momenti di gloria !!

Si vorrebbe parlare ancora del Papi e delle sue improbabili e viagratiche avventure con lolite minorenni , imbarcate nel carrozzone di Lele Mora. In altri tempi quelli come Mora si chiamavano ruffiani. Altri tempi appunto, dove  le parole di un uomo venivano, a torto o  a ragione, pesate con la capacità di sostenerle anche a discapito della propria pelle.

Sono tempi passati, per fortuna, anche per questo oggi, quello che si dice  è sempre più spesso urlato da bocche sdentate, incapaci di fare del male per davvero, di morsicare sul serio, se non vigliaccamente, nell’ombra, dietro a un anfratto di qualche imboscata mediatica, per opera di agenti disonesti che si sono svenduti, di servizi deviati,  spioni tecnologici disponibili per qualche guadagno extra. Solo patetiche pantomime goffamente mascherate.  Non vorrei parlare dell’argomento Clu della settimana, perchè quello è uno specchietto per le allodole, un’impostura per appetiti pruriginosi , animi assuefatti  a scandalismi mediatici di cartapesta, così come ci hanno abituato sottoculturalmente le trasmissioni di punta delle televisioni del nostro Sultano.

Vorrei parlarvi invece di PIEMME. ovviamente non sapete neanche di cosa diavolo stia parlando. Tranquilli non è la sigla misteriosa di qualche nuova loggia massonica, non è neppure la formula di qualche nuova promessa della farmacologia. E’ il nome di un negozio che, come tanti altri, Lunedì 4 ottobre è rimasto danneggiato pesantemente dall’alluvione che ha colpito Sestri Ponente, nella delegazione di Genova. I filmati si possono vedere su YouTube, L’acqua usciva dalle serrande del negozio a fiumi !!

Sono stato lì nei giorni scorsi. Sta svendendo tutto. Ha perso tutto. Ho comprato qualche maglia che odorava di fango. Tutto quello che gli è rimasto. Sono rimasto colpito dalla sua consapevolezza di essere a terra ma non aver perso la dignità. Spina dorsale la chiamavano una volta.

Ho comprato una maglia, mi riprometto di comprare qualcos’altro nei prossimi giorni. Ha perso tutto. Ma non ha perso se stesso. Non riceverà niente delle sovvenzioni stanziate, le hanno già date ad altri. Più meritevoli, dicono.

Ecco questo è un modello che voglio esporre in questa bacheca, spero col gradimento di quanti mi leggeranno, per dire loro che non è vero che gli italiani sono tutti come Papi, che ambiscono al denaro facile, alla bella vità, ad aggirare le regole. Ma voglio dire anche che per loro la vita non è per niente facile.

Nella foto metto le sue esternazioni. Non aggiungo altro, non ce n’è bisogno. Sono sufficienti per capire uno stato d’animo, un pensiero compiuto, che è di un uomo solo ma forse anche di un Paese intero…. che sta soffrendo.

Saluti a tutti !!

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2 risposte a momenti di gloria !!

  1. Fulvio Sguerso ha detto:

    Dalla spazzatura mediatica alla spazzatura reale, abbiamo visto, il passo è breve. Il “fenomeno” del berlusconismo sarebbe impensabile in un Paese minimamente civile ed evoluto. Riconosciute tutte le gravi responsabilità a una sinstra dimostratasi purtroppo inadeguata alla situazione (penso soprattutto al vanesio e rivoluzionario da salotto Bertinotti e al “riformista” e compromissorio D’Alema), rime l’amara constatazione che un personaggio ripugnante come il Cav. piace ancora a tanti, a troppi italiai e italiane. Tanto che viene spontaneo domandarsi: che cosa (quale altro scandalo) deve ancora succedere per far aprire gli occhi ai suoi elettori? Questa apatia etica dell’Italia profonda è uno scandalo peggiore di quelli emersi dalle ville del Sultano: in qualunque altro Paese civile un simile personaggio non potrebbe rimanere un minuto di più alla guida dell’esecutivo. Ma in che razza di paese viviamo?
    E se la nostra speranza si chiama ormai Gianfranco Fini, questo dice tutto sulla decadenza della Sinistra storica italiana.
    Un desolato saluto dal cittadino spaesato Fulvio Sguerso

  2. Marc ha detto:

    Certo che non tutti gli italiani sono come Papi, anzi.
    La cosa triste è che molti di loro si sentano degli sfigati per non essere come lui, per continuare a seguire un’antico codice etico impresso loro da generazioni di brave persone che li hanno preceduti.

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