Parentopoli

Mogli, mariti, figli, fratelli, nipoti… La carica di parenti e affini ha invaso i consigli eletti alle votazioni di marzo. Un malcostume che accomuna Nord e Sud, centrodestra e centrosinistra. Su Rassegna Stanca l’articolo di Primo Di Nicola in edicola domani su l’Espresso.

Marilù è venuta al mondo due giorni prima del voto. Per lei e la sua mamma ad Agerola si è festeggiato a lungo: caroselli di auto, champagne, mozzarelle e provolone Dop. Perché 48 ore dopo la sua nascita, mamma Annalisa è stata eletta in consiglio regionale. Un fiume di preferenze per lei, oltre 18 mila, con un particolare: quasi tutte a nome, anzi cognome, del marito, il deputato Udc Michele Pisacane. Candidata e vicente per meriti matrimoniali, la signora Annalisa non ha fatto nemmeno la campagna elettorale. È il bello della famiglia.

E il caso non è isolato. Le mogli che hanno conquistato uno scranno alle ultime regionali sono molte e in qualche caso anche di illustre casato, a cominciare da Sandra Lonardo, moglie del leader dell’Udeur Clemente Mastella in Campania, a Isabella Rauti, consorte del sindaco di Roma Gianni Alemanno nel Lazio. Così come tanti sono anche i figli, fratelli, i nipoti e gli altri parenti di vario grado che grazie al legame familiare hanno conquistato un posto nei consigli regionali, una carica da 15 mila euro al mese. Nomi celebri, ma non solo che hanno trasformato l’ultima tornata elettorale in una parentopoli ramificata su tutto il territorio nazionale, dalle Alpi alla Calabria.

L’assalto agli scranni comincia dall’estremo Nord e riguarda tutti gli schieramenti. Certo, in Piemonte non ce l’hanno fatta col centrosinistra Piera Levi Montalcini, nipote del premio Nobel Rita e Silvana Sanlorenzo, collaboratrice di Piero Fassino e figlia di Dino, ex presidente della Regione. Ma in Lombardia mariti, fratelli, zii e nipoti hanno fatto la parte del leone. A partire da Giulio Boscagli, al terzo mandato come consigliere, marito di Luisa, la sorella di Roberto Formigoni. Pieno di voti anche per Alessandro Colucci, figlio di Francesco, deputato del Pdl, mentre non è andata proprio bene a Romano La Russa, fratello di Ignazio, assessore uscente riconfermato con neanche 10 mila voti. Rieletto trionfalmente invece Giancarlo Abelli, deputato e vice coordinatore nazionale del Pdl. La sua candidatura è rimasta incerta fino all’ultimo per i problemi della moglie, Rosanna Gariboldi, ex assessore alla Provincia di Pavia arrestata nell’ambito dell’inchiesta Montecity-Santa Giulia, ma per lui già si parla dell’assessorato all’Agricoltura. Marcia trionfale anche per i figli d’arte. A cominciare da Renzo Bossi, la “trota”, prediletto del capo della Lega Umberto, eletto con quasi 13 mila preferenze; Elisabetta Fatuzzo, capofila del Partito dei pensionati fondato da papà Carlo; Fabio Pizzul, candidato del Pd, erede del telecronista Bruno; Sara Valmaggi, figlia di Sergio, consigliere comunista scomparso nel 1989, sempre nel centrosinistra.

Famiglia sugli scudi anche in Veneto. Vanno fortissimi i fratelli, come i Giorgetti, Alberto e Massimo. Il primo è sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale del Pdl. Proprio lui ha predisposto le liste alle ultime elezioni. E chi è risultato il più votato? Massimo, va da sé, che è tornato a fare l’assessore anche col nuovo governatore Zaia. Ma si difendono bene anche le sorelle, per esempio le Donezzan, la cui milizia a destra risale ai tempi del Msi. Elena è già stata assessore regionale per il Pdl e Zaia l’ha riconfermata, mentre Giovanna è assessore votatissima al comune di Pove del Grappa. È la caratteristica dei clan. Se l’unione fa la forza, i matrimoni fanno infatti anche molte preferenze. Pure se si milita in partiti diversi. Lo dimostrano i coniugi Raffaele Grazia e Barbara Degani. Lui è stato appena rieletto per l’Udc nella circoscrizione di Vicenza, mentre la moglie, ex consigliere regionale del Pdl, dallo scorso anno è presidente della Provincia di Padova.

Storie d’amore e politica si incrociano anche in Liguria. Certo, qui non passa inosservato il nome di Marco Scajola, nipote del ministro Claudio, il più votato nella provincia di Imperia. Ma a tenere banco sono soprattutto le vicende sentimentali degli eletti. Una si sta consumando a Loano e chiama in causa il feudo mastelliano di Ceppaloni. Protagonisti: Roberta Gasco, figlia di uno storico dirigente Dc di Savona, ed Elio Mastella, primogenito del leader Udeur spedito da Berlusconi a Strasburgo. La Gasco, consigliere uscente del Campanile e coordinatrice provinciale del Pdl, è stata infatti felicemente riconfermata e può a questo punto pensare serenamente alle nozze fissate per luglio. Un’altra storia si alimenta all’ombra del potere portuale. La bella Raffaella Paita entra in consiglio con il Pd grazie ai voti del marito Luigi Merlo, presidente dell’autorità portuale genovese ed ex assessore della giunta Burlando. Nell’Italia dei valori la neoeletta Marylin Fusco ha già annunciato invece il matrimonio con il suo sponsor principale Giovanni Paladini, deputato e leader regionale del partito. Infine, la grande festa in famiglia celebrata a Sarzana dove Alessio Cavarra, ex assessore, è entrato in Regione con il listino-Burlando, mentre la sua compagna Federica Montaresi è risultata la più votata in Comune.

Deve tutto ai natali illustri in Emilia Romagna la candidata governatore del Pdl sconfitta da Vasco Errani: Anna Maria Bernini, deputata e vice portavoce nazionale del Pdl. Nota per essere stata l’avvocato di Luciano Pavarotti, la rampante deputata sta ormai seguendo le orme del padre Giorgio, ministro nel primo governo Berlusconi. Come imprenditrice e mamma si è candidata ed è stata eletta invece nell’Udc Silvia Noè, moglie di Federico, fratello di Pier Ferdinando Casini, mentre al padre Marcello, vecchia gloria prima del Msi poi di An, scomparso nel 2006, deve la sua elezione il consigliere bolognese Galeazzo Bignami.

Antiche e nuove dinastie alla ribalta in Toscana: Jacopo Maria Ferri, consigliere rieletto, è  il figlio dell’ex ministro socialdemocratico Enrico, vecchia gloria della prima Repubblica. Caterina Bini e Vittorio Bugli sono invece due esponenti del Pd fondatori di un nuovo casato, lei vicesegretario regionale, lui il più votato alle primarie ad Empoli. Durante la scorsa legislatura tra i due è scoccato l’amore ed ora, mano nella mano, sono rientrati in consiglio regionale. Altro clan democratico: Alberto Monaci, uno dei leader senesi del partito, è stato anche lui rieletto grazie all’intera famiglia: la moglie, Anna Gioia, è consigliere comunale a Siena, il figliastro Alessandro Pinciani è vicepresidente della Provincia, mentre il fratello Alfredo è consigliere nel potente Mps.

Isabella Rauti, eletta nel listino Polverini, è invece in testa al drappello dei parenti illustri del Lazio. Figlia dell’ex segretario del Msi Pino Rauti, è moglie del sindaco di Roma Alemanno. Pietro Sbardella, eletto nell’Udc, è invece il figlio di Vittorio “lo Squalo”, potentissimo dc della prima Repubblica; Aldo Forte, anche lui Udc, è l’erede di Michele, sindaco di Formia; Giulia Rodano, eletta nell’Idv, è invece figlia di Marisa, prima donna vicepresidente della Camera e moglie dell’ex parlamentare Antonello Falomi, mentre Veronica Cappellaro, pupilla del Cavaliere, lo è di Francesco Pasquali, entrambi eletti nel listino Polverini.

Dal Lazio alla Campania, altra regione dalle abbondanti parentele. Si comincia con Sandra Lonardo Mastella, moglie di Clemente, riconfermatasi nel centrodestra nonostante le grane giudiziarie. C’è poi Paola Raia, sorella di Luigi già consigliere provinciale di Fi e bassoliniano per una stagione. Per non parlare di Mafalda Amente, laureata in farmacia, che ha conquistato uno scranno con il Pdl raccogliendo 4.600 preferenze solo a Melito, dove è sindaco suo zio Antonio. Quanto ai maschi, i figli d’arte sono tre: Mario Casillo che “subentra” al padre Franco in quota Pd; Francesco Barbato, 23 anni , che nel centrodestra raccoglie il testimone dal padre Tommaso, l’ex senatore Udeur famoso per lo sputo in Senato (ma nel suo caso la nomina è appesa a un ricorso); Ettore Zecchino, figlio del dc Ortensio, quattro volte senatore e tre ministro.

In Puglia si scopre che i consiglieri sono 78, otto in più rispetto alla passata legislatura. Tra di essi spiccano nel centrodestra Davide Bellomo, figlio dell’ex presidente della Regione Michele, e Antonio Barba, nipote del senatore Vincenzo, eletto a Lecce. Mentre primo degli eletti di Puglia prima di tutto, altra civica berlusconiana nella quale si candidò la escort Patrizia D’Addario, è Tato Greco, figlio dell’ex senatore forzista Mario e nipote dei Matarrese. Di padre in figlio, da Gino Garoppo al giovane Andrea, passa il seggio Udc di Lecce. Mentre nel centrosinistra gioiscono Ruggiero Mennea, cugino dell’olimpionico Pietro (una legislatura da europarlamentare alle spalle) e Alfonsino Pisicchio, fratello di Pino, deputato dell’Api.

Famiglie in auge anche in Basilicata dove in consiglio siede Marcello Pittella, fratello di Gianni, vicepresidente del Parlamento europeo. Ma sugli scudi c’è soprattutto la “corrente Antezza”, due gemelle e un cognato in carriera. In principio fu Maria, sbarcata a soli 30 anni alla Regione e oggi senatrice del Pd. Il 29 marzo è stata rieletta al parlamentino regionale, ma si dimetterà per restare a Palazzo Madama. Niente paura, però, la rappresentanza familiare è salva: in consiglio siederà il cognato Luca Braia, mentre la gemella Nunzia è stata eletta al comune di Matera.

Dulcis in fundo, la Calabria dove, parola di Michele Trematerra, consigliere Udc riconfermato, la famiglia svolge «un ruolo fondamentale». Lui ne è la prova, visto che è figlio di Gino, ex senatore e neosindaco di Acri. Ma esemplare è soprattutto il caso del clan Gentile. Pino, militante da giovanissimo nel Psi, è già stato più volte consigliere e assessore con Fi. Primo di sette fratelli, non è però il solo a sfruttare la forza del parentado: il fratello Antonio, pure lui berlusconiano, è infatti senatore di lungo corso essendo giunto ormai alla terza legislatura. Che, giurano nel Pdl, grazie alla famiglia non sarà nemmeno l’ultima.

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8 risposte a Parentopoli

  1. Simone ha detto:

    Questo dell’Espresso è il solito pessimo articolo di fare di tutta l’erba un fascio ( fascio appunto).
    Così come ci sono intere famiglie di giornalisti e a nessuno verrebbe in mente di dire che sia nepotismo ( Biagi aveva due figlie entrambe giornaliste), così capita che ci siano parenti e parentele acquisite anche fra chi fa politica e diverse volte per meriti acquisiti sul campo e capacità personali.
    Mi piacerebbe di più una bella inchiesta dell’Espresso su quanti notai sono figli di notai, farmacisti figli di farmacisti, industriali figli di industriali, etc.. cioè sulle vere caste che ossificano e bloccano questo paese

  2. Mik ha detto:

    letto, copiato ed incollo qui:
    “PER LORO CULTURA
    SONO CONTRARI AL LAVORO

    VIVONO DI FURTI
    E DI VARIE FORME
    ANCHE FANTASIOSE
    DI ACCATTONAGGIO
    CHE RENDE MIGLIAIA DI EURO AL GIORNO

    SONO ORGANIZZATI IN TRIBU’
    DERIVATE DALL’AMPLIAMENTO DI FAMIGLIE

    CICLICAMENTE SI SPOSTANO CON LE LORO CAROVANE
    IN TUTTA ITALIA
    CHIEDENDO APPOGGIO E SOLIDARIETA’ AGLI ITALIANI

    E MOLTI DI LORO HANNO AVUTO GUAI CON LA GIUSTIZIA

    NONOSTANTE CIO’
    MOLTISSIMI ITALIANI NE PRENDONO LE DIFESE.

    morale:
    IL PARLAMENTO ITALIANO
    E’ UN ACCAMPAMENTO DI ROM. “

  3. pasquì ha detto:

    Chi va a votare
    o è colluso oppure è fesso

    • Obbie ha detto:

      Non so pasquì, io ne traggo la conclusione esattamente opposta. Perché se non vai a votare, lasci che decidano fessi e collusi (cioè coloro che votano questi personaggi), ma se vai a votare e voti coloro che sono contrari a questi schieramenti (sono piccoli, ma ci sono), forse fai qualcosa di più…
      Non cadiamo nella trappola di dire che sono tutti uguali, è proprio quelloc he vuole chi non vuole cambiare niente. Cerchiamo invece col lanternino chi è diverso. Con questa legge purtroppo non si possono scegliere le persone, ma solo il partito ed allora scegliamo quelli dove non c’è NESSUNO dedido al malaffare (per ora vedo solo M5S, IDV e SEL).

      • pasquì ha detto:

        Senti il mio pensiero posso ancora
        dirtelo in rima …
        ciò che scrissi alle ultime elezioni quelle
        del 2008? mi sembra

        ER RISURTATO

        “Chi vota a sinistra sò cojoni”
        diceva chiaro e tonno Berlusconi
        “Chi vota a destra è ‘nmecille”
        Risponnevano in coro più de mille
        Ora è risurtato dalle votazioni
        che ce sò pi ‘nmbecilli che cojoni…

        fa un pò tu da che parte voi stà…….

  4. giovannino cabula ha detto:

    NON HO PAROLE . FANNO CHIFFO!!!!!!!

  5. franca ha detto:

    … e se poi non si riuscisse ad inserire il parentado in lista, quello rosa, si può anche assumerlo nelle aziende di casa, dove sarà a carico inps il periodo di maternità… http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/avellino-16:31/3765657

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