Automobilista bastardo

Vivo in una metropoli del centro Italia, piena di monumenti, ministeri e auto blu, ma preferisco non svelarne il nome per ragioni di privacy. Non possiedo l’automobile. Il mio mezzo di trasporto è la bicicletta. Ieri la ruota posteriore s’è infilata nella rotaia del tram. Sono volata a terra. Sono stata investita da un taxi che seguiva subito dietro. Danni limitati, alle persone e alle cose.

Mentre cadevo, tuttavia, ho provato a ricapitolare i potenziali rischi di un ciclista per le strade urbane. Il pericolo numero uno è l’automobilista. Ti sta sempre troppo attaccato, ti supera sempre troppo vicino. Anche quando l’ingorgo lo blocca, che tu pensi “questo qui non può andare proprio da nessunissima parte”, fa all’improvviso quell’inutile sobbalzo in avanti o di lato: pochi centimetri sufficienti a tagliarti la strada.

Nella classifica del rischio, subito dopo l’automobilista c’è l’automobilista parcheggiato, quello che trasforma lo sportello in uno schiacciaciclisti. L’automobilista che si appresta ad abbandonare la sua corazza, usa la portiera come arma contundente, l’ultimo colpo di lamiera possibile prima di essere degradato pedone. Il parcheggiato aspetta paziente il tuo arrivo, fingendosi indaffarato in tutta una serie di attività (raccogliere una cosa sul sedile, ripiegare all’interno il retrovisore, bloccare lo sterzo con l’antifurto, sistemarsi i peli del naso nello specchietto…). Poi apre di scatto, senza ovviamente guardare cosa succede fuori, proprio nella precisa frazione di secondo in cui la tua traiettoria non può che concludersi sul rivestimento interno in plastica e moquettina acrilica della sua vettura, tra la maniglia e il finestrino.

C’è poi l’automobilista fumatore, che butta la cenere fuori: la brace seduce il tessuto tecnico della giacchettina da ciclista illudendolo di potersi trasformare in torcia imperitura. E appartengono alla serie fumatore al volante il braccio con la cicca fuori e puntata contro di te, la mano che lancia il mozzicone acceso (sempre verso di te… eddove sennò?), gli occhi che cercano l’accendino e non guardano più a destra, con la sua automobile che ti stringe sempre più verso il marciapiede, verso un lampione o, peggio, verso un’automobilista parcheggiato che aspetta paziente il tuo arrivo fingendosi indaffarato eccetera eccetera.

Mica ci sono solo gli automobilisti. Altre minacce urbane incombono sull’incolumità di un fragile pedalatore urbano. Nell’ordine. L’autista di furgoni tipo Ducato o Fiorino che in qualunque condizione di traffico, di meteo, di umore e di spazio residuo della carreggiata, non scende comunque sotto la velocità minima di crociera imposta dalla categoria in almeno 50 chilometri orari. Il taxista, che lui lavora eccheccazzo ci fa tutta ‘sta gente in giro a rompere i coglioni ci mancavano solo i ciclisti. Il possessore di Smart, rigidamente irrigidito in camicie dall’alto colletto rigido, che poi è proprio il colletto rigido che gli impedisce di guardare a destra e sinistra. Gli Ncc, ovvero i conducenti delle vetture a noleggio, che poverini si devono sbrigare ché devono tornare a fare chiacchiere al posteggio con altri Ncc. I ragazzini sulle minicar e il perché non va nemmeno spiegato. I piloti competitivi, che non sopportano di essere superati da un velocipede e t’inseguono per fartela pagare.

Più rari, ma comunque pericolosi, sono i resti di vetro e plastica lasciati sull’asfalto da un conflitto tra automobilisti, le borchie delle ruote degli automobilisti che si staccano dal cerchione, le scivolose macchie d’olio disseminate per strada dai motori degli automobilisti, le voragini che si aprono nel manto stradale sia a causa del peso dei mezzi degli automobilisti sia a causa di lavori di manutenzione pessimamente eseguiti da altri automobilisti.

Chi è arrivato fin qui può chiedere. Ma che dici? Ma che vuoi? Guarda che hai fatto tutto da sola. E’ solo colpa tua. Hai infilato la rotaia del tram e sei caduta… Sì, è vero. Ma gli automobilisti mi stanno sul cazzo!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Rassegna Stanca e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

33 risposte a Automobilista bastardo

  1. maxmoto ha detto:

    Lascio questo link a titolo informativo per l’uso della immagine. L’argomento non si discosta tanto dal Vostro.

    http://maxmotonet.blogspot.com/2010/12/siamo-tutti-pirati-della-strada.html

  2. Marco ha detto:

    Vivo a Eindhoven, Paesi Bassi, e vi assicuro che il paradiso del ciclista e’ realizzabile in questo mondo. Eindhoven e’ una citta’ industriale (DAF, Philips, ASML) di 210 mila abitanti (area urbana 440 mila, metropolitana 775 mila), con un traffico piuttosto pesante e un clima di m. (neve, pioggia, vento, freddo, etc.), e vi giuro che tutti coloro che ne son fisicamente in grado, in tutta l’area metropolitana, vanno in bicicletta e lo fanno col sorriso sulle labbra. Piste ciclabili da sogno per andare dovunque, spesso a due corsie, con precedenza assoluta su ogni altro mezzo, parcheggi per biciclette giganti e gratuiti dove servono.
    Per molte persone c’e’ un punto di vista diverso, da noi se uno deve fare piu’ di 10 minuti di bici, prende la macchina, qui ho conosciuto allegri sessantenni che son felici di fare 20km in bici per andare a cena fuori, perche’ per loro e’ un piacere e si tengono in forma, e possono anche alzare un po’ il gomito senza rischi per la patente. Evidentemente non corrono il rischio di venire investiti da un camion sulla statale al ritorno.
    Macchine e bici possono convivere in pace, ma c’e’ bisogno che chi costruisce strade e palazzi e progetta le nostre vite ci pensi, invece di soddisfare solo portafogli e basso ventre.

    • lerane ha detto:

      Mi sembra di capire che Eindhoven ha un sindaco che governa la città. In Italia i sindaci sono scomparsi. Riappaiono ogni tanto, come la foca monaca, quando ci sono le elezioni. Poi si nascondono in un luogo segreto insieme agli immobiliaristi e progettano olimpiadi, expo, ponti, tangenziali e nuovi quartieri a 30 minuti (di macchina) dal centro…

  3. peppe ha detto:

    @massimiliano, sarebbe bello dedicare un po’ di tempo a formarsi una idea independente. a forza di pappagallare ste chiacchiere sui dipendenti pubblici, a te, dipendente privato o imprenditore, ruberanno mercato, da vivere a la dignita’ come successo con gli operai e pensionati. chi compra i tuoi prodotti?

    vedi perche’ ti mancano i basilari, perche’ in italia ci sono migliaia di produttori di bici, e siamo un dei paesi all’avanguardia. una politica seria promuoverebbe la mobilita’ su bici invece di quella su gomma, visto che ormai ne produciamo poche, molto poche, una percentuale minima sul consumo italiano comparato a quello delle altre nazioni europee.

    vedo infatti che bevi il luogo comune che i mezzi pubblici sostituiscono la bici, e che nelle citta’ italiane non si puo’ andare in bici.

    e’ falsa la prima, perche’ e’ proprio nelle citta’ dove i servizi sono migliori che si va in bici. Se viaggiassi un po’, ma senza andare al club med, noteresti che amsterdam e londra dove i mezzi pubbici sono eccezionali la gente va in bici molto piu’ che a roma.

    tolte le grandi citta’, tipo roma e napoli in quasi tutte le citta’, e soprattutto nel civilissimo nord si puo’ tranquillamente vivere in bici. adesso tu massimiliano (scuso se ti prendo come esempio della rozzezza italiana) dirai che al nord piove. ma berlino si va in bici con la neve ed a londra praticamente con tutti i climi. quindi il clima non c’entra.

    ma in realta’ nelle piccole citt’a e nei paesini si va in bici ed anche molto, vedi vicenza. vedi spesso anziani nei paesini di tutta italia andare in bici. la rozzezza alla massimiliano (scusa ancora), porta molti a dire che chi va in bici e’ uno sfigato. forse se facessero una corsetta o un giro in bici, il cervello riceverebbe piu’ ossigeno, e anche se l’opinione non cambia il processo sarebbe piu’ produttivo. e’ vero ci sono molti sfigati in bici, estatamnete quanit ce ne sono in macchina, in bus, ed un po’ meno di quelli in SUV (a meno che si viva in montagna)

    pero’ cara rana, ti diro’ che non mi stanno sulle palle gli automobilisti (nella citta’ dove vivo), i taxi fanno un po’ paura perche’ vengono vicino, ma di solito sono i guidatori migliori. I furgoni bianchi sono sempre un problema.

    quelli piu’ pericolosi son i ciclisti senza luci e senza giallo, che vanno in bici con le cuffie, capelli al vento e niente rosso, magari con le borse attaccate al parafanghi posteriore. che vanno in bici su strade con macchine, ciclisti e tir, come se avessero 5 anni e stessero imparando ad andare in bici nel giardino di casa.

  4. fede ha detto:

    …grande dimenticanza: i motociclisti..non so tu, ma io odio molto piu i motociclisti che gli automobilisti..
    per prima cosa, pensano di essere “ecologisti”, sai..loro non prendono la macchina!!ma hanno il terribile vizietto di sgasare ogni volta che si trovano ad un semaforo o in coda..manco fossero al via di una corsa!!e poi, non so se l’avete notato, ma passando gli anni, le moto e i motorini hanno tubi di scaappamento sempre piu grossi e alti che puntano incondizionalmente diretti diretti alla faccia (e quindi a bocca, naso e polmoni) dei malcapitati ciclisti che nn hanno trovato una pista ciclabile e che quindi si sono trovati imbottigliati nel loro stesso traffico…

  5. klochov ha detto:

    Ti sei scordata quelli che escono dal parcheggio in retromarcia senza guardare: una volta – in bici – ce l’ho fatta a evitare una signora che usciva sparata come niente fosse. E’ stato un successo perché ho sollevato il boato di paura di quelli che stavano aspettando l’autobus! 🙂

    Per onestà, tuttavia, devo dire che ho avuto anche esperienze da automobilista con ciclisti completamente irresponsabili: tipo gente vestita con cappotti scuri, in giro senza fari o catarifrangenti, di notte su strade extraurbane (e lì uno potrebbe pensare al tentativo di suicidio, ma era troppo frequente…)

    In un periodo in cui lavoravo fuori città (toscana) trovavo sempre dei ciclisti che pedalavano beati (alcuni pure anziani o con bambini) in un raccordo tra la città e la superstrada per raggiungere più velocemente un parco in zona: la cosa che mi irritava è che era uno dei rari casi in cui c’era anche la pista ciclabile protetta: malmessa, ma praticabile e sicuramente meno rischiosa! Erano il mio incubo…

    Adesso vivo in una metropoli non proprio benevola con i ciclisti, ma ha mezzi pubblici eccellenti e io non ho più l’auto. 😉

  6. gustavo de Mari ha detto:

    abito a Napoli,città scarsamente praticabile in bicicletta a causa delle notevoli variazioni altimetriche da0 a 600mt sul mare.Abitando in centro ho da anni rinunciato all’auto,se mi serve per uscire di città la noleggio,o in urgenza uso il taxi,questo regime risulta più economico,ma sopratutto libera da sproporzionate spese fisse e da noiose e onerose incombenze assistenziali nei confronti dell’auto.Da pedone dico che mi son convinto che la conoscenza del codice della strada e della segnaletica stradale ,per automobilisti,motociclisti è un inutile optional,basta vedere l’uso smodato del telefonino mentre si guida…basterebbe sanzionare tale operazione con sospensione della patente per tempi lunghissimi..Ma anche questa materia per i nostri governanti è strumento di ricerca di facile consenso elettorale,come tutto !!!I problemi non sono la sicurezza per tutti,automobilisti,pedoni,ciclisti,motociclisti,i cittadini in senso lato,ma elevare i limiti di velocità,o quant’altro possa colpire la fantasia del motorizzato fanatico o sprovveduto…

  7. snnakete ha detto:

    Io abito a Milano, sono motociclista, ciclista e automobilista (solo se necessario) in quest’ordine.
    Quando sono in moto, tendo a rispettare tutti, quando sono in macchina idem (a parte i SUVvari, ma questo è un altro discorso), quando sono in bici invece, non posso rispettare nessuno, tranne i pedoni, perché nessuno mi calcola, e quindi mi devo per forza di cose guadagnare la strada su cui passo. Ho una bici veloce, e non credo di esagerare dicendo che, nel traffico cittadino, riesco a rimanere al passo con la maggior parte delle auto. Eppure sembra quasi che io lì ci sono per sbaglio. Leggo alcuni commenti in cui si dice che i ciclisti fanno ca$$ate, che passano col rosso, che vanno dove non dovrebbero, che pelano le auto a sinistra quando dovrebbero stare a destra. Lasciando perdere il discorso delle piste ciclabili, che tanto non fanno e non faranno mai, io continuerò ad andare in strada, a farmi un rosso se all’incrocio non passa nessuno, a mandare a quel paese il tizio che mi supera per arrivare prima al semaforo quando poteva lasciarmi sfilare, perché io ho lo stesso diritto del subumano tamarro sull’audi appena comprata di girare per strada, perché ho un mezzo che mi da’ un indubbio vantaggio di mobilità, e perché di gente che fuma e parla al telefonino è pieno anche in macchina, quindi per cortesia cerchiamo di essere obiettivi evitando tifoserie.
    Non dovrebbe essere così, la bici dovrebbe esserre un piacere… qui purtroppo è una lotta.
    Ciao

    • lerane ha detto:

      Non fa una grinza!

    • Ale ha detto:

      Anch’io sono ciclista, e non dicevo di tutti ma di quelli gironzolano in modo spericolato. Se passi col rosso, accetti il rischio che chi passa col verde rischia di metterti sotto.

      • Snakkete ha detto:

        Assolutamente lo accetto il rischio. Ma è ovvio e sottointeso (ma lo avrai capito) che è un rischio calcolato.
        Semplicemente mi irritano quelli che, per partito preso, dicono: “prima di dare addosso all’automobilista guarda la tua categoria”. Troppo facile fare così, molto più difficile ammettere che una volta che sei seduto in una macchina che ha i suoi bei cavalli e per la quale hai speso metà della tuo reddito decennale, ti girino le scatole ad andare a 12 all’ora e vedere la gente in bici che ti spernacchia!!! 😀

        ciao

  8. lucanemi ha detto:

    Io sono un automobilista. A volte sogno di diventare un ciclista, ma poi mi manca il fegato per farlo. Anch’io vivo in una grande metropoli; neanch’io cito il nome, per motivi di privacy. Dirò solo che é un nome di quattro lettere, che inizia per R e finisce per A.

    Qualche mese fa, dalle parti del Vittoriano, c’erano dei ciclisti che distribuivano volantini. Lì vicino, una ciclista era stata investita e uccisa. I volantini chiedevano agli automobilisti di andare piano, almeno in quel tratto. Per qualche giorno, l’ho fatto. Ma poi ho ripreso a correre.

    Io non odio i ciclisti. Anzi, li ammiro. Evito accuratamente di sfiorarli con la mia auto, quando li supero. Ma non ho il fegato per diventare uno di loro.

    • lerane ha detto:

      Buongiorno Lucanemi, non voglio provare a convincerti a girare in bici, non credo proprio che ci riuscirei. Voglio solo dirti che mi piace quello che hai scritto. Grazie

  9. Ale ha detto:

    Sono d’accordo su tutto quello che hai scritto.
    Aggiungo che certe volte, però, e parlo da ciclista, ce n’è qualcuno che si scorda di percorrere una zona dove passano le automobili, e invece di accostarsi il più possibile sulla destra se ne vanno allegramente al centro della corsia (ovviamente nelle strade strette e tutte curve dove è più rischioso sorpassare, come le statali)!
    Altro problema sono i motorini, che hanno la bella abitudine di fare slalom tra le automobili come se nulla fosse (a volte ai semafori a Roma, quando scatta il verde, me li vedo sbucare da ogni parte!!!)
    In sintesi: TUTTI dovrebbero fare più attenzione (io per primo, che una volta ho centrato un ciclista mentre uscivo dalla macchina).
    P.S. Il post di Massimiliano è tremendo, cancellalo per cortesia.

  10. Massimiliano ha detto:

    Altrettanto non si può dire di te ,lerane: ho evitato accuratamente le tue discussioni per un certo tempo ma ti ritrovo ancora + fuori dalla realtà di prima. Come mai ciò ? Un simile disordine cerebrale può essere causato da una cattiva alimentazione e di conseguenza, dall’intestino sporco al limite del prolasso.
    Sarebbe bello se tutti andassero in bici oppure molto + semplicemente potessero contare su una presenza costante (e puntuale) dei mezzi pubblici. Ma ahimè qui in italia, grazie a tanti dipendenti pubblici che scioperano al primo stormir di fronde , nn si può rischiare di arrivare tardi al lavoro, soprattutto se di privato si tratta.
    A proposito toglimi una curiosità, tu caro lerane di cosa campi ? Non dirmi che vivi dell’attività di moderatore e basta.

    • lerane ha detto:

      Rispondo alla tua ultima domanda, lecita e interessante. Campo facendo il Presidente del Consiglio della Repubblica italiana. Certo sono molto impegnato (e Noemi, e parla con gli avvocati, e caccia i giornalisti scomodi e promuovi i giornalisti comodi, e tieni a mente con precision se questa settimana il consenso è al 71,3% o al 71,4%, e telefona a Ballarò, e fai Obbaaaama a Obama e cucù alla Merkel…). Poi nel poco tempo libero che mi rimane curo questo blog e chiacchiero con te.
      Ciao

  11. er nasone de roma ha detto:

    Da qualche giorno a roma c’è un nuovo pericolo per il ciclista…. inquietante, progettato e realizzato proprio per lui! Esattamente nel mezzo di un nuovo tratto di pista ciclabile (evviva direte!) c’è un maxi cartellone posizionato di taglio in modo che il ciclista, sicuro sulla sua bella pista nuova, non lo vede neanche e si trova abbracciato al primo palo. Che abbiano trovato il sistema per togliersi dalle palle quei noiosi pedalatori??

  12. pedrop61 ha detto:

    bisognerebbe non doverci più dover andare per le strade con la fretta sempre alla ricerca d un posto dove arrivare. bisognerebbe finalmente cominciarsi a godere anche la strada, quell’inutile intermezz, che poi è una metafora del vivere Invece siamo presi a cercare di arrivare sempre da qualche parte. Ma non è colpa degli automobilisti o dei ducato o della strada e neppure del logorio della vita moderna, quelli sono solo sintomi.

    • lerane ha detto:

      🙂 non c’entra niente, ma mi hai fato venire in mente Alice nel Paese delle meraviglie che, davanti a un bivio, domana a Stregatto: Volevo soltanto chiederle che direzione devo prendere. E Stregatto: Tutto dipende da dove vuoi andare…

  13. Francesco ha detto:

    Non tutte le colpe sono degli automobilisti. Ho visto degli emeriti c…..ni in bici. Uno passare col rosso e finire sotto il tram, persua fortuna è rimasto illeso. Molti altri fare cose da ucciderli.
    Ti consiglio di comprarti un’auto e vedere come si stà dall’altra parte. Tutti prima o poi fanno delle vaccate, qualsiasi cosa guidino, chi è senza peccato scagli la prima pietra. 🙂

    • lerane ha detto:

      Francesco parole sante. L’ultima auto l’ho venduta due anni fa e da allora ho deciso di non ricomprarla. Ho la fortuna del car sharing vicino casa e quando proprio serve autonoleggio e taxi. In questo modo in un anno spende tra i 1600 e i 2000 euro l’anno tutto compreso, non m’arrabbio per il parcheggio o perché trovo la corrozzeria sgraffiata (prima, solo per l’assicurazione, pagavo 1640 euro l’anno).

      P.S. Numeri: in Italia muiono ogni anno in incidenti stradali circa 6000 persone, il 75% nelle aree urbane (4500 persone). Se una città si spostasse in bici, i ciclisti a 20 all’ora potrebbero fare tutte le vaccate possibili producendo, salvo rari casi, solo graffi e piccoli traumi.

  14. abarthur ha detto:

    Nel Belpaese dove quando cadi, ti bypassano senza neppure chiedere ” Come sta?Chiamo un’ambulanza?”, nulla più mi meraviglia. Vivo in una grande città del nord,purtroppo dove l’indifferenza è feroce e dove regna la legge “Mors tua vita mea”.Auguri Anna

  15. laranocchia ha detto:

    Come ti capisco! Io vivo in un capoluogo del nord, che ha dato i natali alla lega (sigh), del quale non faccio il nome per ragioni di privacy. Ho venduto la bici 2 anni fa, e giro solo a piedi perché ho deciso di NON tentare il suicidio. Questa città ha solo 80000 abitanti, ma circa 8.000.000 di automobili. Qui gli automobilisti si sono messi d’accordo, viaggiano esclusivamente uno per macchina (uno per SUV), escono di casa tutti insieme al mattino e non rientrano che a notte fonda, arrivano dalle province limitrofe, dalla vicina Svizzera e, come nel migliore dei complotti, si riversano tutti contemporaneamente nelle strette strade (rigorosamente a senso unico) del centro. Poi nelle zone pedonali, a centinaia con i loro falsi tagliandi di autorizzazione, come se fossero sul circuito di Monza, ti montano sui piedi – tu gli dici “guardi che è zona pedonale” loro ti ringhiano contro mostrando i denti, la cravatta verde e la tessera del pidielle – quindi ti rimontano sui piedi facendo marcia indietro (che adesso con le infradito fa un male boia).
    Scusa lo sfogo ma ho appena incrociato un deficiente sul SUV che, prima ha fatto inversione a U in pieno centro infilandosi nella corsia degli autobus e poi è passato col rosso.
    E gli automobilisti (specie quelli col SUV) mi stanno molto sul cazzo!

    • lerane ha detto:

      Grossolanamente si può dire che la velocità garantita dalle automobili a mandato in pensione le carrozze a cavalli. Ma ora che auto sempre più grosse sono sempre più immobili percfhé non se ne vanno in pensione pure loro?

    • giov-gianni ha detto:

      Nel mio capoluogo, per circolare irregolarmente nelle zone pedonali, non esibiscono il cartellino posticcio: si limitano semplicemente a circolare irregolarmente. La cosa interessante è che nella zona pedonale che attraverso tornando dal lavoro è sita la polizia municipale che della faccenda altamente se ne sbatte. Nel mio capoluogo la gente prima va contromano, poi prende la strada riservata agli autobus, poi attraversa un incrocio dove chi proviene dall’altra parte potrebbe non aspettarsi che un automibilista ti viene in faccia. La cosa interessante è che quando ciò avviene sotto l’occhio del vigile: l’automobilista si limita a contenere la velocità entro i cinquanta chilometri orari e prosegue indisturbato. Nel frattempo, il vigile rompe le palle a uno che ha parcheggiato in doppia fila e che sta aiutando la madre invalida a scendere. L’automobilista fa notare che il parcheggio riservato agli accompagnatori di invalidi è abusivamente occupato da uno che non ha il cartellino e che quindi non sa come fare per far scendere la madre. Il vigile si limita a chiedere scusa, ma ovviamente non fa la multa al tipo che ha parcheggiato abusivamente. Potrei continuare, ma preferisco evitare ché sto già un po’ depresso per le troppe cose che non funzionano in questo mondo e in questo paese in particolare

  16. fatsound ha detto:

    hai fatto tutto da sola e soprattutto se hai infilato una ruota in una rotaia al 99% stavi su una corsia preferenziale dove non credo tu possa passare.
    E quando passi col rosso?
    E quando andate contromano?
    E quando fumate mentre guidate? compresi quelli co lo scooter o moto o altro……
    Mi spiace per te, ma prima di parlare a volte è meglio seguire un codice….magari quello della strada!

    • lerane ha detto:

      Fatsound buondì. Ero al 100% su una corsia preferenziale. C’è la nota minaccia della rotaia, ma è meno pericolosa della corsia a fianco.

  17. ari ha detto:

    Io sono un’automobilista. E ho paura dei ciclisti. se un ciclista è davanti a me, in mezzo alla strada, io rallento e mi ci metto pazientemente dietro. se lo supero, ho il terrore di prendere una buca, sbandare, addormentarmi improvvisamente, fare qualcosa di sbagliato, urtarlo, farlo cadere, fargli male. È per questo che i ciclisti mi stanno sulle palle. Lo dico in senso bonario, sia chiaro: in realtà è tutta invidia. Non sono una ciclista, non vado in bici perché, come te, avrei paura degli automobilisti. E poi ci rifletto un po’ meglio, e scopro che in realtà non sono i ciclisti che mi stanno sulle palle: sono i decisori (politici) miopi e vecchi che invece di promuovere le piste ciclabili costruiscono parcheggi per auto sempre più grossi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...