Ballata Russa (numero 13)

di Giancarlo Castelli

Tribunale del popolo: Cancelliere: “Compagni, silenzio, entra la Corte”. Presidente: “Introducete l’imputato”. Accusatore: “L’imputato ha confessato. Propongo sia interrogato”. Presidente: “Compagno imputato, perché hai commesso questo reato? In cosa abbiamo sbagliato?”. (Vladimir Vladimirovic Majakovskij).

IL BOMBAROLO / Una granata è esplosa in un negozio di Kuban’, nella regione di Krasnodar, uccidendo una donna che si trovava all’interno mentre un’altra è rimasta ferita gravemente. A fare esplodere l’ordigno è stato un cinquantenne uomo d’affari che è stato arrestato. L’uomo rischia fino a 20 anni di carcere. (Izvestia).

VANGA / Almeno su una cosa ci ha preso: la morte del presidente polacco, Lech Kaczynski, sarebbe stata vaticinata dalla celebre veggente bulgara Vanga che, secondo i suoi adepti, avrebbe predetto l’attentato alle Torri gemelle di New York e la fine dell’Urss.
In realtà, sulla tragedia di Smolensk, in cui perì Kaczynski in un incidente aereo, ci sarebbe stata qualche approssimazione: sarebbe dovuta accadere nel 2008 con la morte in contemporanea di quattro presidenti, Yuschchenko (Ucraina), Adamkus (Lituania), Il’ves (Estonia) e, appunto, Kaczynski.
I quattro, quel 12 agosto del 2008, stavano andando in Georgia per sostenere il presidente Saakashvili, subito dopo il conflitto con la Russia. Il pilota polacco alla guida dell’aereo, che sapeva del vaticinio di Vanga, compì un atterraggio di fortuna a Baku, in Azerbaidjan da dove i quattro leader proseguirono in auto. (Gorodskye vesti).

GRANDE SANTA GUERRA PATRIOTTICA / La Chiesa ortodossa russa chiamò i fedeli, nel 1941, a sollevarsi a fianco dell’Armata rossa per sconfiggere il fascismo e il nazismo. Anzi, le parrocchie raccolsero perfino denaro per centinaia di milioni di rubli da destinare alla costruzione di armi. Il metropolita di Mosca, Sergij, definì Hitler “nemico di Cristo” che “vuole annientare il cristianesimo, la libertà di coscienza e la fede” e per questo “l’umanità progredita ha chiamato alla Guerra santa per la civiltà cristiana”. Anche l’allora imam di Tashkent, Zijatudin Ishan Babakhanov incitò i suoi alla mobilitazione con la lettera “Il fascismo è il nemico dei fedeli musulmani” mentre già nel 1936 il muftì di Ufa, Gabdrakhman Rasulev aveva pubblicato un articolo dal titolo “La partecipazione della comunità musulmana alla lotta dei popoli dell’Urss contro la Germania hitleriana”. (Nezavisimaja gazeta).

IL POLIZIOTTO FURBO / Ha presidiato un appartamento sin dai primi anni 90 per acciuffare un assassino e oggi, in forza di una norma del codice civile sulla proprietà, ha chiesto a un tribunale di S.Pietroburgo di riconoscergli il diritto all’assegnazione. Il protagonista della vicenda è un poliziotto, Andrej Rughin, che stava indagando sulla morte del proprietario dell’appartamento. Per questo si era insediato, pronto all’agguato, all’interno della casa. Gli autori dell’omicidio, però, erano stati acciuffati in un altro luogo.
Rughin si è rivolto al giudice, forte della legge secondo cui se una proprietà è abbandonata per più di 15 anni, passa nelle mani di chi in quegli anni ne ha usufruito. (Moskovskij komsomolets).

O LO SCIOPERO O DELLA FAME / Un gruppo di operai della cittadina di Rubtsovsk, nella regione dell’Altay, è in sciopero della fame per sollecitare il pagamento degli stipendi. La protesta, però, si svolge in una strada al centro della città, con cartelli e striscioni, e questo ha indotto un magistrato locale a vietare l’iniziativa.
“Il procuratore ha ritenuto che o si fa il presidio o lo sciopero della fame”, ha raccontato il deputato comunista Sergej Jurchenko che sostiene i lavoratori. Jurchenko ha lanciato anche l’allarme contro eventuali provocazioni da parte della polizia locale che potrebbe usare il trucchetto del rinvenimento di sostanze stupefacenti tra gli scioperanti per impedire la protesta. (Novaja gazeta).

BALLATA DELLA MAFIA / A Marsiglia, in Francia, un commando ha ammazzato a colpi d’arma da fuoco Vladimir Dzhanashija, un “ladro nella legge” (come vengono chiamati in Russia i mafiosi), che viveva pluriscortato e blindato in un’anonimo appartamento proprio per paura di essere ucciso. Dzhanashija era, infatti, considerato un alto esponente della cosca che lo scorso anno aveva fatto ammazzare a Mosca il “padrino” della mafia russa, Vjacheslav Ivan’kov detto “il giapponese” (ai cui funerali pubblici parteciparono commossi a migliaia). L’esecuzione avvenne all’uscita dal ristorante “L’elefante thailandese” per opera di un killer assoldato dal boss Tariel Oniani detto Tariko. All’organizzazione dell’omicidio avevano partecipato Merab Dzhangbeladze detto Merab “il sukhumese” (da Sukhumi, capitale dell’Abkhazia), oltre a Dzhanashija.
Al centro della faida c’è l’eredità del patrimonio finanziario mafioso, detto “obshchak”, rimasta vacante dopo l’arresto in Spagna del superboss Zakharij Kalashov. A contendersi il prezioso privilegio si erano schierati, da una parte, i fratelli Lasha e Kakhaber Shushanashvili insieme ad Aslan Usojan detto Nonno Hassan e lo stesso “Giapponese” e dall’altra Tariko, il sukhumese e lo stesso Dzhanashija. Il “sukhumese” nega, però, qualsiasi responsabilità nell’omicidio del “giapponese” perché uccidere un “ladro nella legge” vìola qualsiasi deontologia criminale. (Rosbalt).

IL PARTIGIANO CONDANNATO / E’ stato condannato anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, Vassilij Kononov, il partigiano sovietico che ha già scontato una pena di due anni comminata da una corte della Lettonia per crimini di guerra. L’accusa al comandante, oggi 87enne, è quella di aver fatto fucilare nove cittadini lettoni inermi nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale. Kononov ha sempre sostenuto che quei cittadini erano collaborazionisti dell’esercito nazista e che avevano contribuito all’uccisione di un commando partigiano in un’imboscata. Dopo la condanna del giudice lettone i suoi avvocati si erano rivolti alla Corte di Strasburgo che aveva annullato la sentenza. Verdetto oggi ribaltato in appello dopo la richiesta delle autorità di Riga. Proteste a Mosca, sotto l’ambasciata della Lettonia, sono state organizzate dalla “Giovane guardia”, movimento legato al partito di Putin “Edinaja Rossija”. (Interfax).

BOLLETTINO NERO / Petrozavodsk, primavera 2010: neonazisti accoltellano un giovane su un autobus perché “antifascista”.
Rostov-na-Donu, 16 maggio: ultras della squadra di calcio “Zenit” assaltano un giornalista di Russia Today, gridando slogan nazisti e antisemiti. L’uomo è stato ricoverato per trauma cranico.
Mosca, 5 maggio: aggrediti un cittadino tagiko e uno mongolo da un gruppo di giovani. Il tagiko morirà giorni dopo per le ferite subite. Arrestati gli assassini, tutti lettori appassionati di pubblicazioni naziste.

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