e da gennaio…si ricomincia !!

Capodanno ‘da brividi’ per circa 4 mila medici precari del Servizio sanitario nazionale. Non solo per il gelo che sta investendo il Belpaese. Dal primo gennaio, circa la metà dell’esercito dei camici bianchi con contratti di lavoro a termine potrebbe ritrovarsi senza lavoro. Su di loro potrebbe infatti abbattersi uno degli effetti delle norme sul pubblico impiego contenute nella manovra della scorsa estate, provvedimento che oltre a bloccare i rinnovi contrattuali, e a congelare per tre anni le retribuzioni di tutti i dipendenti pubblici, richiede alle amministrazioni di dimezzare nel 2011 la spesa per tutte le forme di lavoro flessibile. Quindi, anche quella per i medici precari che prestano servizio nelle Asl e negli ospedali pubblici. Un esercito difficile da contare ma che, secondo un’indagine realizzata dalla Fp Cgil Medici, potrebbe arrivare a circa 8 mila camici bianchi.
 La riduzione del 50% della spesa potrebbe quindi significare posto a rischio per circa 4 mila di loro. Professionisti che operano soprattutto nei pronto soccorso, giovani ma non troppo (35-45 anni), nel 60% dei casi donne. La difficoltà di identificare il numero esatto di questi precari è dovuta al fatto che, come spiega il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza, “non esistono dati certi a livello nazionale. Anche perché diversi precari sono ‘invisibili’ in quanto svolgono solo saltuariamente prestazioni orarie o fanno capo a organizzazioni private, ma lavorano con contratti a prestazione negli ospedali pubblici. E’ il caso dei cosiddetti camici rossi, medici privati che prestano servizio in diversi pronti soccorso degli ospedali del Veneto”. Nel dettaglio, secondo l’indagine della Cgil Medici – che in alcune regioni ha raccolto dati certi e in altre solo stime – i camici bianchi con contratto a tempo sono circa 8 mila. Suddivisi così: circa 1.000 in Lombardia; 800 in Veneto; 150 in Liguria; 500 in Emilia Romagna; 500 in Toscana; 1.200 nel Lazio; 800 in Campania; 300 in Abruzzo; 200 in Umbria; 100 nelle Marche; 500 in Puglia; 200 in Calabria; 700 in Sicilia; qualche decina in Piemonte e in Basilicata, regioni dove i medici precari sono stati quasi tutti stabilizzati. “A questi – precisa Cozza – vanno poi aggiunti i professionisti a tempo determinato che operano in Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, dove però non siamo riusciti ad avere numeri affidabili”. Gli 8 mila camici bianchi precari del Servizio sanitario nazionale stimati dal sindacato rappresentano circa l’8% dei medici che lavorano nella sanità pubblica. Un numero in crescita rispetto all’ultimo rendiconto annuale (2008) della Ragioneria generale dello Stato, secondo il quale i medici a tempo determinato sono invece 6.544, di cui 3.725 donne.Ma l’8% è solo la percentuale media nazionale dei camici bianchi precari.
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2 risposte a e da gennaio…si ricomincia !!

  1. Download ha detto:

    Stavo cercando su internet qualcosa su questo post e trovato il tuo blog ora, posso solo ringraziarvi

  2. Marco. M. ha detto:

    La nostra aspettativa di vita ritengono sia più lunga…….chi è a casa disoccupato non importa se muore di fame……..a cosa servono i medici nella Sanità?…….
    E da gennaio….si ricomincia!…..A PIANGERE…..Siamo in
    uno STATO DI MERDA.

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