Caro Papi Natale, nel 1973 acquista da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne e orfana dal 1970, la settecentesca Villa di Arcore, con quadri d’autore, parco di un milione di metri quadrati, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreni. La Casati è assistita da un tutore, l’avvocato Cesare Previti, che è pure un Suo amico, figlio di un suo prestanome (il padre Umberto) e dirigente di una società del gruppo (la Immobiliare Idra). Grazie alla fortunata coincidenza, Lei riesce a pagare la favolosa villa con annessi e connessi circa 500 milioni di lire: un prezzo irrisorio. E, per giunta, non in contanti, ma in azioni di alcune società immobiliari non quotate in borsa, così che, quando la ragazza si trasferisce in Brasile e tenta di monetizzare i titoli, si ritrova con una carrettata di carta straccia. A questo punto, Lei e Previti vi offrite generosamente di ricomprare le azioni, ma alla metà del prezzo inizialmente pattuito. Alla bambina Annamaria Casati Stampa di Soncino avete rubato anche le caramelle?
(tutte le domande al Reticente del Consiglio le trovi in Caro Papi Natale)
le caramelle….fanno bene al cervello …….sono piene di zucchero!……A……POOOOOOOOOORRRRRRRRRRCIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!…………….vi siete saziati?…..
VIVISSIMI COMPLIMENTI A CHI CONTINUA A VOTARLI
…l’unica immagine che riesco ad evocare è quella delle SS che accompagnavano i bambini ebrei nelle camere a gas.
i 40 ladroni erano dei dilettanti, al confronto