Siamo scemi

Ci sono cose che capisce anche un bambino di sei anni. Tipo: reintrodurre l’Imu in questo momento non significa far incassare allo Stato circa 21,5 miliardi euro (questo il gettito atteso), ma sottrarre 21,5 miliardi euro delle famiglie ai consumi, deprimendo ancor di più l’economia. Se a una famiglia che ogni mese spende tutto o quasi quello che guadagna aumenti le imposte, il risultato sarà che spenderà meno, innescando un circuito vizioso che esaspera la crisi. Eppure è su interventi come quello dell’Imu che gira tutta la politica del premier Mario Monti ed è su questa linea (vedi aumento dell’Iva) che vuole procedere anche per il futuro. Accompagnando la politica delle maggiori imposte a una politica dei tagli della spesa pubblica.

Ora la domanda è: possibile che questo consesso di bocconiani non capisca? Secondo Paul Krugman, columnist del New York Times, capisce benissimo, solo che il suo obiettivo non è quello di garantire la ripresa economica, bensì quello di cancellare, pezzo dopo pezzo, il welfare, per aiutare i ricchi e punire i poveri (che nel frattempo aumentano).

Scrive Krugman che è durante il boom, non durante la crisi, che lo Stato può lanciare politiche di austerità. Lo diceva John Maynard Keynes 75 anni fa e il principio vale ancora oggi: tagliare la spesa, mentre l’economia è profondamente depressa, è una strategia perdente, fa salire solo la depressione. I Governi – è l’analisi di Krugman che fa riferimento soprattutto al caso britannico e americano – si giustificano equiparando i problemi del debito di una economia nazionale con i problemi del debito di una singola famiglia. Una famiglia che ha accumulato troppi debiti deve stringere la cinghia. In realtà l’austerità non è giustificata dal debito o dal deficit. “Viene usato il panico da debito – scrive Krugman – come una scusa per smantellare lo stato sociale… “.

Insomma non sono loro che sono tecnici e competenti, siamo noi che siamo scemi e incompetenti, lasciandogli modificare l’età pensionabile o tacendo di fronte alla riscrittura dello statuto dei lavoratori. Se e quando finirà la crisi, se continua ancora la cura Monti, ci ritroveremo più poveri, più deboli, con molti meno diritti. Mentre il sistema della finanza e delle imprese potrà ripartire con mani più libere di prima.

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5 risposte a Siamo scemi

  1. Il Marziano ha detto:

    Quando avevamo la lira eravamo uno Stato sovrano… solo con l’inflazione a due cifre e lo stesso nessuno ci voleva più prestare soldi. Scoppiò tangentopoli. L’Argentina è uno stato sovrano ma è andata a remengo lo stesso. Francia, Germania, Olanda, Danimarca hanno un ottimo welfare e tasse elevate. Però non hanno la produttività a zero e fanno leggi che si possono rispettare per farle rispettare. Quindi c’e’ chi può e chi non può. Italia, Irlanda, Spagna e Grecia non possono perchè non sono considerati seri.

    Welfare. Noi abbiamo avuto un welfare criminale. Gli statali i n pensione a 19 anni sei mesi e 1 giorno? Pensioni di invalidità a tutti? La regione Sicilia? I forestali della Calabria? Quando nel 1998 venivano i miei colleghi olandesi da loro già si andava in pensione a 65 anni. Noi abbiamo voluto addirittura rimuovere lo scalone Maroni, che faceva andare in pensione a 61 anni, e ora paghiamo circa un miliardo l’anno per questi signori, e per noi non rimarrà nulla.

    Dovevamo tagliare le provincie… ancora stiamo aspettando. Il problema nostro non è solo debito e deficit. E’ la non volontà del Paese di diventare serio. E’ quello che spaventa gli stranieri. Lo stesso Monti fa la figura del tecnico, ma nei paesi civili i ministri sono in genere piuttosto competenti nel loro settore, e quando la fanno grossa li mandano a casa.

    • zoninoz ha detto:

      l’Argentina NON AVEVA SOVRANITÀ MONETARIA: la sua moneta era a cambio fisso con il dollaro, lo stesso problema che abbiamo noi (l’euro, cioè la lira a cambio fisso con il marco, moneta strappata ai tedeschi e subordinata al WTO)

      quindi non c’entra tangentopoli, etc. se non con il fatto che sono stati un pretesto per derubarci molto di più

  2. Il Marziano ha detto:

    E per ridurre il deficit che si fa? Keynes pensava ad uno stato normale, non all’Italia. Se avessimo recuperato un po’ sul debito, allora avremmo potuto attuare quella politica. Ma il nostro debito è sempre cresciuto, anche negli anni di boom. anzi, spesso il boom era proprio drogato dalla spesa pubblica.

    • lerane ha detto:

      Per ridurre il deficit l’Europa impone un costo almeno decente alle transazioni finanziarie

    • zoninoz ha detto:

      comunque, il giappone ha il doppio del debito italiano e non ha problemi, non deve ripianare proprio un bel niente, perché ha sovranità monetaria. L’imposizione autoritaria europea della modifica delle costituzioni nazionali, con l’introduzione del “pareggio in bilancio” obbligatorio da parte degli stati, serve appunto a distruggere gli stati e annientare ogni forma di welfare: gli stati DEVONO SPENDERE A DEFICIT. La spesa a deficit illimitata degli stati è sempre stata una spina nel fianco per le corporazioni finanziarie perché limitava il loro potere. Lo stato con moneta sovrana non è un soggetto privato fra gli altri, è piuttosto ciò da cui dipendono i rapporti fra i privati. I politici di tutta europa ci stanno svendendo come schiavi e probabilmente lo fanno solo perché sono infinitamente stupidi

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