Sulla superstrada piovono rane

Pelobates_fuscus_insubricus01“La strada da 62 milioni al km, contestata per salvare i rospi”. Scrive oggi in prima sul Corsera Sergio Rizzo. La storia è quella della tangenziale di Asti, 5.329 pagati a peso d’oro. “Se non è la strada più cara del mondo – osserva Rizzo – poco ci manca. Per capire: la Variante di Valico, che si sviluppa quasi tutta in galleria, vale 52 milioni al chilometro”.

Soldi a parte la superstrada è contestata anche per un altro motivo: “Il 22 settembre due consiglieri rifondaroli, Paola Barassi e Alberto Deambrogio – informa Rizzo – hanno presentato una mozione contro il progetto preliminare depositato dall’Anas ad agosto. Nell’elenco delle rimostranze, anche l’allarme per il rischio che correrebbe una «particolare e rara specie di rospo presente solo in due aree del territorio piemontese»: il pelobates fuscus insubricus, sopravvissuto all’alluvione del 1994, il cui habitat naturale verrebbe seriamente compromesso dalla nuova arteria”.

Caro Rizzo: e ti pare poco?

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Una risposta a Sulla superstrada piovono rane

  1. sara bragonzi ha detto:

    La progettata Tangenziale di Asti è un progetto deleterio ed estremamente impattante sul territorio.
    La nuova arteria stradale taglierà un’area tutelata dall’Unione Europea, il Sito di Importanza Comunitaria “Stagno di Belangero”, 600 ettari di zona umida, e passerà molto vicino all’ Oasi WWF, “La Bula” di Asti, provocando una serie di trasformazioni territoriali permanenti ed irreversibili.

    Il WWF sta ultimando in questi giorni circostanziate osservazioni, a livello ambientale e normativo, sui danni che provocherebbe la costosissima opera.

    Sono numerosissime le mancanze, incongruenze e contraddizioni progettuali che mostrano come il progetto non rispondente alle disposizioni delle più importanti Direttive europee di conservazione e non solo. Questo è quanto rilevato dal WWF Piemonte che, con l’aiuto del locale Comitato Tangenziale Sud Ovest , segue da anni le vicende di quest’opera.

    Dalla realizzazione del progetto soffrirebbero particolarmente le popolazioni di anfibi monitorati nel SIC e nell’Oasi WWF, tra cui spicca il Pelobate fosco, piccolo e schivo anfibio endemico della Pianura Padana.

    L’Unione Europea riconoscendo l’importanza di questo animale lo ha inserito nella lista dei 24 vertebrati di maggiore attenzione, importante tanto quanto il lupo, l’orso bruno o la foca monaca. La UE ha negli anni finanziato numerosi progetti di tutela del pelobate, anche in Piemonte.

    Dalla costruzione di questa strada riceveranno un danno notevole anche numerose specie di uccelli, tra le 150 censite nell’area, stabilmente svernanti, nidificanti e migratori all’Oasi WWF.

    Per tutte queste ragioni il WWF Italia chiede che venga fermato il progetto.

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