L’effetto terra terra

Ora che a Washington non c’è più Bush e che Pechino ha cambiato linea, l’Italia è l’unico Paese dove i negazionisti del cambiamento climatico godono ancora di un certo spazio. Una paginata del professore Franco Battaglia sul Giornale sostiene che “nonostante le fesserie degli ambientalisti un mondo più caldo sarebbe migliore: meno cataclismi naturali, crollo delle morti per freddo, aumento della produzione agricola, riduzione della fame. E metterebbe tutti di buonumore”. Sull’ultima cosa sono d’accordo: fai ridere.

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13 risposte a L’effetto terra terra

  1. riccarda ha detto:

    il prblema e’ che molta gente se lo legge e se lo crede…..e non ha nessun tipo di contro informazione a rispetto…..

  2. lesitaliens ha detto:

    I cambiamenti climatici ci sono sempre stati, così come i cretini come franco Battaglia. È una cosa ciclica.

  3. kalimero ha detto:

    il problema che a questo genere di idioti danno pure lo spazio per raccontare queste fesserie.

  4. isason ha detto:

    vabbè dai. è una battaglia persa

  5. Fri ha detto:

    “Il punto è che per ogni prova a favore del global warming, ne esiste una a sfavore. Per ogni scienziato che ha abbracciato la causa ambientalista, ce n’è uno convertito allo scetticismo.”

    Lavoro nel campo della ricerca (effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi) e non ho mai incontrato un singolo scienziato (ce ne sono, ma sono sempre piu rari) che non sia convinto che i cambiamenti climatici sono realmente in atto. Le prove a favore dei cambiamenti climatici sono ogni giorno piu numerose. Quello su cui la comunità scientifica non è ancora d’accordo è se questo fenomeno abbia orgini antropiche o naturali e se sia possibile (e come) mitigarlo.

    • Alessandro ha detto:

      Giusto. In effetti lo scetticismo di cui parlo io è riferito all’origine antropica del cambiamento climatico, non al fenomeno in se (anche se mi risulta che esistano dati contrastanti pure sull’omogeneità a livello globale dello stesso).
      D’altronde tale valutazione è forzatamente difficoltosa, data l’assenza di informazioni certe e misurazioni precise relative ad archi temporali sufficientemente ampi da comprendere quegli eventi, come le ere glaciali, di cui certo non si può incolpare la spesso dissennata attività umana, e che magari sterminando senza rimpianti qualche specie a noi ostile ci ha permesso di essere qui oggi a discutere.
      Di conseguenza, com’è normale che sia, l’analisi passa necessariamente attraverso l’INTERPRETAZIONE dei dati disponibili, operazione che obiettivamente può rivelarsi critica in quanto sensibile alla soggettività di chi la esegue.

      Vorrei infine lanciare una piccola provocazione ricordando che a suo tempo anche l’eugenetica aveva ottenuto il consenso di larga parte della comunità scientifica…

  6. Alessandro ha detto:

    Sì, ok, l’affermazione è bizzarra e un filo arrogante, con tendenze farneticanti, tuttavia l’argomento è molto delicato.
    Stiamo parlando di scienza, e per fortuna la scienza è un campo dove a contare sono le prove scientifiche e non le ideologie.
    Quindi, in teoria, la soluzione dovrebbe venire da un dibattito aperto e neutro, dove le posizioni scettiche sono non solo ammesse ma funzionali all’approfondimento della discussione, invece che da una contrapposizione di miopi “fondamentalismi” a cui invece si assiste solitamente.
    Se spesso critichiamo i media per il contenuto disinformativo e molte volte orientato all’eccessiva drammatizzazione (vedi pandemia), non possiamo ignorare che la coscienza del problema relativo al riscaldamento del globo da parte della maggioranza delle persone, così come il loro sentire comune relativo alle tematiche ambientaliste, è veicolato in gran parte, quando non esclusivamente, da quegli stessi media.
    Il punto è che per ogni prova a favore del global warming, ne esiste una a sfavore. Per ogni scienziato che ha abbracciato la causa ambientalista, ce n’è uno convertito allo scetticismo. Probabilmente, così come in tanti altri campi, le nostre conoscenze non sono sufficienti per comprendere la questione nella sua globalità.
    Sia chiaro che un agnosticismo ambientalista non preclude affatto la ferrea applicazione del principio di precauzione, così come non nega che l’inquinamento sia dannoso e che si basi su un modello produttivo e sociale sconsideratamente irrazionale.

    P.S.
    Giusto per par condicio, mi permetto di linkare un articolo fresco fresco:
    http://tinyurl.com/ykyjpbv

  7. Laura ha detto:

    e tintarella tutto l’anno, poi, vuoi mettere? basta con quei cappottoni che non ti slanciano per niente!!!
    l’inverno è out! w la scienza e la fantascienza

  8. Adriana ha detto:

    Ma come si fa ad essere così idioti???

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