Rassegna Stanca

Il tenero Prestigiacomo

26 Novembre 2009 · 7 Commenti

“La green economy è una delle vie principali per affrontare la crisi economica. Per questo il nostro Governo – assicura il ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in un’intervista a Più Mese – sta scommettendo su energie pulite, mobilità sostenibile, bioedilizia”. A scommettere, scommette pure, ma per perdere, visto che le puntate vincenti dell’esecutivo sono quelle su nucleare, autostrade, calce e mattoni.

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Caro Papi Natale

25 Novembre 2009 · 67 Commenti

C’è lavoro per voi. Qui sotto trovate la bozza di introduzione al libro che raccoglie le domande che il popolo della rete vorrebbe rivolgere a Silvio B. Le domande (su Dell’Utri, Previti, Mills, intercettazioni, Sme, mafia, P2, lodo Alfano…) sono state raccolte nelle ultime settimane tra gli iscritti al gruppo di fb “Dieci (nuove) domande a Berlusconi” e tra i lettori del blog Rassegna Stanca. Il libro (scritto a 5.000 mani) dovrebbe andare in stampa il 3 dicembre, antivigilia del NO B-Day.

Correggete questa introduzione per renderla più ficcante, ironica, incisiva, lasciando i vostri suggerimenti tra i commenti.

 Caro Papi Natale,

anche quest’anno non ho assunto stallieri, non sono stata nella dacia di Putin e nemmeno nella escort di Tarantini, non ho avuto Capezzone e Bonaiuti come portavoce, non ho subito 106 processi, non ho costruito il Ponte sullo Stretto di Messina, il Mose o una nuova centrale nucleare (se è per questo nemmeno Lei), non ho fatto lifting e tricotrapianti, non ho una canottiera come quella di Bossi, non ho sei televisioni (e nemmeno sei schermi tv), non mi sono iscritta alla P2, non ho pagato tangenti, non ho evaso il fisco, non ho esportato capitali all’estero e non me ne faccio nulla dello scudo fiscale, del lodo, del processo breve, del legittimo impedimento e dell’immunità parlamentare, non ho creato un milione di posti di lavoro (intendeva dire in meno?) e non ho portato un poliziotto in ogni quartiere (idem come prima), non ho raccomandato veline e non ho piazzato velinari alla direzione del Tg1, non ho annunciato il taglio delle tasse, non ho corrotto avvocati e non ho 100 avvocati, non ho pagato lo stipendio di Emilio Fede, Carlo Taormina, Niccolò Ghedini e Angelino Alfano, non sono perseguitato dalle toghe rosse, dalla stampa rossa, dalle scuole rosse, dalle rosse e dalle brune, non ho creato società off-shore, non ho fondato un partito insieme a Dell’Utri (che è un organizzatore di primo grado), non ho tenuto minorenni sulle ginocchia, non ho fatto cucu alla Merkel e detto abbronzato a Obama, non ho organizzato festini a Villa Certosa e nemmeno nel mio monolocale, non ho fatto sesso tre ore a notte (purtroppo) e non ho cantato con Apicella (meno male), non ho fatto eleggere Ciarrapico, non ho lanciato editti bulgari (e non sono mai stata in Bulgaria), non ho nominato La Russa e Bondi ministri, non ho messo Mara Carfagna alle Papi Opportunità dopo un esame scritto (il calendario) e Maria Stella Gelmini all’Istruzione dopo un esame orale (il …), non ho tolto la spazzatura da Napoli con l’aiuto di Cosentino, non ho rischiato di vincere il Nobel per la Pace (perché, Lei sì?), non ho una squadra di calcio e non prendo a calci la Costituzione, non ho detto che Eluana Englaro poteva avere figli e alle disoccupate di sistemarsi sposando i figli dei ricchi, non ho avuto conflitti di interessi (semmai ho pochi conflitti e molti interessi), non ho goduto di un consenso popolare al 114%… Non voglio tediarLa oltre: mi rendo conto di essere stata buona a nulla. E non avendo fatto tutto quello che ha fatto Lei non posso aspirare non dico alla Presidenza del Consiglio, ma nemmeno a un posticino di assessore al municipio di Lambrate e forse non merito nemmeno un piccolo regalo di Natale. Però siccome Lei è buono, caro Papi Natale, mi permetto di farle qualche centinaio di domande, a nome mio e di qualche migliaio di amici. Sono interrogativi che La riguardano e che abbiamo raccolto un po’ alla volta nello stagno – il blog di Rassegna Stanca – che altro non è poi che un posto dove cerchiamo di capire (spesso senza riuscirci) quello che succede e quello che i media ci raccontano.

 

Risponda alle nostre domande. Ci permetterà (forse) di capire come ha fatto a diventare Silvio Berlusconi e come l’Italia possa averLe consegnato la guida del Paese.

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E poi dicono…

25 Novembre 2009 · 9 Commenti

E poi dicono che il Parlamento non fa leggi ad personam, che il processo breve è interesse degli italiani, che la riforma della giustizia non viaggia parallela alle vicende del premier… Al Senato è appena approdato il disegno di legge sul processo breve e sapete come gli esponenti di Pdl e Lega hanno titolato il nuovo testo normativo? “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi“. Per la tutela del cittadino, appunto. Di uno solo!

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La balla è Rotondi

25 Novembre 2009 · 4 Commenti

La frase peregrina di un ministro minore (Rotondi) sul metabolismo degli impiegati ha acceso un imponente dibattito mediatico: se mangiare l’abbacchio dall’una alle tre favorisca oppure ostacoli la verve pomeridiana del lavoratore. Pare che la ostacoli, scrive Michele Serra nella sua rubrica quotidiana (L’Amaca), che oggi saccheggio a piene mani.

Nel frattempo – prosegue Serra – il capo del governo è in visita in Qatar, tra emiri, petrolio e grattacieli, a trattare (si suppone) cose di qualche importanza per il futuro economico, magari non solo il suo. Ma su giornali e telegiornali il dibattito sull’abbacchio e la pennichella ieri surclassava ampiamente la missione araba del premier, i cui scopi e i cui risultati pare interessino solo qualche analista maniaco. Il sugo di pomodoro ha messo in netta minoranza il petrolio.
Mi chiedo sempre più spesso quali siano i principi ispiratori dei media nazionali. Credo di capire che la vera “mission” sia un allegro intrattenimento (a certi telegiornali manca solo la sigla di Merry Melodies), e non c’è dubbio che i maccheroni dell’impiegato, come argomento, predispongono al sorriso, come se Alberto Sordi fosse ancora tra noi. Il resto (politica e affari, per esempio) è ritenuto troppo difficile per un pubblico rinfantolito. E a pensarci meglio anche il dibattito sulla pausa-pranzo, che è a rischio di intervento sindacale, è politicamente troppo impegnativo.

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Maometto, il bue e l’asinello

24 Novembre 2009 · 9 Commenti

Te piace ‘o presepio? Alla Padania sì. Il giornale di Umberto Bossi annuncia in prima pagina che è “Tempo di presepi e mai come adesso si sente l’esigenza di difendere le nostre tradizioni”.

Dunque bisogna essere tutti più buoni? I giovani padani chiariscono meglio il concetto: “La società multirazziale e multireligiosa – affermano – tende a impedire la manifestazione dell’identità religiosa della maggioranza cattolica dei cittadini, in nome di un distorto concetto di tolleranza per le minoranze, in particolare di quell’islamica. Per un islamico, infatti, il presepe è un’intollerabile sfida alla sua religione”.

 

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