ITALY-CUM

A quanti dicono che con la votazione di ieri sull’Italicum, il paese cade in una deriva fascista e finisce la democrazia, rispondo che la politica sancisce nella carta quello che nella società è già avvenuto. Se l’Italicum rapresenta il punto di non ritorno, i prodromi di un fascismo nascente e la morte della democrazia, sono i fatti di Bolzaneto del 2001, i pestaggi a morte dei detenuti nelle carceri senza che si sia trovato un colpevole, sono i licenziamenti strategici e i trasferimenti delle linee produttive nelle aree povere d’Europa e del mondo ad averne imposto nei fatti l’instaurazione. A ben vedere il fascismo non ha mai abbandonato la società italiana. Esso alberga nel voto di scambio mafioso, negli appalti truccati, nei mille misteri sanguinosi della nostra storia recente e passata. Una storia che inizia col caffè di Pisciotta, praticamente da sempre. Le cerimonie della democrazia, svuotate di ogni contenuto reale, servono solo per tenere alta la vuota retorica patriottarda, moderata e politicamente corretta di un paese che non ha mai conosciuto la democrazia per davvero.

Un paese fondato sui privilegi di casta, sulle corporazioni, grandi o piccole. Dove il pesce più grosso mangia quello piccolo per diritto naturale. Dove la competenza viene trasmessa con gli spermatozoi piuttosto che con la giusta selezione. Dove se nasci povero, anche se meritevole, resterai povero. Dove se appartieni ad una classe sociale bassa, non hai neppure la certezza di ricevere in eredità il mestiere del padre, svenduto al ribasso da orde di schiavi fatte giungere di proposito.

Le camicie nere, i manganelli, le sfilate coi labari, le marcette col fez, valsero solo per il folklore, per fare un pò di teatro. Il fascismo fu decretato da doppiopetti grigi dalle maniere affettate, da un bel mondo aristocratico, fatto di belle maniere, senza mai un eccesso di tono, gente disabituata all’alterco, ma dall’animo fosco come la notte e fondamentalista, convinto della giustezza del sopruso verso i più deboli e della dominazione sociale, ammantato da un’ipocrita esterorità pretesca e dai modi melliflui ma micidiali. Si alleò con affaristi e delinquenti per vincere con la ragione della forza. Esattamente come accade oggi.

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