Ballata Russa (e Novamag sulle Rane)

Questo articolo di Giancarlo Castelli, uno che è molto attento e curioso di quel che succede nell’ex Unione Sovietica – e che a differenza di tanti conosce la lingua russa – inaugura il passaggio di alcune rubriche di una rivista online che non c’è più, Novamag.it, a Rassegna Stanca, al blog delle Rane, che invece sono vive più che mai e lottano con noi.
Perché abbiamo chiuso Novamag non è poi così importante (se volete, lo leggete qui). Però, ci siamo detti che poteva essere una buona idea unire gli sforzi per rendere ancora più interessante e partecipata la “Rassegna Stanca” – che anche Novamag ha distribuito online nel corso dell’ultimo anno e mezzo.
Dunque, oltre a
Ballata Russa, troverete qui Le Quartine del Lunedì, di Roberto Bonzi, una cronaca in rima dei principali fatti della settimana. E anche le strisce di Xkcd, il webcomic di Randall Munroe che Novamag traduceva in italiano.
Infine, di tanto in tanto troverete anche qualche nostra “firma” – o ” firmino”… – a gracchiare sulle Rane di argomenti diversi e una tantum.
Saluti dallo stagno.

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Io porto di mia voglia spettinata la testa, lume a petrolio sopra le mie spalle. Mi piace nella tenebra schiarire lo spoglio autunno delle anime vostre; e piace a me che mi volino contro i sassi dell’ingiuria, grandine di eruttante temporale. Solo più forte stringo tra le mani l’ondulata mia bolla dei capelli”. (“Confessioni di un teppista”, Sergej Esenin).

IL NAZISTA SCHIZOFRENICO / E’ cominciato il 21 aprile scorso, presso la Corte suprema di Mosca, il processo contro 13 componenti del gruppo neonazista “Associazione nazional-socialista”, accusati di ben 27 omicidi e un numero imprecisato di agguati e ferimenti. Tra i loro “credits”, oltre ad aver aggredito chiunque non avesse sembianze slave, l’aver ucciso un giovane antifascista, aver organizzato un attentato alla stazione elettrica della regione Sergijevo-Pasadskij, arruolato nelle loro fila un americano neonazista che si batte per la secessione del Texas, sezionato con martello e scalpello un camerata traditore e poi averlo filmato e pubblicato sul web, resistito per ore all’arresto dopo aver ferito agenti dei servizi segreti che avevano assediato il “covo”, avere a capo tale Maxim Bazylev detto Adolf, gran consumatore di antibiotici e schizofrenico. (rossijskaja gazeta).

LA SFILATA AL CIMITERO / Il 9 maggio i veterani lituani della II guerra mondiale (la Grande guerra patriottica) potranno celebrare il 65esimo anniversario confinati nel cimitero di Antakal’nisskij, nella capitale Vil’nius. La decisione non è definitiva ma sul corteo, indetto dall’Unione dei russi di Lituania, pende la decisione prevista il 5 maggio del sindaco Vilijus Navitskas, che prima aveva concesso l’autorizzazione per sfilare in centro città e poi ci ha ripensato. (gazeta.ru).

LIQUIDAZIONE / Una rissa è scoppiata alcuni giorni fa in piazza Pushkin a Mosca tra cinque operai kirghizi e un imprenditore edile per il quale avevano lavorato. Non è chiara l’origine della disputa che, iniziata con una discussione, è sfociata in una rissa violenta. L’imprenditore ha tirato fuori una pistola elettrica e ha ferito due operai. L’uomo è stato arrestato. (lenta.ru).

RJAZAN VIOLENTA / Due giornalisti sono stati picchiati a Rjazan, nei pressi della stazione ferroviaria, da alcuni poliziotti che li hanno anche derubati. Elena Khjazhskaja, caporedattrice di “Extra-Shans” e suo marito Jurij Manov, dopo essere stati colpiti in mezzo alla strada, sono stati trascinati dai poliziotti in commissariato, picchiati ancora con pugni e calci fino allo svenimento. Dopo essere stati risvegliati con una secchiata d’acqua, la donna è stata ancora colpita ad un orecchio e legata al termosifone per aver chiesto di andare alla toilette. Gli agenti sono indagati. (novaya gazeta).

LORO L’AVEVANO DETTO / La morte del presidente polacco Lech Kaczynski, avvenuta il 10 aprile scorso a Smolensk per un incidente aereo dopo la visita russo-polacca alla “fossa” di Katyn, era stata preannunciata un mese prima dalla tv georgiana “Imedi”. Secondo il canale di Tbilisi, la tragedia sarebbe opera di un attentato dei servizi segreti russi. La similitudine con la località dove furono uccisi migliaia di militari polacchi non finisce qui: nel 1943 il primo ministro polacco in esilio, Wladislaw Sikorski, morì in un incidente aereo a Gibilterra dopo aver accusato Stalin dell’eccidio di Katyn (kavkazcenter.com).

OLIMPIADE ANTINAZISTA/ Sarà eretta a Sochi una copia della statua del soldato di bronzo, il cui originale si trova in una piazza di Tallinn, in Estonia, per la cui rimozione decisa alcuni anni fa dal governo estone, scoppiarono tafferugli fra russi e polizia locale e ci fu anche un morto. Il monumento, che ricorda la vittoria dell’Armata rossa sul nazismo, “farà contenti tanti veterani di Sochi”, ha detto il sindaco Anatolij Pakhomov. La cittadina termale sul mar Nero ospiterà, nel 2014, le olimpiadi invernali. (interfax).

IL SECCHIO AZZURRO / Al grido (silenzioso) di “Vietato vietare”, alcuni manifestanti hanno sfilato il 1 maggio a Mosca contro le limitazioni di legge sul diritto di scendere in piazza. Alcune decine di attivisti, tutti con un secchio azzurro sulla testa (qualcuno si è limitato a legarsi in capo un bicchierino dello stesso colore), con cartelli e striscioni ma senza gridare alcuno slogan, sono apparsi per qualche minuto tra la Nuova Arbat e il bulvar Novinskij prima di essere caricati sui furgoni della polizia e portati in commissariato. (ekho moskvy).

BOLLETTINO NERO
Indagato per l’omicidio di un giovane coreano  il priore del tempio Voznesenskij.
Nella città di Omsk è stata vietata la pubblicazione di un libro, intitolato “Il Vangelo secondo Ponzio Pilato” per i suoi contenuti considerati estremisti.
Il 18 aprile scorso a S.Pietroburgo i partecipanti a un flash-mob sono stati attaccati con petardi da alcuni naziskin che li avevano scambiati per gay.
Arrestato a Mosca un uomo di 38 anni con l’accusa di aver ucciso un giovane della Calmucchia che l’aveva aggredito e ingiuriato perché gay.
Nel solo mese di aprile sono già tre i morti in Russia per motivi razzisti o xenofobi. 27 i feriti. Gli omicidi sono avvenuti a Mosca, Orel e Nizhnij Novgorod.
Il famigerato gruppo neonazista Slavjanskij Soyuz, uno dei più organizzati e autore di diversi assalti di stampo razzista, è stato dichiarato fuorilegge dal tribunale cittadino di Mosca.
(Sova-center)

“Io porto di mia voglia spettinata la testa, lume a petrolio sopra le mie spalle. Mi piace nella tenebra schiarire lo spoglio autunno delle anime vostre; e piace a me che mi volino contro i sassi dell’ingiuria, grandine di eruttante temporale. Solo più forte stringo tra le mani l’ondulata mia bolla dei capelli”. (“Confessioni di un teppista”, Sergej Esenin).

IL NAZISTA SCHIZOFRENICO

E’ cominciato il 21 aprile scorso, presso la Corte suprema di Mosca, il processo contro 13 componenti del gruppo neonazista “Associazione nazional-socialista”, accusati di ben 27 omicidi e un numero imprecisato di agguati e ferimenti. Tra i loro “credits”, oltre ad aver aggredito chiunque non avesse sembianze slave, l’aver ucciso un giovane antifascista, aver organizzato un attentato alla stazione elettrica della regione Sergijevo-Pasadskij, arruolato nelle loro fila un americano neonazista che si batte per la secessione del Texas, sezionato con martello e scalpello un camerata traditore e poi averlo filmato e pubblicato sul web, resistito per ore all’arresto dopo aver ferito agenti dei servizi segreti che avevano assediato il “covo”, avere a capo tale Maxim Bazylev detto Adolf, gran consumatore di antibiotici e schizofrenico. (rossijskaja gazeta, www.rg.ru).

LA SFILATA AL CIMITERO

Il 9 maggio i veterani lituani della II guerra mondiale (la Grande guerra patriottica) potranno celebrare il 65esimo anniversario confinati nel cimitero di Antakal’nisskij, nella capitale Vil’nius. La decisione non è definitiva ma sul corteo, indetto dall’Unione dei russi di Lituania, pende la decisione prevista il 5 maggio del sindaco Vilijus Navitskas, che prima aveva concesso l’autorizzazione per sfilare in centro città e poi ci ha ripensato. (www.gazeta.ru).

LIQUIDAZIONE

Una rissa è scoppiata alcuni giorni fa in piazza Pushkin tra cinque operai kirghizi e un imprenditore edile per il quale avevano lavorato. Non è chiara l’origine della disputa che, iniziata con una discussione, è sfociata in una rissa violenta. L’imprenditore ha tirato fuori una pistola elettrica e ha ferito due operai. L’uomo è stato arrestato. (www.lenta.ru).

RJAZAN VIOLENTA

Due giornalisti sono stati picchiati a Rjazan, nei pressi della stazione ferroviaria, da alcuni poliziotti che li hanno anche derubati. Elena Khjazhskaja, caporedattrice di “Extra-Shans” e suo marito Jurij Manov, dopo essere stati colpiti in mezzo alla strada, sono stati trascinati dai poliziotti in commissariato, picchiati ancora con pugni e calci fino allo svenimento. Dopo essere stati risvegliati con una secchiata d’acqua, la donna è stata ancora colpita ad un orecchio e legata al termosifone per aver chiesto di andare alla toilette. Gli agenti sono indagati. (www.novayagazeta.ru).

LORO L’AVEVANO DETTO

La morte del presidente polacco Lech Kaczynski, avvenuta il 10 aprile scorso a Smolensk per un incidente aereo dopo la visita russo-polacca alla “fossa” di Katyn, era stata preannunciata un mese prima dalla tv georgiana “Imedi”. Secondo il canale di Tbilisi, la tragedia sarebbe opera di un attentato dei servizi segreti russi. La similitudine con la località dove furono uccisi migliaia di militari polacchi non finisce qui: nel 1943 il primo ministro polacco in esilio, Wladislaw Sikorski, morì in un incidente aereo a Gibilterra dopo aver accusato Stalin dell’eccidio di Katyn. (www.kavkazcenter.com).

OLIMPIADE ANTINAZISTA

Sarà eretta a Sochi una copia della statua del soldato di bronzo, il cui originale si trova in una piazza di Tallinn, in Estonia, per la cui rimozione decisa alcuni anni fa dal governo estone, scoppiarono tafferugli fra russi e polizia locale e ci fu anche un morto. Il monumento, che ricorda la vittoria dell’Armata rossa sul nazismo, “farà contenti tanti veterani di Sochi”, ha detto il sindaco Anatolij Pakhomov. La cittadina termale sul mar Nero ospiterà, nel 2014, le olimpiadi invernali. (www.interfax.ru).

IL SECCHIO AZZURRO

Al grido (silenzioso) di “Vietato vietare” alcuni manifestanti hanno sfilato il 1 maggio a Mosca contro le limitazioni di legge sul diritto di scendere in piazza. Alcune decine di attivisti, tutti con un secchio azzurro sulla testa (qualcuno si è limitato a legarsi in capo un bicchierino dello stesso colore), con cartelli e striscioni ma senza gridare alcuno slogan, sono apparsi per qualche minuto tra la Nuova Arbat e il bulvar Novinskij prima di essere caricati sui furgoni della polizia e portati in commissariato. (ekho moskvy, www.echo.msk.ru).

BOLLETTINO NERO

Indagato per l’omicidio di un giovane coreano, il priore del tempio Voznesenskij.

Nella città di Omsk è  stata vietata la pubblicazione di un libro, intitolato “Il Vangelo secondo Ponzio Pilato” per i suoi contenuti considerati estremisti.

Il 18 aprile scorso a S.Pietroburgo i partecipanti di un flash-mob sono stati attaccati con petardi da alcuni naziskin che li avevano scambiati per gay.

Arrestato a Mosca un uomo di 38 anni con l’accusa di aver ucciso un giovane della Calmucchia che l’aveva aggredito e ingiuriato perché gay.

Nel solo mese di aprile sono già tre i morti in Russia per motivi razzisti o xenofobi. 27 i feriti. Gli omicidi sono avvenuti a Mosca, Orel e Nizhnij Novgorod.

Il famigerato gruppo neonazista Slavjanskij Soyuz, uno dei più organizzati e autore di diversi assalti di stampo razzista, è stato dichiarato fuorilegge dal tribunale cittadino di Mosca.

(Sova-center, http://sova-center.ru).

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2 risposte a Ballata Russa (e Novamag sulle Rane)

  1. paola ha detto:

    quest’unione ci piace

  2. daniele ha detto:

    Grazie, una pagina davvero interessante. Mi piacerebbe sapere l’opinione dell’autore circa la sfilata del 9 maggio in Lituania. Tenuto conto di quanto i Lituani abbiano combattuto nella resistenza antirussa (sono il popolo baltico che per ultimo si è arreso all’occupazione/annessione forzata nell’URSS), dopo quasi 10 anni dalla fine del conflitto, con perdite umane impressionanti e senza alcun aiuto della comunità internazionale… detto tutto ciò, la marcia del 9 maggio non suonerebbe come una marcia dei reduci delle camicie nere intorno a Marzabotto?

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