Tutto l’Eros della Brambilla

In esclusiva un’anticipazione del libro Scurriculum. La prefazione è di Gian Antonio Stella. Nel capitolo qui sotto si parla di Eros, Brambilla, Geronimo, carie e pistoni.

Sul suo sito, e ogni volta che il protocollo istituzionale glielo consente, Michela Vittoria Brambilla si firma sempre col giovanile acronimo MVB, quasi un’autodichiarazione d’amore: mi voglio bene! E tanto, verrebbe da aggiungere. Tuttavia sarebbe ingeneroso rimproverarle un eccesso di narcisismo dal momento che la signora di Lecco, 44 anni ben colorati, dà prova di voler bene a un sacco di gente. Ha, ad esempio, una passione senza riserve per il Cavaliere ed è in suo onore che fonda in rapida successione i Circoli della Libertà e l’emittente satellitare Tv della Libertà. E lui, da parte sua, contraccambia come può e come sa, ora con periodiche intervistone agiografiche sui media domestici come Il Giornale, Donna Moderna o il settimanale di Alfonso Signorini, ora coi complimenti che fanno sempre piacere, ora con qualcuno di quei sobri presenti che (quando era ancora premier) era solito elargire ai fedelissimi, che senz’altro fanno ancora più piacere. Silvio, infatti, le affida il sottosegretariato al Turismo e poi, già che c’è, le consegna l’intero Ministero, prima soppresso, quindi riaperto apposta per offrire un ruolo consono alla rampantissima Michela Vittoria.

Anche l’amicizia di vecchia data con Giorgio Medail, il pioniere della tv commerciale scomparso a marzo 2011, il diretùr della berlusconiana Telemilano degli anni Settanta che in seguito si evolverà in Canale 5, non s’è mai raffreddata. Medail la scopre (ma più tardi mvb racconterà che è lei che s’è fatta scoprire) vedendola sfilare in costume da bagno, appena diciottenne, tra le finaliste di Miss Italia. La porta con sé nel piccolo schermo, le affida tra le altre cose la conduzione del programma trash I misteri della notte, in cui la salmonata di Lecco fa le ore piccole vagabondando, guanti di pizzo e tutta attillata, tra i locali e le strade della movida delle metropoli del mondo, offrendo il microfono a ragazze in topless, cubiste e ballerini sadomaso. MVB conosceva bene, lo ha scritto nel necrologio, «l’innovazione che Medail ha saputo portare nel mondo del giornalismo, il suo amore infinito per l’Italia» ed è per questo che nel 2008 s’è convinta che fosse la persona migliore per dirigere una struttura del sottosegretariato al Turismo espressamente creata dalla Presidenza del Consiglio con la missione di rilanciare l’immagine del nostro Paese all’estero. Compito svolto fino alla prematura scomparsa «con importanti risultati – è sempre Brambilla a dirlo – per i quali tutti dobbiamo essergli grati». Grati come lo sono tanti di quelli che hanno incrociato la carriera politico-televisiva della MVB, un nutrito staff di paladini della libertà che, liberamente, si sono attribuiti la qualifica di esperti di turismo e dai diversi canali berlusconiani, dove facevano tutt’altro, sono stati comodamente traghettati al ruolo di superconsulenti del Ministero.

Se con gli amici è stata così prodiga di contratti e di euro (anche se, piccolo particolare, i soldi non li tira fuori di tasca sua), è più che comprensibile, addirittura scontata, una altrettanto larga generosità verso l’uomo che da un ventennio è il suo compagno di vita e il padre di suo figlio Vittorio. Di Eros Maggioni, il suo fidanzato, si sa davvero poco, in pratica solo quello che sporadicamente racconta la stessa MVB. È un suo coetaneo, è schivo e riservato, ha pochi e selezionatissimi amici, adora cavalcare, vive nella villa di famiglia dell’amata nel Lecchese, a Calolziocorte, guadagna molto meno di lei, ma Michela Vittoria assicura che sta ben attenta «a non farne un campo di potere nella coppia, cosa che dove stiamo, in Brianza, è atteggiamento comune». E per dimostrare che tra i due c’è perfetta parità si alternano ai fornelli, anche se a mvb spetta l’esclusiva della preparazione di torte e gateau. Che dolci!

Passando al lato professionale Eros Maggioni ha un curriculum di tutto rispetto come odontoiatra e, dal luglio2010, hapotuto affiancare alla poltrona del suo studio quella più influente del tavolo dei boiardi di Aci Milano, l’ente pubblico che ha in gestione il ghiotto Gran Premio di Formula1 a Monza. Si potrebbe abbozzare un perfido sillogismo: il ministro del Turismo svolge attività di indirizzo e vigilanza su Aci, Eros Maggioni è il fidanzato del ministro del Turismo, dunque Eros Maggioni è eletto nel consiglio direttivo di Aci. Ma questa è una volgare speculazione da dietrologi, persone che non hanno la lungimiranza per comprendere lo stretto legame tra carie e pistoni, gente meschina che ritiene insufficiente la convivenza con la rossa di Calolziocorte per potersi occupare con competenza delle rosse di Maranello così come degli altri milioni di vetture in giro per la provincia milanese.

La verità, anche se il perché è apparentemente oscuro e nessuno l’ha ancora spiegato, è che per rilanciare l’esclusivo club motorizzato meneghino occorreva proprio un dentista e, stiamone certi, presto tutti si accorgeranno di che pasta del capitano è fatto quest’uomo. D’altronde, parlando di Eros, Michela Vittoria è solita denominarlo: «Il mio migliore accompagnatore». E Maggioni, scarrozzandola in macchina a destra e a manca, avrà senza dubbio acquisito quelle basilari conoscenze su pressione delle gomme, rifornimento di carburante e bollo che consentono di guidare con perizia e buoni risultati non solo una berlina, ma anche la terminazione provinciale di un ente pubblico che ha alle spalle più di un secolo di storia e, come spiega proprio Aci, gestisce il Pra, riscuote e controlla le tasse automobilistiche, svolge importanti funzioni nell’interesse della collettività, dello Stato, delle Regioni e delle Province.

Sia come sia, nel consiglio direttivo del club milanese non è entrato solo il fidanzato della rossa, ma anche il figlio di La Russa, Antonino Geronimo, trentunenne pargolo del ministro della Difesa Ignazio. Avvocato e manager, lui sì che ha i titoli per stare al volante dell’associazione automobilistica provinciale – tanto che ne è addirittura il vicepresidente – e non ha nessuna difficoltà a elencarli per schivare tutti quelli che potrebbero congetturare che dietro la sua elezione ci sia la manina del paparino: «Sono iscritto all’Aci di Milano dal 1998, ho una licenza di guida internazionale, sono appassionato d’auto fin da bambino, ho corso rally e gare su pista». Che è un po’ come dire che sarebbe stato logico affidare la ristrutturazione di Alitalia a un pilota acrobatico delle Frecce Tricolori (e chissà, forse sarebbe stato meglio…).

Prima di sfrecciare sulle strade di Geronimo, è però utile ingranare la retromarcia per tornare alla griglia di partenza, al momento in cui ha avuto inizio questa recente pagina della storia dell’Automobil Club meneghino che, è bene ricordarlo, non è solo una delle 106 delegazioni provinciali del regno Aci: possiede un tesoretto immobiliare di circa 70 milioni di euro composto da palazzi, terreni e aree occupate da distributori di benzina e attraverso la controllata Sias gestisce, come detto, il Gp di Monza, il cui valore economico è di circa 50-60 milioni di euro tra sponsor, spettatori e diritti tv.

È il 2009 e uno dopo l’altro rassegnano le dimissioni cinque dei nove membri del consiglio direttivo di Ac Milano. Si potrebbe proseguire con la gestione ordinaria dell’ente. Si potrebbe ricostituire la struttura dirigenziale eleggendo dei sostituti. Si potrebbe lasciare momentaneamente al suo posto l’ex presidente Pierlorenzo Zanchi, che accusa il centrodestra di aver manovrato ad arte la catena di defezioni con l’evidente obiettivo di farlo decadere. Si potrebbe, si potrebbe, ma non per Brambilla che, in virtù della sua funzione di vigilante, decide invece di azzerare completamente il vecchio vertice e di nominare nel febbraio 2010 un commissario, un illustre «figlio di». Il nome è Massimiliano, il cognome Ermolli, lo stesso di papà Bruno, lobbista e potente imprenditore berlusconiano entrato nelle grazie del Cavaliere, via Fedele Confalonieri, negli anni Novanta. Da allora Ermolli senior ha curato il riassetto della Standa, ha contribuito alla formazione imprenditoriale dei rampolli di casa Berlusconi, ha fatto il cacciatore di teste per Forza Italia selezionando i candidati per la prima giunta del sindaco Albertini, è stato investito di cariche su cariche a Fininvest, Mediaset, Mondadori, Mediolanum, oltre a essere nel Cda di alcuni totem del capoluogo lombardo, come la Scala o la Bocconi, e ad aver messo lo zampino in diversi grandi business italiani passati (la vendita di Alitalia) e futuri (l’Expo di Milano). Uno affidabile, insomma. E se Ermolli è affidabile, deve esserlo per dna anche la sua progenie. Fa niente che l’Ermolli jr (come La Russa jr, del resto) compaia più frequentemente nelle cronache rosa che in quelle finanziarie per la sua assidua frequentazione di veliname televisivo e locali notturni. E fa niente anche per quel piccolo conflitto di interessi che renderebbe quantomeno inopportuna la sua nomina a commissario, poiché non è un tecnico super partes, ma un imprenditore che ha dei contratti in corso con l’Automobil Club.

Ermolli senior, infatti, ha messo in piedi una vetrina dove esibisce l’abilità della famiglia (Sin&rgetica), una sorta di gioielleria per le imprese dove si vendono brillanti e preziose consulenze aziendali. Massimiliano, insieme al fratello, è comproprietario di questa società fondata da papà e tra i suoi clienti di lungo corso, appunto, c’è Aci che negli ultimi anni ha bussato spesso alla sua porta commissionandogli 250 mila euro di lavori per «attività di accertamento nei confronti di Sara Assicurazioni» (controllata al 51 per cento da Aci) e per «servizi di promozione istituzionale e supporto ad attività di comunicazione della 65esima conferenza del Traffico e circolazione», nonché per avere consigli sulla vendita di Banca Sara (controllata al 100 per cento da Sara Assicurazioni). L’investitura ricevuta dal ministro del Turismo fa perciò vestire a Ermolli (figlio) gli scomodi panni di controllato e controllore. Ma questa, tutto sommato, è un’inezia rispetto a quello che il quarantenne Massimiliano ha in mente. Da commissario di Ac Milano decide di candidarsi alle elezioni, mette in lista Eros e Antonino Geronimo guarda caso insieme ad alcuni di quei consiglieri che dimettendosi hanno reso possibile il suo arrivo. E giusto per essere sicuro di avere concrete speranze di essere eletto fa fuori, sulla base di un regolamento stilato da lui stesso, l’unica lista concorrente, intitolata «per la trasparenza», che ai primi punti del programma rivendicava la necessità di rendere indipendente dalla politica l’associazione automobilistica. Gli esclusi protestano e consegnano due esposti alle procure di Milano e Monza, ma a luglio 2010 si arriva comunque al voto e, sorpresona, al termine dello scrutinio delle schede Ac Mi annuncia che sono stati eletti gli unici concorrenti in lizza. «Nel corso dell’Assemblea dei Soci appositamente convocata – recita il comunicato ufficiale – si sono concluse le votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’Automobile Club Milano per il quadriennio 2010-2014. Complessivamente, dei 53.938 Soci aventi diritto hanno espresso il loro voto 2.903 Soci. La percentuale dei votanti è quindi del 5,38 per cento, superiore a quella registrata nel 2004 (3,94 per cento) quando si votò per l’ultima volta con una lista unica in lizza». Si brinda ai nuovi governanti dell’Aci (oltre a Ermolli, La Russa e Maggioni c’è Carlo Edoardo Valli, capo della Camera di Commercio di Monza e Brianza e industriale dell’arredobagno, che viene scelto come presidente) e si festeggia l’alta affluenza che sarebbe frutto però di un’altra operazione ai limiti del consentito. In effetti le cronache locali di Repubblica e Corriere segnalano che, quando le liste in gara erano ancora due, c’era stato un anomalo aumento delle affiliazioni al club, con alcune persone che avevano fatto incetta di tessere a 39 euro l’una per poi distribuirle ad amici e parenti in cambio del voto. E che si tratti di un volume di iscrizioni senza precedenti lo dicono i numeri: ad Arcore, nella stagione 2008-2009, sono state rilasciate solo 23 nuove Acicard, mentre ad aprile2010, in un solo giorno, sono state vendute tra Arcore e Vimercate ben 263 tessere.

Quando i giochi sono ormai fatti, i parlamentari dell’opposizione presentano un’interrogazione indirizzata, tra gli altri, anche al ministro MVB. Vogliono avere spiegazioni sul possibile conflitto di interessi di Ermolli, esprimono dubbi sulla regolarità delle elezioni e sulle competenze di «GeronimoLa Russa, figlio del ministro della difesa, e di tale Eros Maggioni, compagno del ministro del Turismo», lamentano «la scarsa trasparenza della posizione dello stesso Maggioni, il quale, pur essendo residente a Lecco, risulta essersi associato alla sezione milanese dell’Aci soltanto 48 ore prima della data di indizione delle elezioni, situazione che sembra incompatibile con i requisiti previsti per l’accesso alla candidatura a membro del consiglio di amministrazione dell’ente». Tante domande, nessuna risposta. O meglio qualche scarna risposta arriva, con le dimissioni di Massimiliano Ermolli nell’ottobre 2010, che afferma di essersi comportato sempre correttamente e di aver svolto in pieno «l’obiettivo del suo mandato: traghettare l’Automobile Club di Milano verso nuovi e stabili assetti di governance». Mentre nel gennaio 2011 l’Ac Mi, in seguito a una nuova iniziativa giudiziaria della lista esclusa, «vuole definitivamente sgombrare il campo da equivoci e soprattutto da continue informazioni errate o distorte sottolineando ancora una volta che i membri del nostro Consiglio Direttivo non percepiscono alcun compenso e occupano questa posizione, non perché nominati o prescelti, ma in seguito a regolari democratiche elezioni, cui avevano diritto di voto tutti gli iscritti all’ente». Ricostruzione impeccabile: il diritto di voto ce l’avevano tutti, il diritto di essere votati solo quelli selezionati da Ermolli.

Nel frattempo la macchina della generosità di MVB è ancora in moto e quando Antonino Geronimo, Eros e gli altri nuovi capi del Club milanese scelgono i componenti del Cda della Sias che si occuperanno dei prossimi Gp a Monza ecco che lei si ricorda di un vecchio compagno di avventure, uno dei suoi “tredici uomini d’oro”, come aveva ribattezzato il team che con lei aveva animato, a partire dal 2007, gli azzurri Circoli della Libertà. Si tratta di Pierfausto Giuliani, che nel movimento brambilliano si occupava di temi finanziari e che adesso detiene, non solo metaforicamente, un po’ dell’oro della Formula1.

A proposito di oro e tornando a La Russa jr, non è tutto a 18 carati quello che luccica. È vero, ha un lungo curriculum, reso pubblico sul sito dell’Aci, ma bisogna leggerlo con attenzione. Nel 2001, a ventuno anni, viene eletto nella circoscrizione Milano Centro (mica lo avrà sponsorizzato Ignazio?) e gli viene assegnatala Presidenza della Commissione tempo libero, una manna per chi adora la movida notturna. Si laurea in Giurisprudenza nel 2004 nella piccola Università privata Carlo Cattaneo di Castellanza (in provincia di Varese) e consegue il titolo di avvocato nel 2007. E dove fa il concorso per l’abilitazione alla professione? In Lombardia? Macché. Come l’ex ministro all’Istruzione Maria Stella Gelmini decide di scendere in una meno severa sede d’esame calabrese, lei a Reggio, lui a Catanzaro. «Avevo bisogno di un luogo tranquillo – confida ad Antonello Caporale di “Repubblica” – dove potermi concentrare senza le distrazioni della mia città. Studiare e affrontare con serenità l’esame». Torna a casa e diventa titolare di un ufficio legale con quattordici avvocati, sede prestigiosa nel centralissimo Corso di Porta Vittoria. Lo studio si chiama con il suo cognome –La Russa – ma non è farina del suo sacco. È stato fondato dal nonno nel 1938, poi è passato al padre, che poi lo ha passato a lui. «Ma è tutto merito mio – assicura Geronimo – Mi scoccia di passare per figlio di papà». Giusto. Semmai la sua carriera scorre via liscia per via del nonno Antonino che oltre alle aule di tribunale frequentava anche Salvatore Ligresti, patron della generazione di costruttori. Le due famiglie, entrambe originarie della siciliana Paternò, sono legate da una profonda amicizia ed è questo vincolo affettivo che ha fatto conquistare a La Russa jr un posto da consigliere di amministrazione in diverse società della galassia Ligresti, come Premafin, Finadin, Immobiliare Lombarda o International strategy. Di suo può vantare una partecipazione trendy alla Gilli, (griffe di borse e accessori ideata da Giulia Ligresti) e la cofondazione della Onlus Milano Young, creata nel 2005 insieme agli amici Barbara e Paolo (che di cognome fanno Berlusconi e Ligresti). Però nel suo cv ci tiene a far notare che l’incarico in Aci se l’è meritato. «Nel luglio 2010, con il più alto numero di preferenze, viene eletto consigliere dell’Automobil Club di Milano – scrive di sé parlando in terza persona – la sua grande passione per il mondo dello sport lo ha motivato a conseguire, già nel 1999, il brevetto di paracadutista e, nel 2007, a ottenere la licenza della Federazione internazionale automobile-Csai come concorrente conduttore. Una passione, quest’ultima, che lo ha visto alla guida di vetture di ogni genere in numerose gare, sia in competizioni svolte su circuiti come Monza e Imola, sia in manifestazioni su strada, prima fra tutte la mitica Mille Miglia». Già, ma tutto questo che c’entra col Pra e col bollo auto?

Almeno La Russa jr, nello spazio web che Aci dedica alla trasparenza, il suo curriculum lo pubblica. Di quello di Eros Maggioni, invece, non c’è traccia. Del suo mestiere di dentista s’è detto. Si potrebbe allungare un po’ la broda con la parola imprenditore (di un’impresa che nel 2011 ha un unico dipendente), dal momento che MVB lo ha supportato e spinto ad aprire con lei un bel poliambulatorio medico-chirurgico e odontoiatrico in quel di Cernusco Lombardone. E questo non è solo amore, è di più: è vero Eros, con la E maiuscola.

Da Cernusco Lombardone il Tom Tom occupazionale ci riporta direttamente davanti al portone del Ministero romano, dove il “Berlusconi in Gonnella” (così l’ha definita Giuliano Ferrara), avrebbe fatto entrare uno dietro l’altro diversi collaboratori che hanno animato le sue precedenti iniziative pidielline, i Promotori, i Circoli e la fallimentare Tv della Libertà, nata e morta nel giro di un anno e mezzo. Una documentata inchiesta del Fatto Quotidiano, firmata da Fabio Amato e Luigi Franco e pubblicata il 13 novembre 2010, descrive l’ufficio di collocamento Brambilla. Scrive Il Fatto: «Da decreto (il ministro del Turismo, ndr) può disporre della consulenza di “esperti”. Tra questi è possibile ritrovare la dottoressa Adele Cavalleri: sa tutto di immagini, ma di turismo? Dopo vent’anni da direttore di produzione Mediaset, anche lei partecipa nel 2007 alla televisione fondata dalla rossa di Calolziocorte. Ora la ritroviamo come esperta di “rilancio dell’immagine” del nostro Paese, con un contratto da 35 mila euro. La stessa cifra percepita da Pierluigi Ronchetti, ex direttore dei programmi di Telemilano e per otto anni direttore di «Sorrisi e Canzoni». Se non che, almeno, Ronchetti può vantare nel suo curriculum la passione per l’enogastronomia. A completare la struttura poi, ci sono altri nomi sconosciuti ai cittadini. Per ritrovarli bisogna scorrere fino in fondo i titoli di coda delle trasmissioni della defunta Tv della Libertà. Ad esempio Valentina Zofrea e Loredana Maritato, un tempo segretarie di redazione del canale berlusconiano, e ora rispettivamente seconda e settima classificate nel concorso che distribuisce otto contratti a progetto per completare la struttura di rilancio dell’immagine del nostro Paese. Perché nel frattempo la struttura si è ingrandita, e in due anni e due decreti del presidente del Consiglio Berlusconi ha portato il tetto del personale da 10 a 15 unità. A Zofrea e Maritato vanno aggiunte Roberta Bottino e Nadia Baldi. Anche loro, dalla redazione della Tv della Libertà sono approdate al Ministero del Turismo. Ma non è finita. Per chiudere il cerchio bisogna aggiungere anche i nomi di Diletta Grella e Nicola Fortugno. Leggendo i contatti sul sito e su Facebook, i due sono a tutt’oggi i referenti di tutte le attività dei Promotori della libertà e da almeno un paio d’anni collaborano alle iniziative movimentiste di Michela Brambilla. Eppure, il nome della prima appare anche nella lista dei compensi elargiti da un altro dipartimento del Ministero, quello per lo sviluppo e la competitività. Mentre il secondo, Fortugno, nello stesso periodo è sotto contratto sia con il Ministero che con Promuovitalia, spa a capitale pubblico che opera per conto del Ministero stesso. Che cosa facciano non è certo. I documenti parlano di generica «collaborazione per la strategia di promozione, valorizzazione e comunicazione, anche a livello mediatico, dell’immagine Italia e della sua offerta complessiva». Altrettanto misconosciuto è il contributo dato da strutture e Ministero al rilancio del Paese. Tra le iniziative, oltre al “sorriso dell’accoglienza”, il baffo tricolore che sfila sotto il famigerato logo Magica Italia, spunta ad esempio l’iniziativa di Turisti a quattro zampe, portale dedicato a facilitare il viaggiatore che vuole portare con sé il proprio animale domestico. Creatore del sito è Luca Moschini, con la sua Viamatica srl di Piacenza. La passione del ministro per gli animali del resto è nota. Per questo ha creato un altro sito-campagna lacoscienzadeglianimali.it e fondato la Leida, la Lega italiana per la difesa degli animali. Anche in questi casi la produzione è affidata a Viamatica, così come per il sito personale del ministro, il sito dei Circoli e quello dei Promotori della libertà. Ma chi è Luca Moschini? Alla fine del 2007, fonte il Giornale della libertà della stessa Brambilla, Moschini è presidente regionale dei Circoli in Emilia Romagna. Nel 2008 viene candidato in Veneto dal Pdl. E trombato. Oggi, però, stando alle cronache delle iniziative nel nostro Paese fornite dall’Agenzia nazionale per il turismo (Enit), Moschini è anche consigliere del ministro (insieme a Edoardo Colombo, animatore del blog iper-berlusconiano Il giulivo). O come si definisce lui sul suo profilo professionale in rete: Ict advisor at Ministry of Tourism. Cioè: è a un tempo consigliere, fornitore del Ministero e fornitore nei progetti personali – si spera pagati in proprio – della signorina Brambilla». La signorina ministro non ha apprezzato l’articolo del Fatto e ha presentato una querela con relativa richiesta di risarcimento milionaria.La Corte dei conti, invece, l’ha trovato interessante e ha avviato una verifica sulla legittimità degli incarichi.

Affinché l’elenco di quelli a cui mvb vuole tanto bene sia completo non bisogna trascurare gli animali. Il suo ultimo censimento faunistico, consegnato alle accoglienti pagine del settimanale Chi, rileva che nella villa di Calolziocorte ci sono 16 cani, 29 gatti, 7 capre, 3 cavalli, 2 asini e 2 daini. Per quelli che non trovano posto in casa c’è il canile di Lecco, affidato nel 2002 dall’amministrazione locale di centrodestra proprio alla Lega italiana per la difesa degli animali fondata dalla Brambilla. La struttura, assicurala Leida, si occupa del mantenimento, della cura e del benessere dei trovatelli e garantisce affidi e adozioni sicure. Qualcuno s’è lamentato del costo eccessivo dell’appalto per il Municipio (aggiudicato con una delibera d’urgenza e non con una regolare gara), la Asl sostiene che la struttura non sia a norma, l’attuale sindaco vuole rivedere il progetto. Chiacchiere su aspetti marginali che non mettono a fuoco l’unico concetto davvero rilevante: trovare un posto agli amici, senza stare a contare il numero di zampe che hanno.

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32 risposte a Tutto l’Eros della Brambilla

  1. gino ha detto:

    forconi e campi di riabilitazione per loro ed i loro figli (magari, come per MVB, accudendo animali che è verosimile, sono meglio di loro!)

  2. NEMESI ha detto:

    ma pensare ad una igienica riabilitazione in campi di lavoro, per tutti questi parassiti, di destra e di sinistra no? pare brutto? non è politicamente corretto??

  3. Michele ha detto:

    Niente di nuovo, c’è ancora qualcuno che si stupisce nel leggere queste cose? Questo è un Paese da sempre fondato sulle conoscenze e sulle raccomandazioni, se non conosci qualcuno di importante non riesci a combinare niente in nessun settore, se non sei amico degli amici non vai da nessuna parte, salvo rarissime e fortunate eccezioni, del tutto marginali. Francamente non riesco a soprendermi, queste cose fanno parte da sempre della nostra realà quotidiana, a tutti i livelli.

  4. Antonio ha detto:

    Il vero male di noi italiani (mi ci metto anch’io) è che subito “dimenticano”!

    • 176-761 ha detto:

      sottoscrivo: l’Italia è un paese dove la memoria storica si ferma al nome del vincitore dell’ultima edizione del grande fratello…

  5. Nicola ha detto:

    ed io che spesso mi preoccupo di non essere all’altezza di svolgere i lavori che mi vengono assegnati (e sono ing. elettronico). Mi sa che in realtà quello che mi/ci manca e solo una sana faccia di cu…..ma forse è meglio non averla e presentare la ns vera faccia ai ns figli….e quello che mi consola è incontrare ogni giorno persone che la pensano e si comportano come il sottoscritto

  6. Gilberto ha detto:

    E questo è solo ciò che è riuscita a fare la MVB, e gli altri ….

  7. Camillo ha detto:

    Comprerò sicuramente il libro, anche se temo che come molti, si siano dimenticati di un altro “carrozzone” utilizzato per assegnare posti di prestigio e sviare soldi: la Croce Rossa Italiana. Un Ente dimenticato da tutti e proprio per questo utilizzato da molti politici per i propri comodi…

  8. Pajco ha detto:

    Beh, certe persone basterebbe guardarle un pò meglio per rendersi conto di quanto valgono…. peccato che tutte queste “porcate” le paghiamo sempre noi….

  9. Pio Trippa ha detto:

    La lettura del capitolo proposto mi da la conferma che la Brambilla come Ministro è stata la disgrazia non solo dell’ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo, appropriandosi delle sue competenze affidate a incompetenti, per cui ora se ne richiede la chiusura, ma dell’immagine dell’Italia all’estero che in questo ultimo periodo è calata di moltissimo. Mi meraviglio come mai gli operatori turistici italiani non si sono mai ribellati a questo andazzo “meritricio”.

  10. Rocco Crocitti ha detto:

    Questo “popolo” di BIGOTTISSIMI semianalfabeti si merita questo e peggio, se dopo duemila anni si fa ancora abbindolare da un clero CANAGLIA e LADRO che ha portato il paese in questa palude maleodorante impossibbile a bonificare. Notare che il nuovo presidente del consiglio, la prima cosa che fa arrivando a Roma é di ANDARE a MESSA!!!!

  11. sergio ha detto:

    viste le “capacità richieste” per esercitare il “potere politico”
    speriamo che il prossimo governo dia un paio di ministeri anche a Eva Henger e Rocco Siffredi
    saranno sicuramente apprezzati……….

  12. danielebarettin ha detto:

    Avevo visto mesi fa un servizio di Report sul caso Monza-ingerenze Branbilla.. non ne ero rimasto stupito, certo un po’ schifato.. ma credo che questi personaggi riescano a sopravvivere bene anche nonostante il disgusto della gente normale. Personalmente il mio curriculum me lo sono sudato tutto, e se mi fosse affidato un incarico al di fuori delle mie competenze mi sentirei totalmente inadeguato. Ma forse questi personaggi sono inadeguati a tutto in realtà, e quindi non hanno vergogna di nulla. La speranza è che vengano un giorno spazzati via da una classe che si meriti quelle posizioni. Ma, come si dice, la volontà è ottimista, la ragione molto meno.
    Complimenti comunque per l’iniziativa, la conoscenza dei fatti è sempre il primo passo.

  13. davide ha detto:

    caspita, improvvisamente non mi sento all’altezza…

  14. gisella rossi ha detto:

    io invece, molto meno disciplinatamente non sono riuscita a leggere tutto, mi sono fermata ad un certo punto per auto-commiserazione…..devo dire che vivere sullo stesso suolo con cotanti geniali personaggi mi ha fatto sentire “inadeguata”….gisella

  15. Immanuel Kant ha detto:

    Ho letto la prefazione, o meglio un estratto di essa, sul Corriere di oggi e mi era sembrato molto interessante. La lettura di questo brano del libro me lo conferma.
    Non credo di poter andare alla presentazione, ma il libro lo comprerò sicuramente.

  16. Super Luminal ha detto:

    Secondo me quest’articolo è di parte: per completezza d’informazione, bisogna precisare che la Brambilla ha un bel sedere, molto meglio di quello della Santanchè.

  17. Mik ha detto:

    chissà se ama anche rane e rospi…

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