Ballata Russa #16

di Giancarlo Castelli

“Benvenuti nel mio blog. Mi piacerebbe diventare vostro amico, socializzare con voi, condividere opinioni. Sono una persona aperta ed estremamente sincera. Spero che apprezzerete queste qualità. Tante belle cose, il vostro Ramzan”. (copertina del blog aperto recentemente sulla piattaforma Zhivoj Zhurnal dal presidente della Cecenia, Ramzan Ahmetovic Kadyrov).

DISTRETTO SHEVCHENKO

L’ultimo caso è quello di Igor Indilo, studente ucraino “entrato vivo nel commissariato Shevchenko di Kiev e uscito morto”. La polizia aveva fornito una prima versione secondo cui il ragazzo aveva sbattuto la testa al muro di sua volontà. Perizie successive avevano riscontrato ematomi profondi causati da colpi ricevuti. La procura di Kiev ha aperto un’inchiesta sulle condizioni di detenzione in quel distretto, già noto per maltrattamenti. Come quelli denunciati da Anastas’ja Rybachenko, giovane militante di Solidarnost’, fermata a Mosca durante una delle consuete manifestazioni del 31 di ogni mese (31 come l’articolo della Costituzione russa sulla libertà d’espressione). Picchiata, insieme a suoi compagni e giornalisti, all’interno del commissariato “Zamoskvorecje”, detenuta oltre i limiti consentiti dalla legge, salvata soltanto dall’intervento del suo avvocato. Prima dell’arrivo del legale, la milizia aveva provveduto a far ripulire a fondo le celle occupate dai fermati e a usare “finalmente, un linguaggio civile e in perfetto russo”. (Avtonom, http://avtonom.org/node/12590; Grani, http://grani.ru/blogs/free/entries/178585.html).

GAGAUZIA UNITA

La Gagauzia, entità territoriale autonoma della Moldova, non ha celebrato il “Giorno dell’occupazione sovietica”, indetto dal presidente moldavo Mikhai Ghimpu per lo scorso 28 giugno. Il “niet” è giunto dal movimento “Gagauzia unita” (che rimanda al potentissimo “Russia unita” di Putin) “perché i gagauzi non accetteranno mai i tentativi di riscrivere la storia”. (Interfax, http://interfax.ru/news.asp?id=143052).

COME LE MOSCHE

Ne è morto un altro: Dmitrij Okkert faceva il giornalista tv ed è stato ritrovato senza vita nel suo appartamento in via Pavel Andreev, a Mosca, con una coltellata al collo. Dalla casa è scomparso il suo laptop. Okkert, 26 anni, lavorava presso la tv satellitare Expert dopo alcune esperienze a RenTv e sul canale nazionale Ntv. (Ria novosti, http://rian.ru/incidents/20100625/250291614.html).

MORAL SUASION

L’Ucraina ci sta provando: convincere l’Italia a desistere dalla partecipazione al progetto per la costruzione del gasdotto “South stream” (joint venture Eni-Gazprom) che porterà il prezioso idrocarburo dalla Russia in Europa, aggirando proprio il territorio ucraino. “Il sistema di trasporto del gas attraverso l’Ucraina è più sicuro e ottimale – ha spiegato il ministro degli Esteri ucraino, Konstantin Grishchenko – il progetto in costruzione dalle compagnie italiana e russa è soltanto un grande spreco di risorse”. L’accordo tra Eni e Gazprom venne firmato nel 2007 e l’azienda italiana accettò la proposta del Cremlino di escludere il territorio ucraino dal percorso del nuovo gasdotto per “punire” l’odiato Yushchenko, presidente “filo-occidentale” dell’Ucraina, sostituito oggi da Janukovich, apparentemente più vicino alla politica di Mosca ma non troppo. (Izvestia, http://www.izvestia.ru/news/news244698).

KADYROV COMMUNITY

Il primo post è stato quello di un anonimo che ha inviato un  “Assalam alejkum” (scritto in cirillico) accompagnato dalla promessa di diventare un suo assiduo frequentatore. Poi, via via lo hanno seguito a decine con la frequenza di uno ogni mezz’ora. Sul blog del presidente della Cecenia, Ramzan Kadyrov, appena aperti i battenti (il 26 giugno), c’è già la fila: chi lo benedice per tutto il bene che ha fatto per la Cecenia, chi gli chiede di intervenire per l’apertura di una nuova moschea, chi lo invoca per fare piazza pulita nella città di Samara per spazzare via le bande criminali “come ha fatto in Cecenia”. Lui ha promesso di rispondere a tutti. Per ora, dai fans sono giunti soltanto elogi sperticati anche se “sankin.nnov.ru” ha provocatoriamente chiesto se siano ammesse domande scomode. (Interfax, http://interfax.ru/news.asp?id=142866, http://ya-kadyrov.livejournal.com/964.html).

EMERGENZA ABITATIVA

Una veterana della Grande Guerra Patriottica si è uccisa il 16 giugno scorso, stanca di aspettare una casa popolare. Nove giorni dopo le è arrivata la lettera di assegnazione dell’alloggio da parte delle autorità locali. Vera Konishcheva, 91 anni, della regione di Omsk, chiedeva una sistemazione più adeguata dei 15 metri quadrati del suo mini-appartamento (28 metri quadrati, secondo la nuova normativa del 2009). (Novaja gazeta, http://www.novayagazeta.ru/news/834559.html).

MOSCA, AFRICA

A Mosca fa molto caldo. Le temperature si avvicinano, nelle ore di punta, ai 35 gradi. Da qualche anno, il clima tropicale in Russia non è più una vera e propria novità. Qualche anno fa la causa di un’eccezionale ondata di calore venne attribuita all’anticiclone del Kazakhstan che fece salire la colonnina di mercurio oltre i 30 gradi. Per sfuggire all’afa, molti si gettarono nelle fontane e morirono annegati. Sono frequenti anche gli arresti cardiaci in persone apparentemente in buona salute e si registra anche un incremento del traffico automobilistico oltre la norma a causa del surriscaldamento dei motori. (Argumenty i fakty, http://www.aif.ru/society/article/35745).

IL NASO DELLA KRUPSKAJA

La scorsa primavera era stata danneggiata la statua di Lenin a Kiev. L’autore, un nazionalista di nome Alexandr Smirnov, era stato arrestato. Per vendicarlo i suoi compagni, il 17 giugno, si sono accaniti contro il monumento di Nadezhda Krupskaja, distruggendone il naso. Lo sfregio nei confronti della compagna del leader della rivoluzione bolscevica è stato motivato con una lettera in cui gli autori denunciano il ruolo censorio della Krupskaja, da lei ricoperto all’epoca della rivoluzione, nei confronti della letteratura occidentale ma anche dei libri di Platone, Kant, Schopenauer e perfino Tolstoj. (Apn, http://www.apn.ru/news/article22938.htm).

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