Rutelli? Mi viene in mente Giuda

Scarse ricette politiche. Cattolici trascurati. E poi Rutelli… Il cantiere centrosinistra visto da Rosy Bindi, intervistata dall’Espresso in edicola domani.

bindiLa sinistra? Ne facciamo parte anche noi…. La cattolica Rosy Bindi si sente a casa nella mozione di Pierluigi Bersani. «La laicità – dice – non è solo la questione bioetica. È la frontiera delle democrazie moderne. La sfida di costruire un partito plurale in cui le diverse identità concorrono a una nuova sintesi. Questo non capiscono Ignazio Marino da una parte e Dorina Bianchi dall’altra: la laicità non è un pensiero da contrappore a altri. Un partito plurale lo puoi fare solo se hai una cultura forte, un pensiero rivolto al mondo e non solo al tuo orticello».

Per Massimo D’Alema al Pd non basta l’anti-berlusconismo. È d’accordo?

«Non serve l’anti-berlusconismo da strapazzo. Serve un grande partito di opposizione. In Italia c’è una mutazione genetica: un paese che applaude i respingimenti, che consente l’abbassamento dell’offerta formativa della Gelmini, un consenso spontaneo verso Berlusconi. È responsabilità della destra, ma anche nostra: non siamo riusciti a mettere in campo un progetto culturale e politico che gli italiani potessero incontrare. E ritroveremo il consenso solo se li convinceremo che siamo più capaci della destra. Come ha fatto Prodi, due volte».

Tra loro ci sono i cattolici. Dopo il caso Boffo si riapre la partita per il loro voto?

«I cattolici sono stati determinanti per la vittoria di Berlusconi non solo sul piano elettorale, ma perché hanno dato alla destra un’identità, i valori. Ora una rottura c’è. Basta? No, perché c’è il rischio che i cattolici riscoprino la fuga dalla politica, il rifugio nella dimensione spirituale e nel volontariato. Ma anche qui ci sono le nostre colpe. Siamo stati troppo timidi nel rivendicare la nostra coerenza tra impegno politico e ispirazione religiosa. E c’è stata un’assenza del Pd. Rutelli, Fioroni e la Binetti parlano con singoli prelati, ma il partito non ha sviluppato un rapporto serie e franco con il mondo cattolico. Ma il Pd che aspira a essere il partito degli italiani può ignorare l’esistenza del Vaticano? O della Cei?».

Perché l’ex Pci Bersani dovrebbe essere capace di dialogare con questi e altri mondi?

«E perché dovrebbe essere in grado di farlo Franceschini? L’ambizione del Pd è parlare al mondo cattolico, ai ceti produttivi, ai moderati. Bersani è un uomo di sinistra, e non mi dispiace, ma ha saputo governare con le liberalizzazioni, vince non solo nel Nord e al Sud, dialoga con gli imprenditori e con i sindacati. Franceschini è più capace di lui? È tutto da dimostrare».

Franceschini avverte: se vince Bersani il progetto del Pd è in pericolo.

«Dal Pd non si torna indietro e Dario non può attribuire ad altri intenzioni non dichiarate. Mentre è doveroso fare un bilancio dei primi mesi del partito. Se si va avanti così si dissipa un patrimonio di 15 anni. Abbiamo perso 4 milioni di voti per i nostri errori, non per la litigiosità dell’Unione. Bisogna cambiare strada».

Altro attacco: Bersani cerca l’alleanza con l’Udc, mette in crisi il bipolarismo.

«Ricordo che Piero Fassino, sponsor di Franceschini, ha chiesto l’alleanza in Veneto con Galan e nessuno lo ha accusato di tradire il bipolarismo. Il bipolarismo è messo a rischio se il Pd resta al 26 per cento e non ha nessuna possibilità di tornare al governo. Penso che Casini voglia correre per la leadership del centrodestra, ma per raggiungere l’obiettivo prima deve sconfiggere Berlusconi. Per questo in alcune regioni farà un’alleanza con noi, tattica. E io sono d’accordo con lui».

E Rutelli? Accusa: «Il Pd a sinistra tradisce le sue ragioni fondative». Uscirà dal Pd?

«Mi viene in mente quello che Gesù dice a Giuda nel Vangelo prima del tradimento: “quello che devi fare fallo subito”. Se qualcuno ha già deciso di lasciare il partito non cerchi un pretesto nella vittoria di Bersani. Che democratici sono quelli che non riconoscono l’esito del congresso e delle primarie? La responsabilità di una rottura sarà solo di chi esce».

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3 risposte a Rutelli? Mi viene in mente Giuda

  1. paolo ha detto:

    Una che usa la categoria “giuda” per un confronto politico si commenta da sola.
    Aspettiamo l’esito del congresso, potrebbe essere divertente un Bindi in versione Mullah Omar che scaglia la FATWA di turno per nome e per contro di Bersani.
    La Bindi ragione in termini di circolo Azione Cattolica dela parrocchietta come Bersani in termini di sezione Pci di quartiere. Mi sembra che entrambi rappresentino sicuramente un buon numero di persone, ma sempre un numero assolutamente minoritario dela popolazione italiana. parlano una lingua che la maggior parte delle persone vive nbel 2009 non capiscono. E per frustrazione si inca..ano con Rutelli . Olè

  2. Ulisse ha detto:

    Secondo me l’analisi è sbagliata, ma capisco il suo punto di vista. A mio parere i cattolici sanno già benissimo dove votare (nonostante Lui) ed i voti persi sono quelli dei laici delusi. Dice che non si può ignorare il Vaticano ed ha ragione ma si può ignorare una società italiana sempre più laica e sempre più lontana dalla chiesa?

  3. ghazi ha detto:

    rutelli e giuda, un bel accostamento, ogni giorno apprezzo di più la bindy

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