La matematica politica è un’opinione

BerluscloniSe si ripensa a un anno fa, alle precedenti elezioni politiche, torna in mente un inequivocabile successo di Silvio Berlusconi. Non c’è dubbio. Voti alla mano la sua coalizione ha stravinto. Tuttavia qualche perplessità resta. Ovviamente non sull’esito del voto, quanto sulla correttezza della percezione del suo trionfo personale.

Partiamo dal dato di sintesi: l’alleanza Pdl, Lega Nord, Mpa ha raccolto nel 2008 il 46,8% dei consensi di chi ha votato (l’affluenza è stata dell’80,5%), aprendo una voragine (10 punti percentuali) tra sé e Pd-Idv.

Quel 46,8%, tuttavia, può essere scomposto: sottratti i voti di Bossi (l’8,2%, il doppio rispetto alle politiche precedenti) e quelli di Lombardo, il Pdl ha incassato in numeri assoluti 13.629.069 preferenze, praticamente le stesse (a dire la verità oltre 120mila in meno) del 2006, quando invece aveva vinto il centrosinistra.

Altro calcolo: quanto pesa l’elettorato di An all’interno del Pdl? Nel 2006, da sola, An prese il 12,3% (però nel 2008 ha perso la Destra…). Ammettiamo comunque che An, un anno fa, sia calata e abbia portato all’alleanza solo 3 milioni e 645mila voti (fermandosi cioè al 10%). Cosa resta al partito del Presidente B? Poco meno di 10 milioni di voti. Sono tanti, tantissimi, per carità. Il centro-destra ha fatto cappotto, è evidente. Ma Berlusconi non è stato né unto dal Signore né tanto meno plebiscitato dagli elettori: ha preso il 21,14% dei voti degli aventi diritto, l’hanno scelto 2 italiani su 10 (sarà secondario, ma questo spiega anche perché nei luoghi di lavoro, tra gli amici, al mercato non si trovano mai masse di italiani che dichiarano di aver votato Berlusconi: non è che lo nascondono, è che sono 10 milioni, né 30 né 35 né 40).

Eppure B si presenta come l’Eletto (non nel senso di votato, ma di principe predestinato), di catalizzatore unico del consenso: ha trasformato il voto di una parte degli italiani nell’appoggio di tutto il popolo italiano. E la percezione è che sia vero, che abbia davvero convinto la maggioranza: non quella relativa, quella assoluta. In realtà con tutte le sue tv e tutti gli occhiolini strizzati al Vaticano e a destra e a manca il politico Berlusconi vince soprattutto (non solo, ma soprattutto) grazie all’alchimia di essere riuscito a tenere insieme due partiti (Lega e An) che tra loro continuerebbero a non parlarsi nemmeno al telefono (naturalmente vale anche il contrario: Lega e An governano in quanto alleati di B). Se a questo aggiungiamo l’attuale pochezza dell’avversario (Pd e sinistra varia) il gioco è fatto.

E siamo all’oggi. Adesso sostiene che malgrado la campagna di falsità scatenata contro di lui il suo privato indice di gradimento sfiori il 75%: cioè dai 2 elettori su 10 del 2008 passa a oltre 7 su 10 nel 2009: 40-45 milioni di italiani! Tra pochi giorni le europee ci diranno che quel 75% faceva parte della serie “mi avete frainteso” (anzi, è più probabile che l’8 giugno nessuno ricorderà più quel numero), e lui si rivenderà nuovamente come “la scelta degli italiani” (di tutti gli italiani) un risultato superiore o vicino al 40%. A conti fatti, come scriveva qualche giorno fa Michele Serra, il 40 non è il 50 che non è il 70 che non è “gli italiani”. E questo bisognerebbe ricordarselo e ricordarglielo: in democrazia non dovrebbe poter fare quello che gli pare col 75% (e neanche col 99%), figuriamoci col 20!

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8 risposte a La matematica politica è un’opinione

  1. Giulia D ha detto:

    tutto questo calcolo è inattendibile, perchè in politica non vale la semplice aritmetica: i voti non sono numericamente gli stessi, non si sommano semplicemente in maniera aritmetica, perchè essi sono il risultato di coalizioni gradite, di deficit del partito di opposizione etc etc. Sarebbe troppo bello fare i “ragionieri” con i voti…ma purtroppo non è possibile.

  2. edoardo lenzini ha detto:

    ranocchia. che bel conto. calcolatrice alla mano la cosaè allarmante. ma questo lo si sapeva gia. si parla spesso di astensionismo, ecco. la snistra sa benissimo di cosa si tratta. e gli sta piu che bene. visti meriti che ha.

  3. Ulisse ha detto:

    Se gli Agnelli controllano la FIAT con solo il 32% della azioni, si capisce come possa Berlusconi controllare il Paese con il 20% dell’elettorato. Senza contare il controllo mediatico (qui si ha il 90%) a cui però c’è una soluzione, spegnere la TV, gli inserzionisti non continueranno in perpetuo a pagare milioni di euro per una cosa che nessuno guarda, perchè va bene fare favori al Premier ma a tutto c’è un limite. Prima o poi questo castello si sgretolerà e tutti i nodi salteranno al pettine, è solo questione di tempo.
    Berlusconi ha pianificato la sua ascesa ed il mantenimento del potere proprio sull’aspetto mediatico, spegnete la TV e vedrete che farà flop.

  4. valeria ha detto:

    mmm…io dico (auspico) che quel 75 per cento finale sparato dal berlusca…sia il 75 per cento del suo elettorato totale, ossia dei fatidici dieci milioni di elettori, che passeranno secondo le stime parzialie interessate, a sette milioni e mezzo….

    poi credo che lui quando chiacchera dia i numeri, per cui diminuisco il suo 75 per cento di un ventio, e arriviamo al 55 per cento (sempre del suo elettorato)…ed ecco qui la disfatta del B. … a partire dal 7 giugno dovrà stare parecchio manzo fino alle politiche, se non vule scendere sotto la soglia del 4 per cento degli elettori…

    ok ok…ma lasciatemi sognare no? rompiscatole!!!

    😀

  5. Fausto Minisini ha detto:

    Beh, cara Rana, tu puoi scrivere quello che vuoi, ma non riuscirai mai A DARE I NUMERI come il Reo Silviolo…
    Rassegnati! :-))

  6. Zio Trap ha detto:

    (devo aver usato dei caratteri maleinterpretati dal template del blog per cui ripropongo la barzelletta finale):
    Un tizio guida in autostrada e sente dall’autoradio:” Fate attenzione, c’è un pazzo che guida contromano in autostrada!” e lui commenta:”Uno? Ma se ne saranno passati duemila!”

  7. Omar ha detto:

    E’ il meccanismo delle scatole cinesi… dalla finanza alla politica in 3 mosse (e viceversa).

    8 italiani su 10 non votano e non voterebbero berlusconi, ma lui ha una maggioranza schiacciante in parlamento.

    E gli altri che fanno?
    Sinistra e libertà, lista anticapitalista, partito democratico, partito comunista dei lavoratori, italia dei valori, eccetera, eccetera, eccetera…

    sono i piccoli azionisti della politica italiana. Sono la maggioranza, ma non valgono più del modesto pacchetto che possiedono.

  8. Zio Trap ha detto:

    Quello che mi fa paura è che sembra sinceramente convinto delle stro…upidate ipergalattiche che dice, come ogni volta che si para il deretano ma lo giustifica perchè lo fa per tutti gli italiani che gli hanno dato la licenza di dire/fare qualunque cosa gli passi per la testa. Oggi ha ribadito che non dobbiamo modificare i nostri consumi. Allora io non gli farei 10 domande, ma solo 2:
    1) CON QUALI SOLDI? (Sono in cassa integrazione a singhiozzo dall’inizio dell’anno).
    2) Ha risposto alla domanda numero 1?
    Del resto è circondato da persone che quotidianamente si sperticano in sua difesa perchè succhiano il possibile dal suo potere (tranne uno che lecca) per il loro bel tornaconto e quindi hanno solo l’interesse a mantenere o rafforzare lo status quo lasciandogli credere incredibili complotti internazionali che ostacolano il percorso di un eroe della patria incompreso. Tutta questa situazione mi ricorda quella vecchia barzelletta:
    “Un tizio guida in autostrada e sente dall’autoradio:<> e lui commenta:<>”

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