THE MAZE RUNNER

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In questo torrido pomeriggio di fine agosto scopro con svogliata curiosità  la serie che sta infiammando gli interessi degli adolescenti: MAZE RUNNER. Immagino sia un evento comune in molte famiglie con figli di 14-20 anni. La serie è fin banale per la ripetitività ossessiva di ingredienti comuni nel genere: gruppo di amici adolescenti, in cui si erge  un capo per carisma e intelligenza, ma dove gli altri trovano tutti i loro spazi per affermare le proprie personalità, una o due “fighe” del gruppo, di solito dal carattere deciso, il dibattersi in un moderno mondo preistorico costituito dalle rovine  di una passata civiltà al culmine della grandezza tecnologica. Un percorso di fuga videogioco, l’organizzazione sociale “dei grandi” costituita in forma di “feudo” , organizzata militarmente e soffocata da regole arbitrarie, proiettata unicamente a soddisfare le mire dell’immancabile despota che la dirige con scienza esatta persuasa allo sterminio, e deciso ad inquadrare quel pericoloso gruppetto di anarchici ribelli che non sottostanno alle regole. Non potevano mancare orde di zombies che si incontrano via facendo, umani infettati dalla terribile epidemia che ha cancellato la civiltà; che si aggirano inconsapevoli a cercare di mordere-infettare il gruppetto interrompendo la corsa per sempre, costringendoli a una vita non vita. Non per cattiveria ma perché non sanno fare altro. In tutto questo traspaiono fin troppo evidenti  le pulsioni oniriche di una generazione. L’aspirazione a un mondo selvaggio nel quale ricominciare se stessi e il proprio futuro, la moderna società in cui si è costretti a vivere da cui si vorrebbe fuggire, per le sue regole egoiste e le sue convenzioni. Nei volti putribondi degli zombies si assimilano le protervie parentali e improvvide figure genitoriali che li vorrebbero mettere in riga fermando quella fuga ipotetica: giacca e cravatta, taglio di capelli, fidanzata regolare, laurea e lavoro in banca …o giù di lì.

Tutti elementi che tradiscono  il desiderio di prolungare il proprio viaggio nell’adolescenza per l’eternità.  Rimane un ultimo aspetto: la distruzione del mondo. Se da una parte il viaggio dell’adolescenza, o di qualunque uomo dai tempi di Omero,  nasce con la distruzione del mondo dei padri, necessario per edificare il proprio, questo sfacelo materiale ed estremo nasconde il desiderio profondo di ricominciare con regole nuove e diverse e la percezione che il mondo nel quale si è vissuti stia per concludersi. Ai primi del ‘900 i Fratelli Lumiere, proiettando la corsa di una locomotiva sullo schermo di uno dei primi cinema suscitarono la fuga terrorizzata dei presenti. Quelle menti ancora vergini non riuscivano a distinguere la differenza fra realtà e finzione. La consuetudine a mostrare scenari di distruzione del mondo in cui viviamo che sia funzionale per abituarli al futuro ?

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