Cosche dell’altro mondo

Bruno Vespa offre Porta a Porta a Nicola Cosentino e il sottosegretario, accusato di concorso esterno in associazione camorristica, sfrutta il palcoscenico per lanciare accuse contro l’antimafia.

“L’inchiesta su di me – afferma Cosentino – è una porcata organizzata dai pentiti perché faccio parte di un governo, quello di Berlusconi, che ha sferrato un colpo importante alla mafia”. E per supportare le sue argomentazioni tira fuori un documento che a suo parere dimostra che un pentito dei casalesi raccontò di essere stato forzato da un investigatore nel corso di un interrogatorio ad accusare Silvio Berlusconi.

In questo caso la presunta rivelazione sembrerebbe smontare più che la credibilità dei pentiti, quella degli investigatori. Solo che le cose non stanno così. Innanzitutto l’atto giudiziario citato da Cosentino non ha nulla a che fare con l’inchiesta che lo riguarda. È relativo all’intercettazione di una conversazione telefonica risalente al 2004, in cui il pentito Carmine Schiavone racconta al pentito Giuseppe Pagano che durante un interrogatorio un funzionario della Dia avrebbe cercato di convincerlo a non accusare un altro funzionario dello stesso corpo e ad accusare invece i politici, in particolare Berlusconi. Sulla vicenda aprì un’inchiesta Raffaele Cantone, magistrato condannato a morte dai casalesi. Il pm interrogò Schiavone, che però preferì avvalersi della facoltà di non rispondere. A quel punto avrebbe potuto archiviare e invece dispose ulteriori indagini.

Alla fine accertò che il pentito le accuse al funzionario della Dia le aveva già fatte non in una deposizione ma in due, e quindi — anche volendo — non c’era più da convincerlo a tacere, e che l’interrogatorio in cui ci sarebbero state queste pressioni risale al 1993, quando Berlusconi non era ancora entrato in politica e faceva solo l’imprenditore. Vicenda archiviata, quindi, quella ripescata da Cosentino. Non se ne sarebbe più parlato se non ci avesse pensato l’avvocato dei boss casalesi Francesco Bidognetti e Antonio Iovine a citarla nel giugno 2008 in un’istanza di ricusazione dei giudici, letta in aula come un proclama durante l’appello del processo Spartacus, e piena di minacce contro lo stesso Cantone e contro lo scrittore Roberto Saviano e la giornalista Rosaria Capacchione che da allora vive sotto scorta come gli altri due.

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11 risposte a Cosche dell’altro mondo

  1. silvia ha detto:

    condivido quello che ha scritto pedrop

  2. Sonia ha detto:

    Non ho più la tv da un anno ed ogni volta che leggo cose simili mi compiaccio della mia ignoranza di contenuti e contenitori televisivi.

    @eremo2
    io ci sono! voglio esserci!

  3. eremo2 ha detto:

    Di vespa neanche parlo perché ho repulsione fisica, e la sua rubrica è un verminaio che lui insaliva.
    Siamo in pieno disfacimento, in un altro blog combattivo (Giovanotta – Mimuovofacciocose) che si sta attivando per la manifestazione contro berlusconi del 5/12 a Roma, ho richiamato la Resistenza, capitolo che andrebbe riaperto, anche se con altri mezzi, come ad es. la rete, prima che una qualche leggina possa oscurarci, per arrivare a una mobilitazione permanente, che arrivi a paralizzare a poco a poco le città più importanti, e diventi un fenomeno di contrasto nazionale, fino a che questo squallido magliaro che spariglia paese e dettato costituzionale a suo uso e consumo (ora anche la privatizzazione dell’acqua, ma ci rendiamo conto) non cada miseramente, e dopo gli infiniti guasti che ha creato si lavori per la ricostruzione.
    Dovremmo recuperare la forza aggregante del maggio francese, e spenderla meglio…

  4. anna maria ha detto:

    @Principe
    sono perfettamente d’accordo con te…wyghjkmnvczqwwwkjynv!!!

  5. pedrop ha detto:

    Vespa è funzionale al Potere così come Berlusconi lo è. Ogni suo atto da Cosentino al delitto di Cogne o quello di Garlasco è funzionale al potere. Vedi da dove proviene Vespa e hai capito tutto, ovvero: da dove proviene il fenomeno Berlusconi e forza italia, da dove proviene la mafia, l’andrangheta ecc. ecc. Vespa non è il servitore di Berlusconi ma sono entrambi due alfieri dllo stesso re.

  6. pedrop ha detto:

    Vespa è funzionale al Potere così come Berlusconi lo è. Ogni suo atto da Cosentino al delitto di Cogne o quello di Garlasco. Vedi da dove proviene Vespa e hai capito tutto, ovvero: da dove proviene il fenomeno Berlusconi e forza italia, da dove proviene la mafia, l’andrangheta ecc. ecc. Vespa non è il servitore di Berlusconi ma sono entrambi due alfieri dllo stesso re.

  7. Principe ha detto:

    yrfgreyvoye7hkjvmadjvbbjhdavovivi bsidu!!!!Q!!!!!!! (perchè quel che vorrei in realtà dire, certe volte non si può dire.) Saluti…

  8. gustavo ha detto:

    L’osceno Vespa si qualifica ancora una volta come il più fedele del nanerottolo…servitore…s’intende.Da spazio al camorrista,che per forza di cose non potrà esser candidato,ed alle solite crea confusione sull’argomento…è proprio un mestatore!Cosentino incassa il pagherò…tenta di resistere come sottosegretario…e probabilmente sarà gratificato da altro incarico…a bocce ferme!!!Che vergognosa noia questa marmellata politica italiana!Mi suggerite il nome di un altro paese in cui la delinquenza organizzata abbia incarichi governativi nella persona di suoi consociati??La magistratura ci arriva ora,ma in Campania,da sempre anche le pietre conoscono i raspporti tra camorra casertana e casalese e la grande4 famiglia Cosentino!!

  9. giovanni ha detto:

    c’era una volta “potere a chi lavora” (si sa com’è finita)
    ora è tempo di “potere alla camor(r)a”

  10. Laura ha detto:

    peccato che la tua replica ranocchia mia non abbia il pubblico di una seconda serata di raiuno…

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