piccoli Trump crescono

Nella desolante compagine governativa dei think-tank renziani, spiccano fra le qualità più assordanti, l’assoluta faciloneria e la grassa ignoranza per la storia passata.

Merito di ciò anche la giovane età della squadra di comando del Rignanese. Recentemente si sono distinti per attribuire al fu PCI degli anni ’50 prese di posizioni sempre antitetiche al MSI; la cosa è stata velocemente smentita da chi la storia la conosce.

La loro faciloneria si misura anche nell’analisi politica di fatti contemporanei. Così, il Capataz di Salerno, Vincenzo De Luca (non ha neppure la giustificazione dell’inesperienza), uno dei (se non il) più accreditati uomini del rignanese, ha declinato a modo suo le ragioni della vittoria di Donald Trump. Convinto che la conquista della Casa Bianca sia dovuta alle sparate colossali al limite dell’oscenità del candidato repubblicano e ha deciso di ricalcarne le gesta per ricavarne un successo analogo.

Nel suo caso ha esternato una serie di considerazioni liquidatorie (nel senso come le intenderebbe un gangster) ai danni di Rosy Bindi, rea nel suo ruolo di Presidente della Commissione Antimafia, di averlo danneggiato.

Probabilmente il nostro è convinto di ricalcare le gesta del politico americano, e spera in cuor suo di ricavarne un successo analogo, si sà è un’epoca di populismi e alla gente più la spari grossa più piace.  Probabilmente è colpa anche della propaganda mediatica che ha dato un quadro forse volutamente riduttivo del personaggio repubblicano ; il Capataz di Salerno  non ha considerato minimamente che all’origine del successo vi sia (anche) la presa di posizione di Trump contro le scelte distruttive ai danni della classe media  lavoratrice americana, il farsi carico delle loro istanze e contro le politiche guerrafondaie (e bancarottiere) “per esportare la democrazia” delle ultime amministrazioni americane.

Ovvero, come si dice, quando indichi la luna, lo stolto si ferma… e guarda il dito.

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