risultati elettorali

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Se pensate che le prossime elezioni regionali sanciranno una grande avanzata dei 5 stelle e segneranno il passo al PD di Renzi, vi state sbagliando di grosso. Non accadrà nulla di così catastrofico per Renzi. Sarà pure una vittoria risicata forse, ma pur sempre vittoria sarà. Il sistema si è organizzato bene, sancendo vecchie alleanze con i poteri melmosi delle realtà locali spesso in contrasto con la legge. Ma l’opera d’arte è stata compiuta in quella Salerno del “Barone” (di fatto) De Luca il cui mandato finirà forse con l’abdicazione, come si addice a un vero re. Se a Genova, vecchie e nuove famiglie hanno sancito la continuità del putridume Burlandiano per non avere troppi scossoni ai loro affari, hanno perfino organizzato comodi avversari con i quali, alla fine della storia, riusciranno a mettersi d’accordo (anzi l’hanno già fatto). Quel Luca Pastorino (di area civatiana in comunella col sempre accondiscendente SEL la cui fedeltà è già stata ampiamente collaudata dentro i Palazzi Romani) cresciuto in quella fucina di animi probi e menti volte all’onestà che è il PD e i suoi iscritti inseriti nell’agenzia regionale per le case popolari. Lo stesso terreno di cultura che ha salutato con gioia le gesta della probità fatta uomo per eccellenza: quel Farello (padre) attivista del PD e addetto alla vendita delle case popolari che, dopo aver venduto le case, si dimenticava di restituire i soldi al legittimo proprietario, cioè all’agenzia stessa, tenendoseli tutti per se. Guarda un pò cosa combina a volte la memoria.
Probabilmente non saranno i cinesi a sancire di nuovo il successo di Paita. Sarà sufficiente muovere il torbido sottobosco che è servito a suo tempo a foraggiare voti per Scaiola e amici, come hanno già fatto con le primarie. Quegli stuoli di persone che la pressione economica ha messo ai margini del sistema, pensionati delle periferie, gente disperata con lavori precari o disoccupata, soggetti che si muovono in base a disposizioni segrete ma sempre presenti, obbedendo ad un potere ben più tangibile di quello dello Stato. Li conosciamo bene i quartieri dove risiedono, quelli dove preme l’emergenza abitativa e dove ARTE dispone della facoltà di concedere la sicurezza di una casa , magari chiudendo un occhio in caso di occupazione, oppure offrendo il miraggio di un balzo nella graduatoria.
Anche per questo un navigato luogotenente del PD, al secolo Parodi Franco, già sindaco di Campomorone, una sera di metà marzo di quest’anno assieme a Rocco Franconeri, rappresentante dei comitati inquilini di Begato, organizzano una “cena” alla Trattoria Agnese in Via Giro del Vento. Alla cena partecipano l’Assessore Casa Boitano dell’UDC, il Direttore Generale ARTE Còtena. Devono accordarsi per convogliare i voti dei residenti di Begato verso il candidato Paita. Si sa la casa è un bene caro agli italiani, soprattutto a quelli che non ce l’hanno. Grazie alla nuova legge sulla corruzione non si potrà neppure parlare di voto di scambio mafioso, dopotutto si offrirà la sicurezza di un alloggio mica una minaccia con la pistola puntata !

Assieme a loro, di concerto, ci sarà anche il tradizionale gregge PD che voterebbe qualunque cosa avesse attinenza anche solo semantica, fonetica o logistica col mondo dentro al quale si sono identificati tutta la vita, più per una questione esistenziale che politica. Magari solo per un riferimento, una parola, chessò: “Resistenza”, “antifascismo”, “democrazia”, “libertà”, “reazionario” .
Una partita che si svolge nei soliti consueti ambiti e conventicole di soggetti da sempre, con il potere che non è mai andato troppo lontano dai soliti palazzi che contano. Conditi oggi da nuovi soggetti tanto impresentabili quanto potenti e con enormi disponibilità di denaro di provenienza oscura.
Una questione di affari che si svolgono in un ristretto clan, fra famiglie detentrici di potere politico e del potere economico della città. Dopotutto quella che diventerà la massima carica politica regionale è anche la consorte del Presidente dell’Autorità Portuale. Una partita che si svolgerà tutta in famiglia, nel vero senso del termine.
Non poteva mancare la benedizione del clero locale per sostenere il carroccio di affaristi che tornerà a rioccupare come sempre il Palazzo della Società di Navigazione di Piazza de Ferrari.
Poco conta se l’assessore alla protezione civile non conosce la differenza fra fiume e torrente o se l’ARPAL nei bollettini metereologici conia per l’occasione il neologismo “bagnamento” messaggio_idro.
Non poteva mancare la visita lampo del Presidente del COnsiglio il quale, con linguaggio allusivo tipico di certo ambiente, ha lasciato intendere che se le cose andranno come previsto, Genova sarà ricompensata a dovere per riparare i danni dell’alluvione.

Con De Luca invece, la situazione verrà risolta dalla vertenza INDESIT-Whirlpool. Quando si dice il caso ! Quei 1300 operai cui dipendono altrettante famiglie, sanno che l’elezione del vecchio satrapo significherà garantire l’apparato clientelare che nella peggiore delle ipotesi li farà atterrare sul morbido; magari con un concorso per 1300 guardie forestali. E’ un mestiere che tira molto giù al sud. La presenza del candidato sindaco ripreso dalle telecamere vicino agli operai in rivolta ha significato, sempre ricorrendo al linguaggio allusivo di cui sopra, che egli è l’unico interlocutore in grado di fare qualcosa per quella gente e le loro famiglie, gli altri solo chiacchiere. Uomo avvisato…

Quanto agli altri posti, non contano. Le partite sono Genova e Salerno. Rassegnatevi, non ci saranno scrolloni neppure questa volta. I pronostici servono solo a rendere più amara la pillola poi. Quindi mettiamoci l’animo in pace.

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