trinchetto

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Adesso che le luci dei riflettori si sono attenuate sulle recenti vicende della marineria italiana da turismo, è giunto il momento di fare alcune pacate riflessioni, sulle quali, ahimè,  i plastici di Porta a Porta e le forbite dissertazioni pseudomarinaresche che hanno allietato i Talk Show nazionali, o in forza loro, non hanno approfondito.

Allora scopriamo che chi dovrebbe vigilare sul buono stato delle varie flottiglie che ne richiedono la certificazione nonché sulle procedure da tenere in corso di navigazione e naufragio si chiama RINA (Registro Italiano Navale). Il quale per concedere la navigazione ad un natante deve o, e in questo caso il condizionale è d’obbligo, dovrebbe, effettuare un  controllo sul natante stesso e sulle procedure da tenersi in corso d’opera (navigazione o naufragio, quindi porte stagne, giubbotti salvagente, ecc. ecc.).

Il RINA quindi è l’organismo che concede dopo “accurata” indagine una sorta di patente di abilitazione alla navigazione (al natante e alle procedure dell’equipaggio).

Scopriamo che la Capitaneria di Porto individuò nelle procedure adottate una serie di gravi mancanze in grado di mettere a rischio la navigazione su cui il RINA si pronunciò sostenendo invece il contrario  Sappiamo anche che un incidente analogo a quello della Concordia , per fortuna meno grave, era già accaduto ad un’altra nave della linea Costa: Costa Fortuna nel 2005. Subito insabbiato e sul quale detto Registro non ha ritenuto di dover indagare.

Scopriamo anche che nel 2008 era già stata riconosciuta la responsabilità del RINA, con relativa sanzione pecuniaria di 375000 euro l’affondamento al largo delle coste francesi della petroliera Erika (che faceva parte di un gruppo di navi, costruite contemporaneamente, delle quali quasi tutte erano affondate, ndr: la petroliera si era spezzata in due); che il giudice abbia ravvisato un difetto di progettazione e costruzione non individuato dal RINA ?

Scopriamo che l’ultima pupilla di Costa Crociere: Costa Allegra, finita in avaria alle Seychelles mentre era in navigazione in origine era una vecchia portacontainer svedese (datata 1969) che, dopo opportuno restyling (con allungamenti vari e aggiunta pezzi), è stata gabellata come prestigiosa e moderna nave da crociera.

Scopriamo  che anche il RINA porta la sua opera anche al di fuori  della flottiglia italiana; è il caso del traghetto Al Salam Boccaccio affondato al largo di Dhiba (mar Rosso) provocando la morte di 1000 persone ed anche lui in possesso di una certificazione RINA.

Scopriamo che nella cantieristica di Monfalcone viene assunto personale alle saldature senza le necessarie qualifiche.

Costa Europa, andata in collisione sulla banchina del porto di Sharm el Sheik nel 2010.

Il RINA, nella sua movimentata attività,  si è pure occupato di smaltimento rifiuti certificando una Ditta di Smaltimento (La Smaltimenti Sud) che si è distinta per: smaltimenti  illegali, discariche  abusive, dispersione nell’ambiente di tonnellate di batterie  esauste etc  etc.

Scopriamo allora che l’Azienda si è ingigantita notevolmente e il fatturato in questi ultimi 10 anni, dopo un cambio di gestione, è passato da  70 a 300 milioni.

Invece di parlarci di queste cose il Buon Vespa di cosa ci ha parlato ? Ah ! della Biscaggina…

Scopriamo quindi ancora una volta che la tragedia del Concordia non è altro che lo specchio di un paese che fa della millanteria e dell’imbroglio il nerbo portante delle sue aziende e delle sue attività, ostentando un perfezionismo di facciata che in realtà nasconde mancanze grosse come voragini, nel RINA come nelle Ferrovie, nelle Aziende Pubbliche come in quelle Private. Dove lavorate quotidianamente: gran discorsi, parolone roboanti, prospettive visionarie di un futuro radioso, alle quali non crede più nessuno.  In una parola è il motore d’Italia !

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4 risposte a trinchetto

  1. maria vittoria pittamiglio ha detto:

    scopriamo anche che il RINA si occupa non solo di certificazione “navali”..ma anche delle certificazioni degli alimenti..lo sapevate che il pESTO e un certo tipo di PESTO è stato certificato dal RINA!!!!!!!! deliriooooooooooooooooooo

    • pedrop61 ha detto:

      tutto quanto fa “grano” da portare in cascina. Che poi le certificazioni si rilascino con un pò di leggerezza, tanto chissenefrega. Poi però le navi affondano o speronano gli scogli. Altrimenti come si spiegano certi miracoli di bilancio ?

  2. Fulvio Sguerso ha detto:

    Questi sono i risultati della concezione “privatistica” non più solo dell’economia ma anche della politica e, persino, dell’etica. A quali “valori” obbediscono gli Schettino, i Lusi, gli Scaiola, i Minzolini, insomma tutti i furbetti e i disonesti “a loro insaputa” d’Italia? Mah!

    • pedrop61 ha detto:

      Forse non è neppure colpa di Schettino, come qualcuno, poco saggiamente ha azzardato. O per lo meno la sua non è colpa maggiore degli episodi di malasanità con liste d’attesa enormi, personale con un carico di lavoro 10 volte superiore, notti, turni a raffica e colleghi che quando vanno in pensione non vengono sostituiti. Oppure quello che accade nelle ferrovie, con treni sempre in ritardo, che si guastano sempre, e carrozze pulciose. Gli Schettino di turno, da semplici “funzionari” si limitano a cercare di sopravvivere alle regole che altri hanno creato per loro e che finiscono per produrre danni o lucro a seconda di come la si voglia vedere. E’ un sistema che pretende di funzionare basandosi sulla mancanza di mezzi, ma sulla pletora di immagine. I primi che servirebbero ma che costano, la seconda che invece non costa nulla.

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