate ideologie nazionalsocialiste, spara sulla folla e la colpa viene subito attribuita dai partiti della sinistra, in fibrillazione per la campagna elettorale, a un ritorno del fascismo. Si organizzano manifestazioni, i capi politici si sperticano in dichiarazioni verbose e roboanti rotolandosi nella bolsa retorica patriottarda. Il ritorno del fascismo francamente, più che in menifestazioni provenienti dalla base, mi pare di scorgerlo piuttosto nelle iniziative che i vertici di questo paese, di professata fede democratica, mettono in atto da un pò di tempo: leggi sul lavoro, pensionamenti, gestione flussi migratori e accoglienza, decreto vaccini. Altresì questi segni si avvertono da tempo: acqua pubblica, referendum nucleare, finanziamento ai partiti, interventi bellici del paese che rièpudia la guerra, e buon ultima la gestione dell’informazione.

Bisogna essere ben ipocriti quando sfiliamo nelle città per protestare contro le gesta di un matto, mentre non facciamo neppure un cenno di fronte ai soprusi che vengono perpetrate ogni giorno contro la democrazia e la libertà dalle iniziative di questo sistema di potere.

Forse nen è neppure più colpa dei politici, loro non decidono più nulla: è il fascismo della finanza, dei colossi industriali. Lo stesso motivo per cui la Prussia dichiarava guerra al mondo: perchè Krupp doveva continuare a produrrre i suoi cannoni.

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Intellettuali ed egemonia culturale

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Ragnatele tecnologiche

ragnatela
L’uomo non è molto migliore di un ragno. un rango vede e sente male, nemmeno il suo olfatto è tanto buono. Ma ha la tela con cui estende la sua sensibilità oltre il suo corpo. La ragnatela più grande aveva forse 75 cm di dimaetro.
Cosa accadrebbe se un ragno estendesse la sua ragnatela all’infinito? Molto al di sopra dei limiti dell’apparato sensoriale? Molto presto non riuscirebbe più a controllare tutto quello che viene preso nella tela.Il ragno comincerebbe a ricevere segnali da regioni con insetti e climi diversi. Riceverebbe molti più segnali di quanti non riuscirebbe a gestire. Allora la tela di dimensioni abnormi e quello che porta con se, entrerebbero presto in conflitto con l’essenza del ragno, con la sua natura. Al tempo stesso la tela comincerebbe a cambiare il mondo attorno a se.Forse diventerebbe troppo pesante, forse alla fine precipiteberebbe a terra, e nella sua caduta coinvolgerebbe agrandi alberi. Forse porterebbe con se il ragno nella rovina. [liberamente tratto da P.Hoeg]
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Occupazioni, considerazioni a proposito

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Le liste di attesa per avere un alloggio popolare sono interminabili. Essere poveri non basta, bisogna risultare miserabili. L’ipotesi di compravendita di posizioni aggiudicatarie anche se non acclarata è nell’aria: per corruzione semplice (soldi), offrendo servizi, facendo parte del clan, cosca, corrente politica giusta, ovvero vendendo se stessi e i propri familiari. E’ una storia lunga come il ricatto della mancanza di un bisogno vitale. Lo stato di necessità diventa merce di scambio per garantirsi clientes e conservare e acquisire potere. Nulla è lineare in italia. Dietro a questo mercanteggiare, queste costruzioni clientelari di micropotere garantiscono scalate successive a chi occupa già posizioni di potere intermedio nel settore. Si sfrutta il bisogno per efficientare e abbreviare le scomode formalità della democrazia; pro domo propria ovviamente. Così alla prossima elezione i voti sono garantiti dal capobastone locale. La democrazia qua da noi genera dittature sul posto e neofeudalesimi.

Le cose rare acquistano valore; solo così, rendendo preziosi bisogni vitali, le persone sono disposte a fare molto per averle. Solo così si spiegano le liste d’attesa interminabili e nel contempo centinaia (migliaia) di alloggi popolari sfitti (e in buon ordine). Ad esse conseguono occupazioni, gestite da comitati, forse non solo, non sempre e non del tutto per beneficienza; consegue la creazione di un microcosmo, un antiStato, dove il bisogno diventa giustificante e l’illegalità ristabilisce giustizia, almeno fino al prossimo sgombero.  Una realtà che sta diventando una quasi regola nelle desolate periferie sottoproletarie delle città d’Italia.

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