Caffè scorretto

Era tanto che non leggevo una così intrigante inchiesta giornalistica e giustamente, pur sacrificandola in taglio basso, La Repubblica gli dà l’onore della prima. Titolo: Caffè macchiato? Costa 10 cent in più. Occhiello: Molti bar applicano un extra per poche gocce di latte. Il Codacons: troppi sovrapprezzi illegali.

Poi all’interno un’intera pagina, la 29, spiega che a introdurre i 10 centesimi della correzione è una sola città, Lucca, e si intuisce che i “molti bar che applicano il sovrapprezzo” sono in realtà uno solo, forse due.

Mi chiedo: se da oggi in poi rinuncio a pagina 29 posso pagare La Repubblica 10 centesimi in meno?

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8 risposte a Caffè scorretto

  1. Danilo ha detto:

    10 centesimi sono quasi 200 lire!!! e pensare che quando la benzina aumentava di 50 lire,qualcuno (pochi per la verita’) ancora s’incacchiava.
    A questo punto propongo di far pagare 5 centesimi in piu’ l’acqua frizzante rispetto a quella naturale,visto che l’anidride carbonica ha il suo costo…..poveri noi!

  2. sbadituf ha detto:

    Repubblica serve da “left gatekeeper”, mica a fare veramente informazione: mai una parola sulle questioni davvero importanti, urgenti, stringenti. Un esempio? Sugli inceneritori nemmeno una parola, a meno che non sia per scrivere puttanate come “che in Campania siano necessari” (a firma di Scalfari). Alla faccia della verità (l’unica cosa necessaria sono impianti per il trattamento a freddo dei rifiuti, che non bruciano e non inquinano e costano 100 volte meno), della salute, dell’ambente e dei soldi dei cittadini.

  3. Alessandro ha detto:

    in realtà c’è almeno un altro bar che alza il prezzo del caffè macchiato, e si trova a Bologna in Via Zamboni, poco oltre la Facoltà di Economia. Il problema c’è, purtroppo è così

  4. Isidoro Aiello ha detto:

    Il gruppo editoriale Repubblica – Espresso fa una opposizione morbida al regime, cercando di correggere gli eccessi del berlusconismo, ma cura comunque gli interessi del salotto bene del capitalismo italiano, che predica il liberismo, ma si avvale quando possibile del sostegno statale. Da qui l’incrocio politica-affari-corruzione che non viene combattuto con determinazione, ma solo per quella parte che, divenendo eccessiva e troppo appariscente, può nuocere al capitalismo bene.

    • Massimiliano ha detto:

      Buongiorno a tutti ! Puoi per cortesia spiegarmi meglio la frase ‘ FA UNA OPPOSIZIONE MORBIDA’ ecc. ecc. che non mi è chiaro il concetto.
      A meno che per te morbida voglia dire scrivere assurdità in continuazione e distorcere la verità e negare l’evidenza.
      Che sia un quotidiano degno esempio di parassitismo delle risorse statali è fuori dubbio, così come è fuori dubbio che è di parte in modo spudorato. Puoi smentirmi ?

  5. paolop ha detto:

    ..bè che dire, è l’inerzia del nulla, che per farsi spazio si gonfia, al pari di una bolla di sapone occupando lo spazio, appunto di aria, che per di più è anche viziata, ricca di anidride carbonica.
    E’ un ruolo quello della stampa italiana che non invidio affatto e francamente provo un pò di pena per quei giornalisti che passano una vita ad allenare le parti più nascoste del loro corpo…quelle che di questi tempi assicurano, se non una carriera, un luogo d’ombra abbastanza confortevole.
    Di cosa dovrebbe parlare la stampa italiana, dell’inutilità di un sistema che si atteggia a moderno ma in relatà è congelato al tardo medioevo ? Del fatto che esistono oltre 800 pubblicaizoni sparse sl territorio nazionale di matrice cattolica ? Del fatto che l’attività pubblicistica dei rappresentanti del ceto medio borghese è stata smembrata, separata ed assorbita dalle lobbies centrocratiche rappresentnati del conservatorismo più becero ? Potrebbero parlare del fatto che tutte le attività produttive italiane sono ingabbiate in un reticolo di interessi clientelari di famigli ed amici che ne impediscono fattivamente lo sviluppo ma che, così facendo, sono fautrici di interessi speculativi per pochi ?
    No certamente !!!…quindi godiamoci questa tazzulella i’caffè !!

  6. Gigi ha detto:

    ma in quest’Italia, non si salva più nessuno?
    Deontologicamente e giornalisticamente parlando!Meno male che c’è ancora il web, che permette di non fermarsi alla prima parola letta.
    eccato che per ora siamo sempre troppo pochi ad usufruire di questa rivoluzione.

  7. silvia ha detto:

    e questa è Rapubblica… pensate alla stessa notizia sul TG1…..

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