Yes, we can can!

Presidenzialismo alla francese?

Yes, we can can!

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5 risposte a Yes, we can can!

  1. eremo2 ha detto:

    l’omuncolo tricoasfaltato non solo sta soffocando il presente, ma sta mettendo un’ipoteca perniciosa e irreversibile anche sul futuro, un vero mostro

  2. silvia ha detto:

    notevole. da divulgare

  3. paolop ha detto:

    prepariamoci a firmare per un altro referendum !

  4. Mik ha detto:

    Scusa ma è troppo invitante: non è mia ma la condivido, è di CRAZYHORSE, trovata in rete.

    http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2010/04/10/per-ora-lunico-sistema-francese-che-adottiamo-e-quello-nucleare/

    “Berlusconi regala il nucleare alla EDF e così consegna oltralpe 20 miliardi di euro: era questo il sistema francese da adottare per le grandi riforme di cui va cianciando in giro in queste ore !

    Sono passate le elezioni ed il governo può liberamente tirare fuori l’elenco dei siti , come avevamo sospettato, ed i contratti già firmati e tenuti opportunamente nascosti all’elettorato.

    Ieri l’annuncio ufficiale. L’Italia torna al nucleare e si appoggerà ai francesi, foraggerà EDF ( Electricitè de France ) curerà la salute di AREVA, la società transalpina parastatale che ha il brevetto per la tecnologia EPR, quella che si userà in Italia. Sono passati 23 anni dal referendum che bandiva il nuclerare dal nostro paese e nel frattempo si sono affermate energie meno costose, ecologiche , sicure sfruttando sole e vento. Ma ciò non conta, quel che conta ora è convincere gli italiani della bontà dell’acquisto e Silvio le proverà tutte, usando le bocche di fuoco televisive e censurando le opinioni contrarie, potrebbe anche riuscirci.

    Ma torniamo al merito.

    Pensate che l”ultima commessa proposta da Areva era sempre per EPR, la tecnologia che vedremo in Italia ed il Canada l’ha rifiutata. Noi invece che siamo notoriamente più intelligenti del Canada invece ci affrettiamo a compralrla.

    Pensate che in Finlandia stannno impazzendo appresso al nucleare firmato EPR, non riescono a venire a capo della costruzione di ’ste meraviglie (3 anni di ritardo sulla costruzione in 3 anni di lavori! Aumento stratosferico dei costi preventivati e oltre 2000 infrazioni alla sicurezza già contestate ad Areva !?!?). Ma i Finlandesi – si sa – sono pignoli ed avranno creato ingiusti problemi ed ostacoli al colosso francese

    Pensate che in Francia alle persone che abitano nelle vicinanze delle centrali nucleari viene distribuito lo ioduro di potassio per saturare la tiroide di Iodio e diminuire così i rischi di assorbire lo Iodio-131, uno degli elementi radioattivi che in caso di incidente viene emesso dalle centrali nucleari. Pur riducendo il rischio alla tiroide queste pillole però non garantiscono nessuna protezione per gli altri elementi radioattivi che possono accompagnare un disastro nucleare.

    Pensate tutto ciò ma poi dimenticatelo: noi italiani non ci facciamo fregare, mai!

    Comunque di seguito il decalogo di GreenPeace

    1. Il nucleare è molto pericoloso

    La tragedia di Cernobyl ha dimostrato la pericolosità di questa fonte di energia. Quell’incidente ha causato e causerà ancora nel futuro centinaia di migliaia di vittime e ancora oggi a 23 anni di distanza le ricerche scientifiche mostrano impatti sia sulla flora che sulla fauna. Cresce l’evidenza di leucemie infantili nelle aree vicino alle centrali nucleari.

    2. Il nucleare è la fonte di energia più sporca

    Le centrali nucleari generano scorie radioattive. Le scorie a vita media rimangono radioattive da 200 a 300 anni, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni e non esiste ancora un sistema per la gestione in sicurezza delle scorie nel lungo periodo.

    3. Il nucleare è la fonte di energia che genera meno occupazione

    Gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare di Enel in termini energetici e creerebbero almeno 200 mila nuovi posti di lavoro “verdi” e dunque 10-15 volte l’occupazione indotta dal nucleare.

    4. Il nucleare è troppo costoso

    Secondo le analisi di primarie società finanziarie, il costo dell’elettricità nucleare da nuovi impianti sarà di 65-70 euro/MWh quasi il doppio della cifra presentata da Enel e governo (40 euro/MWh). Se poi teniamo conto dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento e bonifica degli impianti nucleari, i costi per noi e le future generazioni saranno ancora più elevati.

    5. Il nucleare non è necessario

    Entro il 2020 le fonti rinnovabili, insieme a misure di efficienza energetica, sono in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l’obiettivo di Enel sul nucleare, tagliando drasticamente le emissioni di CO2.

    6. Il nucleare è una falsa soluzione per il clima

    Il nucleare è una scelta inutile ai fini climatici, visto che le centrali saranno pronte certamente dopo il 2020 e invece bisogna ridurre oggi le emissioni di gas serra. Investire sul nucleare sottrae risorse alle fonti davvero pulite, efficienza energetica e rinnovabili.

    7. Il nucleare non genera indipendenza energetica

    Se il nucleare dovesse tornare in Italia, continueremo a importare petrolio per i trasporti e diventeremo dipendenti dall’estero per l’Uranio e per la tecnologia, visto che il nuovo reattore EPR è un brevetto francese. E, comunque, la Francia leader del nucleare ha consumi procapite di petrolio superiori a quelli italiani.

    8. Il nucleare è una risorsa limitata

    L’Uranio è una risorsa molto limitata destinata a esaurirsi in poche decine di anni. Nel caso venissero costruiti nuove centrali, l’esaurimento delle risorse di Uranio si accelererebbe.

    9. Il nucleare non ha il sostegno dei cittadini

    Gli italiani hanno detto NO al nucleare con un’importante scelta referendaria. Oggi i sondaggi di opinione rivelano che la maggior parte dei cittadini non vuole una centrale nucleare nella propria Regione.

    10. Il nucleare: più è lontano e minori sono i rischi

    Alcuni sostengono che il rischio nucleare c’è già, essendo l’Italia circondata da reattori. È una affermazione scorretta: anche se non è mai nullo, il rischio per le conseguenze di un incidente diminuisce maggiore è la distanza dalla centrale. Le Alpi, come si è visto nel caso di Cernobyl, sono una parziale barriera naturale per l’Italia.”

    Ora siamo in attesa del telebombardamento per farci ragionare come il nostro amato PdC.

  5. Ottodixit ha detto:

    Ahahah!
    Bellissima e certamente adeguata …

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