La rivoluzione dei crisantemi

Non credo servano altri commenti al decreto salvaliste, all’abitudine della politica di spostare a piacimento l’asticella delle regole a seconda delle proprie convenzienze.

Aggiungo, semmai, una proposta. Sabato 20 marzo, a una settimana dalle regionali, andare a portare mazzetti di crisantemi all’Altare della Patria a Roma e alle sedi delle prefetture nelle altre città. Senza bandiere di partito. Solo tricolori. Una rivoluzione gentile, un modo per dire che è morta la democrazia e, insieme, per comunicare che c’è chi non è mosso dall’odio, ma dal suo esatto contrario: l’amore per questo Paese, per il rispetto delle regole, per la legalità, per la democrazia.

Se secondo voi è utile provare a far fiorire questa rivolta dei crisantemi vi chiedo di iscrivervi al gruppo su facebook segnalando idee, suggerimenti o la vostra disponibilità a partecipare all’organizzazione dell’iniziativa.

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38 risposte a La rivoluzione dei crisantemi

  1. santa mascetta ha detto:

    e andare tutti a votare con un pennarello viola e scivere:::: il popolo viola vi manda a fanculo???????????????????????

  2. StefanoT ha detto:

    L’idea mi piace. Anche quella bella foto.

    Ne approfitto per condividere (in tema di morte della democrazia) un pensiero che, nel pessimismo, ne ricorda con una certa tristezza chi ha contribuito a farla nascere, in Italia. E che ora, se possibile, soffre più di quanto non abbia fatto, quasi settant’anni fa, lasciandoci la pelle.

    http://www.lextra.info/public/xxl/?p=215

  3. paolop ha detto:

    credo che ci sia una contraddizione nei termini nel confronto posto dall’articolo fra politica e democrazia. Non si tratta di due categorie antitetiche, ma complementari anzi probabilmente si tratta di due sinonimi. Si può parlare piuttosto di fine della democrazia perchè la politica è finita da un pezzo, sostituita dalla guerra fra famiglie, lobbies, gruppi di potere. Ma questa signori miei non è politica, altrimenti i “signori” casalesi apparterrebbero alla categoria degli statisti. Non si tratta più di politica, perchè si tratta di affari fra una famiglia e un’altra. I partiti sono mandamenti dove si mandano i capibastone a portare le liste, e si sa, a un capobastone…classicamente “omo de panza”, magari gli accade che per la strada gli viene un certo languorino, e si ferma per uno spuntino. Nossignori miei non stiamo parlando di politica, non parliamo neppure di democrazia, e a questi punti non possiamo neppure più parlare di Stato. Eggià perchè davvero non esiste più….non ve ne eravate accorti ? Anche voi vi siete fatti prendere da quelle sceneggiate piene di fanfare e di divise luccicanti ? Da quelle piazze pieni di bandiere e facce per l’occasione ? Signori miei nel mondo della globalizzazione gli stati non hanno più ragion d’essere, così come il patriottismo, le fanfare, le cerimonie e…vivaddio anche la seriosità degli uomini di stato e dei loro partiti (forse altrettanto farabutti come i loro epigoni). No davvero per il nuovo che avanza, a proteggere don rodrigo bastano il griso e i suoi compari. quanto agli altri, quelli fuori dalla festa…a tutti noi…che s’arrangino ! Anzi…arrangiamoci ! E i crisantemi portiamoli alla nonna carolina che era tanto una brava donna…son meglio spesi !

  4. Marcello ha detto:

    Sono d’accordo sui crisantemi (e su molto altro).
    Non sono d’accordo sull’alzare i toni, come molti vorrebbero. E spiego il perché.
    Un abile lavoro di comunicazione ai fianchi ha ammaestrato gli italiani a guardare la politica con occhio calcistico; ogni protesta viene quindi sbrigativamente archiviata come lamentela di quelli che perdono, scusa dei meno bravi, piagnisteo di chi vorrebbe vincere.
    D’altra parte, la massa dei votanti di centro destra vota per stare con i vincitori, per poter dire “abbiamo vinto”, per l’illusione di spartire le briciole del bottino.
    Rispetto anche solo a vent’anni fa, la visione prospettica si è schiacciata; l’attenzione verso il futuro non esiste più; la valutazione dell’operato politico in ragione del costruire per i nostri figli è stata dimenticata.
    Ritengo quindi che la domanda da fare agli elettori (non ai politici, che non ascolterebbero) è “siete sicuri di fare il bene dei vostri figli? Non è forse meglio riavvitare la testa al collo e cercare persone che ci facciano sentire sicuri di quel che stiamo costruendo?”

    p.s.: la guerra ha prodotto lutti e rovine. Ma anche una generazione capace del miglior rock e di progetti solidi. Noi siamo stati fondatori del MEC e la Lira è stata citata nel mondo come esempio di stabilità. Sembra assurdo, eh…

    • lerane ha detto:

      sì, è operazkione difficile, ma non bisogna parlare a una parte, ma a tutti. non so se i crisantemi sono il linguaggio giusto, ma qui veramente non è in discussione chi vince le regionali e come le vince, ma i principi che sono alla base della società

  5. fausto ha detto:

    Mi dispiace, ma non sono d’accordo. Saremo sempre una minoranza e l’antipolitica non ci aiuterà a uscire da questa grave impasse della nostra democrazia. Potremo essere profondamente delusi e perfino disgustati dai Partiti, ma se noi per primi vogliamo difendere la democrazia parlamentare, dobbiamo convincerci che l’unico strumento restano i partiti, nei quali magari impegnarsi vincendo baronie e burocrazie. Per me non è certo una soluzione, ma vale la pena votare quei partiti che si oppongono a questo stato di fatto che sempre più pericolosamente si sta consolidando nel nostro Paese. Personalmente voto PdCI

  6. anna ha detto:

    X Lerane- rifiutando le schede e verbalizzando la motivazione non si correrebbe il rischio di spartirle come descritto precedentemente. Parli di peggiori consiglieri e mi chiedo: peggio di così? Chi si aggiudicherebbe la maggioranza dei voti, nel caso da me esposto, non sarebbe legittimato perchè mancherebbe il consenso popolare vero.

    Altra proposta è quella di fare un gruppo su fb e proporre di andare a tutti a votare 1/2 o 1 ora dopo la chiusura dei seggi elettorali. Provocherebbe un grave vulnus di carattere politico e costituzionale poichè, come hanno sbandierato finora, per ottenere la riammissione delle loro liste, IL VOTO E’ UN DIRITTO.

  7. gisella ha detto:

    qualunque forma di protesta mi va bene purchè si trovi il modo di far capire a questi italioti dormienti che stanno sostenendo un governo di farabutti….la protesta proposta da Anna è sintelligente, tipo quello che abbiamo adottato all’ultimo referendum ma non sono certa che saremmo un numero sufficiente da incidere.

  8. iaia zanella ha detto:

    e’ tutto il giorno che mi corre per la testa l’immagine di un sacco di gente che senza rete cellulare e quantaltro si raduno’ fuori da non mi ricordo dove ad aspettare craxi e tenendo in mano delle banconote cantare “vuoi anche queste bettino vuoi anche queste??!!” ecco si potrebbe fare la stessa cosa con berlusconi…magari con dei biglietti con le firme di ognuno…la canzone naturalmente sara’ la stessa…”vuoi anche queste berlusca vuoi anche queste??!!!”

  9. gabriella ha detto:

    appoggio la proposta di Anna di non votare facendo verbalizzare il rifiuto. Non possiamo fare sempre i pecoroni, siamo arrivati troppo in basso

  10. Maria Gabriella Berti ha detto:

    Ci sto, bisogna individuare i posti nelle varie città

  11. Moloko ha detto:

    A me sembra una buona idea: peccato x chi abita lontano da Roma! fatelo anche x me…

  12. anna ha detto:

    Quello che segue è il vero sciopero elettorale , fattibile, concreto ed utile. Prestate bene attenzione: Ora la legge elettorale prevede che il numero di seggi venga dato in base al numero di votanti ma se ci sono votanti che hanno fatto scheda nulla o bianca possono rimanere seggi vacanti così tutte le schede nulle e bianche vengono divise tra i vari partiti, dando dei “premi” ai partiti con il più alto gradimento.

    Ora, se vogliamo fare una vera denuncia e manifestare veramente il nostro dissenso su questa classe politica (di ogni colore) che abbiamo l’unica cosa che possiamo fare è:
    AVVALERCI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione; è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE SI VUOLE POICHE’ NE ABBIAMO DIRITTO, ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL NOSTRO RIFIUTO (es.: “Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta”)”.

    In pratica c”è un articolo di legge che lo prevede e la procedura è la seguente:
    – recarsi alle urne e procedere alla registrazione
    – ritirare le schede
    – informare il presidente del seggio che si vogliono rifiutare le schede
    – controfirmare il verbale, redatto e firmato su un apposito registro dal presidente del seggio, dove viene annotato il rifiuto e la sua motivazione. Tale verbale verrà firmato anche da 2 scrutinatori
    – firmare la busta dove vengono inserite e sigillate le schede elettorali, il presidente del seggio e 2 scrutinatori la controfirmeranno a sigillo in modo che la busta non venga alterata e le vostre schede non possano essere usate.

    In questo modo risulterà che avete votato ma nello stesso tempo avrete fatto anche una denuncia…

    SE TUTTI LO FACESSIMO FORSE SAREBBE UNA PICCOLA RIVOLUZIONE !!!

    • lerane ha detto:

      se tutti lo facessimo ho idea che apriremmo le porte all’elezione dei pggiori consiglieri regionali possibili. o no?

  13. silvia ha detto:

    Mi associo, anche se pervade in me la rabbia. Una rabbia profonda verso tutte quelle persone che non hanno ancora capito dove stanno portando l’Italia questa banda di farabutti, altro che birbantelli…. Dov’è finita la DEMOCRAZIAAAA!!!!

  14. gio ha detto:

    sì, facciamola questa rivoluzione gentile…

  15. lorenzo ha detto:

    Mi sembra troppo garbata, abbiamo a che fare con dei guitti non scordatevelo. Ci vuole qualcosa di più provocatorio. Io avevo pensato a questa cosa:
    Ognuno di noi avrà una multa non pagata, un bollo auto scaduto, una rata del mutuo scaduto, bollette non pagate, e via discorrendo. Dunque ci si presenta in massa al Quirinale e chiediamo di farci un decreto legge apposito, ognuno si scrive la sua bella proposta. Mi raccomando siate prolissi deve essere un bel pò di carta a testa e gliela lasciamo lì, dobbiamo creare una montagna di carta. Il nostro motto sarà ” IL PARLAMENTO NON SERVE PIU’ LA TUA LEGGINA TE LA FAI TU ” !!

  16. Paco ha detto:

    Rivoluzione gentile sto piffero, bisogna andare a roma coi sassi. E dopo togliere il diritto di voto a un bel po’ di gente per i prossimi 50 anni.

    • lerane ha detto:

      non lo dire a voce roppo alta, ché il governo potrebbe fare un altro decreto per togliere il diritto di voto a chi non li vota.

  17. luisa ha detto:

    sì una idea fattibile, originale … io ci sto!

  18. lbo ha detto:

    ma si può accedere all’Altare della Patria?

    io lo vedo sempre recitato e presidiato da carabinieri.

    al massimo i fiori li si può lasciare al cancello (se i carabinieri non ti fermano) per poi vederli rimuovere come immondizia.

  19. Agne ha detto:

    Ci sarò!!!

  20. nika ha detto:

    ciao, capito qui per caso e voglio risponderti. la tua idea è positiva, ma non so se funzionerà. quello che trovo di giustissimo però è l’idea di mostrare che non c’è odio ma amore per il paese. si, un paese martoriato ormai, ma c’è tanta gente che non capisce, ci chiamano comunisti e si tappano subito le orecchie “la la la” non vogliono sentire. non capiscono che come hanno paura loro per il futuro del paese ce l’abbiamo anche noi, e vogliamo solo legalità, giustizia, e crediamo che anche se è difficile ottenerle, vanno cercate. basta tapparsi occhi orecchie e tutto quanto! io comunque penso che una cosa importantissima ora sarà votare, votare e votare. e spingere anche gli indecisi e gli astenuti a VOTARE.

    • lerane ha detto:

      nika nemmeno io so se funzionerà l’idea. per il resto condivido quello che hai scritto, dalla prima all’ultima riga.

  21. Lezrael ha detto:

    Si, idea carina, semplice. Si può fare in qualsiasi città, tutti possono parteciparvi anche se si hanno solo 5 minuti… Si ci sto!

  22. fortibraccia ha detto:

    ma quale paese, di grazia? cosa è rimasto?
    d’accordo con pachi: a colpi di proteste gentili, siamo arrivati a questo. un’ulteriore dimostrazione (a chi, poi? a noi stessi? a quei tre o quattro poveracci che sono rimasti onesti?) di civiltà non servirà a niente, purtroppo.

  23. jacopo ha detto:

    ci vuole qualcosa di più forte. di più saporito.

    uova?

  24. daniela agostini ha detto:

    Penso sia una di tante buone idee che sto sentendo in questi giorni, anche da parte di persone generalmente poco impegnate in politica. Penso che ogni giorno mi sento minacciata da questo sistema/regime politico. Penso che l’arroganza e la prepotenza della cosiddetta “maggioranza” tuttora al governo stia diventando un modello pericoloso per le giovani generazioni. Penso che non sia più possibile credere di non poter far nulla contro tutto questo. Penso che una manifestazione non basti. Penso che ogni persona che provi la stessa nausea che sto provando io in questo momento debba impegnarsi in azioni concrete nel proprio ambito (culturale, lavorativo, sociale, ecc) per contrastare questa politica del più forte!

  25. stefania b ha detto:

    sono d’accordo con Pachi, non è più tempo di essere gentili, e forse non lo è più da un pezzo! sono stanca di essere civile di fronte a chi non ha nè vergogna nè etica nè rispetto nè….

  26. gustavo ha detto:

    Non mi sembra una cattiva idea,la trovo”trasversale”e non preclude altre iniziative!!!

  27. Andrea ha detto:

    Tutto si deve provare,uno si indigna come sente più opportuno.Per quanto mi riguarda sono sicuro che a questa gentaglia dei fiori sull’altare della patria non gliene frega nulla.

  28. Di Nozzo ha detto:

    te lo rilanciamo in giro (www.gliitaliani.it). L’idea non è male, ma a questo punto è necessario moltiplicare il più possibile iniziative

  29. MalaTempora ha detto:

    Ci sto. Primo firmatario!

  30. Pachi ha detto:

    Rana, non è piu’ tempo di fiori. E’ tempo di alzare la voce prima, prima! La rassegnata attesa dell’esito delle regionali mi pare un ulteriore segno che accettiamo fino all’inverosimile una misura colma da tempo

    • lerane ha detto:

      Pachi sono d’ccord sulla necessità di alzare la voce, ma credo anche sia necessario dimostrare che chi alza la voce lo fa non perché mosso da antiberlusconismo ma perché vuole che regole, legalità, rispetto delle democrazia e dei cittadini.

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