Articolo 18

Il senatore del Pd Pietro Ichino è impegnato da tempo in una battaglia confindustriale per una maggiore flessibilità del lavoro, per l’abolizione dell’articolo 18, per garantire alle imprese la libertà di licenziare. Mi domando come mai il Pd non lo abbia ancora preso sul serio decidendo, liberamente e con grande flessibilità, di licenziarlo in tronco!

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8 risposte a Articolo 18

  1. superprecario ha detto:

    L’articolo 18 tra qualche anno non riguarderà più nessuno e sarà solo un vecchio articolo in disuso che non avrà necessità di essere abolito perchè vuoto di significato. Intanto questi assoldati da confindustria buttano l’esca dell’articolo 18 per farci combattere una battaglia inutile, così che noi abbocchiamo distogliendo le nostre forze e la nostra attenzione da quelle che devono essere le vere battagle: abolizione dei co.co.co. e abbassamento dell’età pensionabile.

    • lerane ha detto:

      sono in parte d’accordo con te. le priorità sono altre. ma l’art 18 riguarda ancora milioni di lavoratori dipendenti e se fosse abolito a rimetterci non sarebbero soltanto loro, ma tutti, perché anche concettualmente aprirebbe la strada a una flessibilità del mercato del lavoro ancora peggiore di quella attuale. e te lo dice una cococo di lungo corso

      • superprecario ha detto:

        Non sono molto d’accordo. Se si vuole mantenere l’articolo 18 bisogna assolutamente abolire ogni forma di precariato, altrimenti si deve togliere l’articolo 18. Non ci sono vie alternative. O articolo 18 per tutti (anche per piccole aziende) o per nessuno. Altrimenti continueremo a vivere in questa società discriminante e razzista. Sì razzista. Perchè lavorare come precario in un ente di ricerca, portare in pratica la barracca avanti, e vedere nullafecenti che fanno il bello ed il cattivo tempo, mentre tu non hai nessun diritto, dico nessuno, è razzismo. Quando sento parlare di persone che si lamentano perchè la tredicesima se ne va in bollette vado in bestia. Milioni di lavoratori non hanno la tredicesima, e neanche la dodicesima, molti lavorano con sei o sette mensilità annuali, ripeto: portando la barracca (Italia) avanti. Poi magari si scopre pure che un ente di ricerca ha un direttore scientifico che prende più di duecentomila euro l’anno. Direttore scientifico?????? Ma chi li ha visti mai!!! Ci sono delle priorità ideologiche. Per me viene prima l’abolizione del precariato poi si può parlare anche di articolo 18.

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. adaebasta ha detto:

    Io non capisco, è vero che arrivo sempre in ritardo ma non capisco come si fanno le leggi in Italia. Una mia amica lavora da un anno e mezzo in una fabbrica, come operaia, tramite una agenzia interinale come è possibile? certo che lei non se ne fa niente dell’articolo 18, continua ad essere licenziata e assunta da questa agenzia e impiegata sempre nella stessa fabbrica. Forse è questo che dobbiamo mettere a posto visto che qui nel florido nordest è la prassi.

  4. Roberto Bonzio ha detto:

    Battaglia confindustriale? Licenziarlo in tronco?
    Simpatica ironia su un professore ex sindacalista che per le idee che propugna su un sistema ingessato che penalizza i più (giovani e dinamici), è certo al soldo dei padroni, come tutti quelli che le sue idee le condividono. E deve vivere simpaticamente sotto scorta.
    Gran bel modo per chiudere il 2011. Complimenti.

    • lucanemi ha detto:

      Ichino? Probabilmente Scajola l’avrebbe definito un rompiballe, come disse di Biagi prima che venisse ucciso dalle BR. Biagi avrebbe approvato la legge che porta il suo nome, e che ha riempito l’Italia di precari? Non credo. Nel frattempo, Scajola si è fatto un appartamento a via del Fagutale, con vista Colosseo, a spese degli italiani.

  5. Luigi ha detto:

    Forse,se ce l’hanno in casa,ritengono di poterlo controllar meglio e impedirgli di dir maggiori cazzate ?

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