…50 lire…guida semi-seria alla (ri)scoperta di Istanbul

Gita ad Istambul…4 giorni ad un prezzo davvero conveniente. Una delle tante offerte che girano in rete e che troppo spesso non ci lasciamo sfuggire…. di quelle offerte che solo dopo ti dicono che il volo Charter partirà alle 5 di mattina e bisogna presentarsi almeno due ore prima in aeroporto. Tanto poi è lo stesso,  hai già pagato il Biglietto.

Il ponte sul Bosforo

Trasferimento in Albergo già previsto nel pacchetto, inoltre aggiungiamo un bagno turco all’Hammam per il Venerdì. La sera prima si arriva a Bologna. Cena a base di Tigelle, Ciacci, focaccine, affettati vari fra cui spiccano prosciutti, coppe, culatello e lardo in quantità, il tutto innaffiato da generose dosi di Lambrusco. Dolcino, caffè e ammazzacaffè.

Si va a dormire abbastanza presto, con le arterie impastate da un denso tappo  di colesterolo e grassi animali saturi sperando che l’alcool ingurgitato svolga  il suo compito di fluidificante dei grassi introdotti.  Al mattino dopo, espletate le formalità di rito, un volo sonnacchioso conduce un carico di italiani vittime della stessa offerta  (o similari) su internet. All’arrivo veniamo traghettati su un pulmino dall’operatore turistico locale dell’agenzia INTRA tour,  la guida, una ragazza alta e rossiccia parla un discreto italiano, durante il viaggio di trasferimento dall’aeroporto all’albergo, ci offre il pacchetto INTRA tour di intrattenimenti e visite guidate durante il soggiorno.

l’offerta dell’agenzia INTRA tour

Decidiamo di acquistare solo una giornata (il Sabato):  la  crociera sul Bosforo con pranzo compreso in Ristorante. Nella gita sono previste inoltre le visite alla Moschea di Rustem Pasha, al Palazzo di Beylerbeyi, alla Collina di Camlica, il tutto alla cifra di 55€ pro capite.

la crociera sul Bosforo

Giunti al traguardo: l’albergo 3 stelle Gran Tahir, posto in una stretta e focloristica stradina laterale all’arteria principale della città turistica, andiamo a mangiare un boccone perchè ormai sono le 12 passate. Due piatti misti di carni arrosto, insalate e zaziki turco, coca cola, acqua, un caffè: costo del pranzo 34 lire turche in due, che tradotto in euro significa meno di 12 €.

colazione a Istanbul

Poi andiamo a riposarci un poco ma un rumore continuo e ciclico (un’autoclave o di un impianto di aerazione) impedisce il sonno. Dopo reiterate proteste alla Reception ci cambiano stanza  e ci danno una stanza con due letti divisi, da una breve ispezione scopriamo che nel bagno abbiamo  piccoli ospiti indesiderati  che ci terranno coompagnia per tutta la vacanza, ma si limiteranno a condividere con noi solo il bagno. La stanza si rivelerà abbastanza silenziosa da consentirci un sonno filato fino alla  inattesa  sveglia delle 5 e mezza data dal Muezzin.

Il Sabato, giorno della gita organizzata da INTRA tour, dopo le visite alla Collina di Camliça e  al Palazzo di Beylerbeyi (la residenza estiva del Sultano) innumerevoli stanze arredate sontuosamente con mobilio italiano e tappeti preziosi.

il Palazzo di Beylerbeyi

La gita si svolge praticamente di corsa in  circa mezz’ora, forse anche meno: ammirevole  in questo episodio la capacità dei tanti anziani presenti di stare al passo lungo le scale della villa e arrivare in fondo alla visita seguendo  i ritmi imposti dalla guida; questa giornata sta assomigliando sempre di più a una di quelle gite organizzate sul Lago di Garda  per vendere le pentole. L’unica nota di colore, un gruppo  di Romani che “romanescamente” e a buona ragione impreca contro i ritmi incalzanti imposti dalla nostra guida: tal Mendù, al secolo Murat Memouth Ogur.

la scala antincendio dell’albergo Gran Tahir

Ormai sono le 12, veniamo condotti con il Pullman al ristorante “Alimento Gida” sul Bosforo dove ci propinano nell’ordine 2 antipasti (una frittella salata al formaggio e un’altra frittella alle verdure, 5 salsine (una specie di zaziki, salsa piccante, uno stufatino di melanzane, un impasto di zucchine, un pò di insalata di polpo insipida e dura) e un pesce gratinato su letto di insalata, segue un salutistico Dessert costituito da una fetta d’arancia, una fetta di kiwi, una fetta di mela.

Camerieri solerti danzano fra i tavoli distribuendo decine di bottigliette di birra da 33 cl, bottiglie d’acqua, bottigliette di vino da 1/4.  Decidiamo di prendere nell’ordine: una bottiglia di birra, una bottiglia d’acqua, un bicchiere di vino, due caffè.

Alla fine del pranzo i camerieri ritornano e, blocknotes alla mano, presentano il conto: una bottiglietta di birra, una bottiglia d’acqua, un bicchiere di vino, due caffè al prezzo di 50 lire turche (un pò meno di 25 €).

il conto presentato dal Ristorante Alimento Gida

In pochi minuti dentro al Ristorante si scatena un putiferio con strepiti Romaneschi ed insulti stile trasteverino all’indirizzo della Guida Mendù (non ci aveva avvisato che le bevande erano a parte e che i prezzi di quel ristorante erano molto più alti che da altre parti) e del Capo dei Camerieri. Appaiono magicamente i listini con i prezzi delle bevande introvabili per tutto il pranzo. Nonstante le minacce dei Capitolini di non pagare, alla fine paghiamo, fotografiamo gli scontrini o quello che ci forniscono e ce ne andiamo. La giornata appare irrimediabilmente rovinata.

Nei giorni successivi andremo a mangiare in svariati locali, alcuni anche abbastanza eleganti,  con offerte di piatti molto ricche e varie, non spendendo mai più di 60 lire turche in due (dolci compresi).

La gita si conclude con il traghetto sul Bosforo e la vista su splendide case dell’inizio del secolo scorso,  la scuola militare e la moschea di Rustem Pasha.

case sul Bosforo

L’Accademia militare

il museo di Hagja Sofjia

Morale: Premesso che nonostante questo neo l’esperienza val davvero la pena, non vi fidate delle guide turche a pacchetto, non vi fidate dei tour organizzati, dei camerieri degli alberghi, di tutti quelli che hanno una divisa con un incarico assegnato nell’ambito della ristorazione e dell’accoglienza dei turisti: più la struttura è grossa, organizzata e… leccata più si incontra la spocchia, il menefreghismo degli operatori, la trascuratezza e talvolta la fregatura. Molto meglio appoggiarsi su piccoli ristorantini dove vanno a mangiare anche i locali, chioschi (molti fanno una buonissima spremuta di melograno che non costa più di 5 lire) oppure tavole calde.

Dietro l’atteggiamento formale e molto “inglese” di talune guide ufficiali come constatato di persona, spesso si nasconde poca disponibilità ad agevolare i loro clienti quando non addirittura insofferenza e freddezza che sconfina nella spocchia. Con questo non voglio generalizzare  e stigmatizzare un giudizio negativo su tutte le guide di Istambul; la mia deve valere solo come esperienza personale.

Se potete andate in giro da soli, Istambul è una città che si gira facilmente con i mezzi pubblici, la gente comune generalmente è cortese, gentile e molto disponibile. Monumenti e moschee, ma anche banchetti e coloratissimi bazar nella città vecchia potete tranquillamente visitarvele da soli senza nesusn pericolo.

Le audioguide vi forniranno sicuramente più notizie di quelle date da una guida svogliata e più incline a “guidare” i Ristoratori del Bosforo che i turisti da cui sono stati assunti.

Val la pena ricordare che la Turchia nonostante sia un paese ufficilmente laico in realtà mostra tutte le caratteristiche di un paese musulmano. Accanto alle molte donne che vestono all’occidentale, vi capiterà di incrociare per le strade della città donne con velo integrale (Niqab) semi integrale  (Abaya) o semplici fazzoletti colorati e legati dietro a raccogliere incredibili testate di capelli (le più giovani e carine) oppure niente…  in una babele dove si trovano tutte le gradazioni possibili di abbigliamento femminile islamico e non. Ma questa è un’altra storia.

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