La scomparsa dello smog

Interessante riflessione in prima del Corsera sulla scomparsa dello smog. Giangiacomo Schiavi, a proposito di un inquinamento di cui non parla più nessuno, scrive che “colpisce il silenzio generale che accompagna la ritirata ecologica che da Milano si espande al resto d’Italia […]. Bisogna andare all’altro secolo per trovare […] domeniche a piedi, blocchi infrasettimanali del traffico, divieti alla circolazione […]. Non c’è nostalgia per quei blocchi che in passato hanno appiedato le domeniche degli italiani: come cerotti sul bagnato tamponavano appena la ferita. Avevano però un effetto sui cittadini e sulla politica: evitavano l’assuefazione ai veleni […]. Oggi siamo al nulla: lo smog cresce, la pioggia non arriva, l’allarme resta, nessuno agisce”.

Schiavi segnala un blocco della memoria politica (e conseguentemente dell’azione politica) che vale oggi per lo smog, ma anche per tanti altri temi che dopo una loro stagionalità scompaiono, almeno fino al prossimo giro di giostra: di rischio sismico si parla a ridosso di un terremoto; di abusivismo edilizio si parla quando crollano le case illegali a Ischia o in Costiera Amalfitana; di qualità dei servizi si parla quando l’ambulanza non arriva o non arriva in tempo, quando si paralizza il Frecciarossa. Poi il nulla.

Il nulla che indica Schiavi, tuttavia, quel “nessuno agisce” è conseguenza anche del format giornalistico che va per la maggiore: al lettore vanno date sempre novità, notizie insolite, originali. Potevamo informarvi con approfondimenti e ulteriori informazioni su le cose note, vecchie, risapute – pensano gli editori (e i direttori) – invece preferiamo stupirvi  con gli effetti speciali. Così lo smog cresce, la pioggia non arriva, nessuno agisce. E nessuno ne parla.

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7 risposte a La scomparsa dello smog

  1. elenauffa ha detto:

    solo io ho notato le incredibili pagine di pubblicità sui quotidiani gratuiti, con foto di cieli grigi negli anni passati e limpidi e soleggiati di recente, come se le cose fossero migliorate grazie all’ultima gestione del comune di milano (provincia di arcore)?
    sfidano impavidi il ridicolo…

  2. Alessandro The Magician ha detto:

    Mi permetto di citare un tuo passaggio: “temi che dopo una loro stagionalità scompaiono, almeno fino al prossimo giro di giostra: di rischio sismico si parla a ridosso di un terremoto; di abusivismo edilizio si parla quando crollano le case illegali a Ischia o in Costiera Amalfitana; di qualità dei servizi si parla quando l’ambulanza non arriva o non arriva in tempo, quando si paralizza il Frecciarossa. Poi il nulla”.
    Il punto è proprio questo: ci occupiamo dei problemi GRAVI di questo paese (Berlusconi prima o poi lascerà la politica; i problemi che citi, purtroppo, resteranno anche dopo di lui)
    solo quando abbiamo bisogno di lavarci la coscienza (in caso di tragedie o simili), e non quotidianamente. Sapete cosa accadrebbe se ci fossero frequenti manifestazioni in tutta Italia contro l’abusivismo edilizio? I politici comincerebbero a temere di perdere migliaia di voti!

  3. Mik ha detto:

    Gira gira, parlando di smog, inquinamento e salute, si finisce per parlare di informazione e di CONFLITTO di INTERESSI.
    Chissà come mai!!!
    Vergogna Italia
    Un saluto a tutti quelli che non hanno portato il cervello in discarica.

  4. albigin ha detto:

    La vendita dei quotidiani è ferma da lustri a cinque-sei milioni di copie mentre la popolazione è cresciuta fino a 60 milioni. Nessuno in Europa, o quasi nessuno, legge meno quotidiani di noi. Siamo tenacemente menefreghisti: sai che me ne importa di Favara e dei suoi (poveri!) morti ammazzati dal clientelismo, sai che me ne importa del clochard ucciso dal razzismo o dai ragazzi uccisi il sabato sera dalla noia. A questa gente che altra informazione puoi proporre se non quella che risponde ai bisogni più primordiali (sesso, soldi e spettacolo) e immediati (a livello di emozioni, non cronologicamente parlando). Rassegnati, rana: if you can’t beat them, join them!

  5. Isidoro Aiello ha detto:

    Questo regime sa che se un problema scompare dall’informazine il problema non esiste più, o che una bugia ripetuta migliaia di volte per l’opinione pubblica, facilmente condizionabile, diventa la verità Sono prestiggiatori e mistificatori, nemici della verità: ecco perché odiano l’informazione libera.

  6. adriana ha detto:

    bella nazione di merda…

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